FILASTROCCHE DI MARZO

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FILASTROCCHE   DI MARZO

 

FILASTROCCHE DI MARZO

 

 

Marzo pazzerello

guarda il sole

e prendi l’ombrello.

 

 

Farfalle

Fiocchi di cielo

alitano intorno

alla chioma fiorita

degli albicocchi:

messaggeri del sole

intessuti di seta. (Wei Li Bo)

 

 

Marzo

Nel fiato di marzo la neve

diventa ruscello che ha fretta

e tutta la terra ne beve

per fare più fresca l’erbetta

che trema per nulla, stupita,

che sia così bella la vita.

(Renzo Pezzani)

 

 

Marzo

E’ nevicato. Non è il tempo ancor

che mille e mille fior…

che mille e mille fior…

mi fan beato.

C’inganna il sole col suo dolce ardor.

Le rondini anche lor…

le rondini anche lor…

giungon, ma sole. (J. W. Goethe)

 

 

Passa marzo

Attenti, bambini,

la mano al cappello:

c’è marzo che passa,

che urla, che spazza,

che gioca monello

per strade e giardini…

Attenti, bambini!

E ride, quel matto!

E l’occhio vi strizza.

Si china su un fiore

con tenero amore…

poi, lesto, una bizza:

disfà quel che ha fatto.

E ride, quel matto!

E sempre combina

scherzetti e pasticci:

sparpaglia il bucato

disteso sul prato,

scompiglia i bei ricci,

le nubi trascina…

scherzetti combina.

Ma quando di sera

il cielo si ammanta

di un rosso di fuoco,

fermandosi un poco

vi guarda e vi canta:

“Or vien primavera”

Poi va, nella sera.

 (Adriano Caramellino)



 

 

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