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Stava ancora attraversando indubbiamente un brutto periodo, il ricordo di Laura, specialmente quando si estraniava dal mondo per battere la tastiera del computer e scrivere articoli per il giornale, spesso lo incupiva, gli venivano alla mente quei piccoligrandi episodi vissuti in ben 5 anni e non poteva certo cancellarli dalla memoria con un semplice colpo di spugna, era stata una storia vissuta intensamente e poi finita senza un apparente motivo.
Quel pomeriggio, dopo aver fumato l'ennesima sigaretta si trovò catapultato nel metrò che lo avrebbe portato, come era solito fare almeno una volta alla settimana, alla Rue Martinez a casa di madame Dedè. Molti sapevano che le ragazze della "maison" erano tra le più belle in assoluto, l'anziana donna prima di assumerle le selezionava tra centinaia e dunque le prescelte erano di quanto meglio si poteva trovare sulla piazza. Del resto madame Dedè, ancora piacente nonostante i suoi 60 anni, in gioventù era stata bellissima ed aveva esercitato il "mestiere" nei migliori ambienti parigini e conosceva bene i gusti dei frequentatori. Non era nemmeno eccessivamente venale e se qualche buon cliente anzichè utilizzare la stanza assegnatagli, per il tempo convenuto, si attardava ancora, lei si accontentava della cifra pattuita.
Aveva anche escogitato un buon sistema, per mettere a proprio agio alcuni uomini che
vivevano soli, e cioè un servizio di lavanderia, molti erano soddisfattissimi e portavano
sempre pacchi di panni che ritiravano la volta successiva.
Il vecchio palazzo non aveva ascensore e Luigi arrivò al quarto piano col fiatone, dopo
aver bussato stette ancora un pò in piedi per dare il tempo al cuore di decelerare i batttiti,
poi si sedette per aspettare Marcelle.
Fumò un paio di sigarette prima di vederla con mutandina e reggiseno trasparenti e lei si
sedette sulle sue gambe, dovevano aspettare che si liberasse la camera preferita da Luigi
cogli specchi sul soffitto per soddisfare il desiderio di guardare.
Questi sentì immediatamente il suo membro indurirsi al contatto con le cosce e cominciò
ad accarezzarla.
Non gli piaceva molto baciare in bocca le prostitute ma Marcelle, chissà per quale
meccanismo, la considerava la sua amante e fu ben lieto quando lei gli mise la lingua tra le
labbra e poi gliela fece sentire quasi in gola, si muoveva velocemente e lui ricambiò
talmente allupato che per poco non veniva nei pantaloni, se si fosse sporcato si sarebbe
comunque trovato in una situazione imbarazzante, nonostante la presenza della
lavanderia, avrebbe dovuto aspettare chissà quanto tempo non avendo un ricambio.
Dopo una decina di minuti la stanza si liberò e potette dar sfogo a tutta la sua sessualità su
quel corpo poco più che ventenne che si muoveva sapientemente ed a ritmo. Marcelle
conosceva molti trucchi del suo lavoro e poi sapendo il soggetto sapeva come farlo eccitare
e legarlo a sé, si mosse lei di sopra in modo da dargli la possibilità di vedere tutto
attraverso gli specchi.
Lui arrivò all'orgasmo troppo presto, rispetto ad altre volte, e ci rimase molto male.
Del resto i tempi, in questi amplessi, variano a secondo dello stato d'animo e della
prestanza fisica del momento, e rimase spiacevolmente sorpreso da quella rapidità
nell'eiaculare.
Avrebbe voluto fare una doppietta ma un pensiero martellante lo aveva dissuaso,
guardava Marcelle ma vedeva il volto di madame Dedè e la cosa non gli piaceva
assolutamente.
Fumò la solita sigaretta e tanto per dire qualcosa fece:
"Cette coiffeur va très bien"(questo tipo di pettinatura va benissimo), sapeva parlare
discretamente il francese ma aveva un pessimo accento, Marcelle gli buttò le braccia al
collo e lo baciò sulla guancia orgogliosa e felice del complimento.
Dopo aver pagato si recò da madama Dedè per darle una camicia da far lavare e stirare.
Lei lo fissò intensamente, a dispetto dell'età era ancora desiderabile, slanciata, senza un
grammo di grasso in più, le labbra molto carnose e la pelle, sicuramente trattata, era liscia
e rosea. Con la sua navigatissima esperienza non ci volle molto per capire che era
desiderata e la cosa se da un lato le fece piacere da un altro la mise in apprensione, erano
molti anni che non esercitava ed almeno dieci mesi che non stava più col suo ultimo
amante, partito improvvisamente per chissà quale ignota destinazione senza dare più
notizie di sè.
Nel prendere il pacchetto con la camicia sfiorò volutamente la mano di lui poi voltandosi e
con movimenti voluttuosamente femminili gli fece capire che ci stava, per conferma gli
fece scendere le dita sui pantaloni digitando sull'abbottonatura ed attardandosi il minimo
indispensabile per farlo eccitare.
Non fu una cosa immediata, del resto Luigi nonostante fosse giovane coi suoi 34 anni da poco aveva sfogato le sue voglie anche se comunque il desiderio non si era ancora sopito, e nel frattempo gli ritornò il ricordo di Laura e come alcune volte erano stati insieme anche 5 volte nell'arco d'un'intera giornata. Ma la sua ex amante aveva 22 anni mentre madame le risvegliava il complesso di Edipo facendogli ricordare la figura materna.
Non ebbe il tempo per pensare ad altro in quanto Dedè nel frattempo lo aveva portato nella propria camera, che non faceva utilizzare a nessuno, e spinto su una poltrona di velluto rosso mentre contemporaneamente aveva acceso il videoregistratore dove furono proiettate immagini porno di grande efficacia. A Luigi si indurì nuovamente mentre la donna ridendo si spogliava mettendo a nudo il suo corpo decisamente desiderabile, ancora di più in quel momento, si gettò su di lui a peso morto, il giovane sentì la vulva aprirsi nel penetrarla mentre Dedè si muoveva velocemente ed emetteva, ad intervalli regolari, dei gemiti di piacere accorgendosi, sorpresa, che stava godendo come poche volte nella sua lunghissima carriera. Si sentì una fiera, felina e flessuosa, ed alla fine inondare, giungendo contemporaneamente all'orgasmo e questo non le era mai capitato. Luigi la strinse come se avesse voluto spaccarla in due e questa fermezza e determinazione, aggiunte ad una grande forza, la fecero sentire nuovamente femmina. Rifiutò con garbo i franchi che l'uomo le porgeva e gli baciò le mani, un gesto completamente nuovo per lei ma voleva esternare la sua gratitudine nei confronti di chi l'aveva fatta tornare indietro di parecchi anni, si era sentita anche se solo per pochi minuti, la Dedè bellissima e desiderata che aveva dimenticato.
Sapeva anche che era stato un episodio unico ed irripetibile, era una vecchia volpe e si affidava al suo naturale istinto che non l'aveva mai tradita, e questi le suggeriva di non alimentare speranze che l'avrebbero successivamente portata alla delusione, e non poteva permetterselo dopo una vita vissuta intensamente coi piedi per terra e non lasciando mai troppo spazio ai sogni ed alle fantasie. Luigi scese di corsa le scale che lo portarono dopo pochi minuti sui Campi Elisi, era l'imbrunire ed il tappeto di foglie gialle si muoveva lentamente per il sottile vento, pensando alla sua condizione di "ècrivain" ed al materiale che aveva nella mente per poter sviluppare qualcosa. Gli si avvicinò una lucciola, chiedendo di accendere una "Gouloise", lo fece e la guardò negli occhi, erano bellisimi e profondi, se l'avesse incontrata due ore prima...forse... S'incamminò verso il métro respirando a pieni polmoni, prese il pacchetto di "Gitane" dalla tasca dell'impermeabile ma poi, ripensandoci, lo ripose. Non avrebbe fumato fino al mattino successivo, si ricordò che avrebbe dovuto scrivere l'articolo per il "PARIS NUIT" ma non aveva avuto il tempo necessario per documentarsi su gli ultimi avvenimenti. Giunse a casa verso le 22 ed una volta nella stanza si sedette davanti al computer, si connesse con internet dando un'occhiata alla posta ma non trovò nessuna e-mail importante, anche nella segreteria telefonica non c'erano messaggi. Fece una breve telefonata a Napoli chiedendo notizie ed una volta tranquillizzatosi si rimise davanti alla tastiera ed iniziò a scrivere il suo primo racconto breve dal titolo: "Madame Dedè"...