FIABE DI OSCAR WILDE


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IL FIGLIO DELLE STELLE

IL FIGLIO DELLE STELLE DI OSCAR WILDE


Il figlio delle stelle è un bimbo, ritrovato nel bosco un giorno d'inverno da due taglialegna, che cresce tanto bello quanto crudele, disprezzando tutto e tutti. Solo quando, dopo l'ultima azione malvagia, un incantesimo renderà ripugnante il suo aspetto, capirà la sua colpa e inizierà a espiarla.
Un giovane pescatore si innamora di un'anziana sirena che ha pescato. Si vogliono sposare ma vi sono dei limiti a tale unione che il ragazzo cerca di superare e per farlo deve rinunciare alla sua anima, cosa che grazie all'aiuto di una strega riesce a fare. L'anima una volta separata cerca in tutti i modi di tornare con il corpo e dopo tre anni, con l'inganno ci riesce. Al che l'uomo non riesce più a vedere la sua amata sino a quando la vede galleggiare senza vita.
La storia narra di un Usignolo che dal suo nido udì un giovane Studente esprimere la propria tristezza. Egli era sofferente poiché nel suo giardino non c'era nemmeno una rosa rossa, grazie alla quale avrebbe potuto ballare con la sua innamorata, come lei stessa aveva detto. Si disperava poiché, sebbene avesse letto tutto ciò che i saggi avevano scritto e ogni segreto della filosofia fosse suo, la sua vita dipendeva da una rosa rossa. L'Usignolo, colpito dall'amore provato dallo Studente, decise di andare in cerca di una rosa rossa. Così spiegò le ali e spiccò il volo. Dall'alto vide, in un campo erboso, un bellissimo Cespuglio di rose; gli volò sopra e poi si posò su un piccolo ramoscello. Quindi gli chiese di dargli una rosa rossa e in cambio gli avrebbe cantato la sua canzone più dolce. Ma il Cespuglio scosse la testa, poiché le sue rose erano bianche. Poi consigliò all'Usignolo di andare da suo fratello che cresceva vicino alla vecchia meridiana, perché probabilmente lui avrebbe potuto dare all'uccellino ciò che voleva. Così l'Usignolo andò dal secondo Cespuglio e gli domandò una rosa rossa in cambio della sua canzone più dolce. Ma il Cespuglio scosse la testa, poiché le sue rose erano gialle. Poi consigliò all'Usignolo di andare da suo fratello che cresceva vicino alla finestra del giovane Studente, poiché probabilmente lui gli avrebbe dato ciò che desiderava. Così l'uccellino andò dal terzo Cespuglio è pronunciò le fatidiche parole. Ma anche questo Cespuglio scosse la testa. Disse che, sì, le sue rose erano rosse , ma il rigido inverno non gli aveva lasciato fare neanche una rosa. Quindi l'Usignolo domandò se c'era un modo per il quale avrebbe potuto avere ciò che voleva e il Cespuglio rispose che per ottenere una rosa rossa avrebbe dovuto cantare tutta la notte e squarciarsi il petto, cosicché il sangue che sarebbe uscito avrebbe colorato la rosa. L'Usignolo, che vedeva il giovane Studente come un vero innamorato, decise di sacrificarsi. Di conseguenza, prese una spina e mentre si perforava il cuore, cantò. L'uccellino soffrì per tutta la nottata e quando il Cespuglio lo chiamò per dirgli che la rosa era finita, non diede nessuna risposta perché oramai era morto. Il mattino seguente , quando si svegliò e aprì il balcone, lo Studente trovò sulla finestra la rosa rossa. Appena la vide disse che era la rosa più rossa e bella di tutto il mondo e tutto felice andò dal suo amore. Quando fu lì, porse la rosa alla ragazza, ma lei, senza gratitudine, la gettò via. Aggiunse che aveva appena ricevuto alcuni gioielli favolosi da un altro ragazzo e che tutti sapevano che i gioielli costavano più dei fiori. Così il giovane Studente si arrabbiò e tornò a casa. Là poté tirare fuori un libro impolverato di metafisica, che si mise a leggere.



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