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A.DUMAS : IL CONTE DI MONTECRISTO

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 A.DUMAS : IL CONTE DI MONTECRISTO

 

Alexandre Dumas

 

Il conte di Montecristo (Le Comte de Monte-Cristo) è uno dei più famosi romanzi d'appendice attribuiti ad Alexandre Dumas. Considerata la sua opera migliore insieme alla trilogia dei moschettieri (comprendente I tre moschettieri, Vent'anni dopo, Il visconte di Bragelonne), fu completata nel 1844 e pubblicata nei due anni successivi come una serie in 18 parti.

 

La storia è ambientata in Italia, in Francia e nelle isole del Mar Mediterraneo, durante gli anni tra il 1815 ed il 1838 (dalla fine del regno di Napoleone I al regno di Luigi Filippo). I principali temi trattati riguardano la giustizia, la vendetta, il perdono e la misericordia.

Il 28 febbraio 1815 il diciannovenne Edmond Dantès sbarca a Marsiglia con la sua nave mercantile "Il Faraone" dopo averne preso il comando.

Durante il viaggio, infatti, il vecchio Capitano Leclerc è morto.

Il capitano aveva consegnato a Edmond una lettera che ne denotava la fede bonapartista, e il giovane Edmond avrebbe dovuto consegnarla a Parigi.

Appena arrivato, Edmond chiede un congedo dall'armatore Morrel e approfitta dei giorni di licenza per andare a trovare il suo anziano padre e una ragazza catalana di nome Mercedes alla quale ha intenzione di proporre il fidanzamento.

Il giorno successivo, durante il banchetto di fidanzamento, Edmond viene arrestato con l'accusa di bonapartismo.

È stato incastrato da una lettera anonima, recapitata alla gendarmeria e scritta dal suo contabile di bordo, un tale Danglars, che è invidioso della nomina di capitano di vascello di cui Edmond è stato insignito.

Danglars è stato aiutato nella sua opera da uno spasimante di Mercedes, Fernando, e dal suo vicino di casa Caderousse, un giovane magistrato ambizioso e senza scrupoli. Edmond viene interrogato, in gendarmeria, dal Procuratore Villefort, al quale consegna la lettera nella quale erano contenute accuse compromettenti per il padre di Villefort.

Il Procuratore distrugge la lettera, e dispone che Dantès sia incarcerato nel Castello d'If, una fortezza adibita a penitenziario su di un isolotto davanti alla costa marsigliese.

Dantes è segregato dunque nel castello, dove fa conoscenza di un altro prigioniero: l'abate Faria.

Questi è uno scienziato di origine italiana, stravagante ma geniale, che parla di un tesoro favoloso sepolto nell'isola di Montecristo.

Faria è anche un letterato, e dà ad Edmond la possibilità di istruirsi e imparare le lingue.

  

Passano molti anni.

 

Faria, malato di epilessia, dopo tre attacchi particolarmente violenti muore, lasciando in eredità a Edmond la mappa del tesoro di Montecristo.

Edmond, sostituendosi al cadavere dell'amico, riesce ad evadere.

Sono passati 14 anni dal giorno in cui è stato incarcerato.

Si ritrova in mare aperto durante una tempesta, ma viene salvato da una nave di contrabbandieri italiani che fanno rotta proprio verso l'isola di Montecristo.

Con un espediente, Edmond riesce a restare solo sull'isola e, seguendo la mappa di Faria, ritrova l'antico e inestimabile tesoro. Edmond arriva in Italia e si fa nominare Conte di Montecristo dalle Autorità.

Ritorna poi a Marsiglia, dove nessuno lo riconosce, e rintraccia Caderousse. Questi si è messo nel frattempo a fare l'oste e gli racconta, dopo aver ricevuto in dono un diamante, che suo padre era morto per gli stenti mentre lo aspettava.

Morrel aveva fatto di tutto per farlo uscire di prigione, senza riuscirvi, e ora si trova in una situazione difficile dal punto di vista finanziario; Mercedes, promessa sposa di Dantès, si era sposata con Ferdinando (nominato Conte di Morcerf per i meriti militari ottenuti in Turchia tradendo il suo sultano) e Danglars era diventato banchiere grazie alle speculazioni spagnole ed era stato nominato anche Barone.

Montecristo prepara la vendetta: per prima cosa si fa accogliere e riconoscere dalla nobiltà parigina.

Salva Morrel dalla bancarotta; fa morire Caderousse, per mano del suo complice, mentre tenta un colpo a casa sua; spinge al suicidio Fernando, dopo averlo disonorato davanti a tutta la nobiltà parigina; rovina Villefort facendo suicidare la moglie e il figlio più piccolo, scoprendo anche un figlio illegittimo dell'ex Procuratore; manda in bancarotta e fa rapire dai banditi Danglars, al quale salva la vita in extremis. Infine lascia a Mercedes, disonorata e senza soldi, la casa del vecchio padre a Marsiglia; mentre a Morrel figlio lascia tutti i suoi averi in Francia e lo fa sposare con l'unica sopravvissuta della famiglia Villefort: Valentina.

Finalmente, la vendetta compiuta fino in fondo, il Conte si ritira nella sua piccola isola con la moglie-schiava Haydee.

 

 

APPROFONDIMENTO

 

IL CASTELLO D'IF

La costruzione del castello d'If iniziò a metà aprile del 1527, leggermente ritardata a causa del mal tempo, mentre non si conosce la data precisa della fine dei lavori, ma si ipotizza il 1529.

I principali materiali per la costruzione provengono probabilmente dall'occupazione spagnola a Marsiglia nel settembre del 1527.

Il punto di forza della fortezza è la sua collocazione al centro del golfo sulle principali rotte di navigazione di quel tempo e probabilmente faceva parte di un progetto di controllo delle coste provenzali voluto dal re.

 

La prigione

I primi prigionieri del castello d'If entrarono nel novembre del 1540 e furono due pescatori marsigliesi, mentre gli ultimi furono alcuni prigionieri della guerra civile avvenuta nel settembre 1914 in Alsazia e Lorena.

La prigione si sviluppa in due piani principali: le celle del piano terra, le quali non erano munite di finestre e avevano condizioni igieniche pessime (tanto da creare una speranza di vita per i prigionieri di 9 mesi massimi), e le celle del primo piano, le quali erano accessibili con il versamento di una quota mensile (come un affitto) e, oltre ad essere ben più spaziose, avevano anche le finestre e un camino.

I principali e più famosi prigionieri del castello d'If furono: Jean-Baptiste Chataud, comandante della nave Grand-Saint-Antoine che fu ritenuto responsabile di aver portato la peste a Marsiglia nel 1720; Honoré Gabriel Riqueti de Mirabeau, rinchiuso nel 1774 per volere del padre; Fanny Dillon, sposa del generale Henri Gatien Bertrand, incarcerata nel marzo 1815; il rivoluzionario socialista Auguste Blanqui. Ed inoltre nella finzione letteraria: due personaggi del romanzo Il conte di Montecristo di Alexandre Dumas: Edmond Dantès e l’abate Faria;da il visconte di Bragelonne, la cosiddetta maschera di ferro.

Dopo la morte, il 14 giugno 1800 del generale Jean-Baptiste Kléber durante la campagna d'Egitto, Napoleone, temendo che la sua tomba diventasse un luogo sacro del repubblicanesimo, ne dispose la sepoltura nel castello. Diciotto anni dopo Luigi XVIII fece traslare la salma del generale nella sua città natale, Strasburgo.

120 prigionieri furono rinchiusi nel castello d'If durante la rivoluzione francese del 1848.

Successivamente, con il colpo di Stato del 2 dicembre 1851 da parte di Napoleone III, furono rinchiusi provvisoriamente 304 prigionieri in attesa di essere trasportati nella prigione di Maison-Carrée in Algeria o quella di Cayenne in Guyana

Numerosi altri detenuti vi furono rinchiusi dopo la caduta del Secondo Impero francese come Gaston Crémieux, fucilato l'anno seguente.

Il castello d'If finì di essere una prigione nel 1915 per diventare un museo e un faro. Tuttora è una meta turistica, raggiungibile grazie ad un servizio di navette collegate al porto vecchio di Marsiglia.

 

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