Sono nata nel 1949 a Santa Tecla di Catania.Ho sempre amato l'odore
di salsedine,il ruggito del vento , il rumore delle onde sulle rocce,
tutto per me era poesia. Ricordo i miei stati d'animo da bambina,
nei giorni di pioggia, con il mare in tempesta. Il mio cuore non conteneva
la poesia che avevo dentro, esplodeva ,galoppava come un cavallo impazzito.
Poi la vita mi ha portata altrove, adesso vivo ad Acireale, dove ho un
lavoro artistico che mi rende felice ma appena posso vado a sedermi ancora
su quelle rocce nere, a guardare gli spruzzi del mare che amo tanto,
a fare il pieno di ricordi, a cercare gli amici di un tempo,ma niente è come
allora ; inesorabile la vita va lasciando in noi quella dolce malinconia
che ci rende poeti nostro malgrado...
TORMENTATE DISTESE DI NIENTE
Giullare arrogante
di ipocrita felicità
adornavi i tuoi giorni,
non ti curavi
di vedere nei miei occhi
piccole gocce d’amore mendicato.
Con dita di gelo,
sottili artigli
scavavi nel mio cuore tormentato.
Non ti accorgevi
del mio amore
tribolato e puro.
Elemosinavo ore,
minuti,attimi
di attenzioni mancate,
anelavo carezze
di mani amorose…
ma troppo presto
i miei occhi verdi
di bambina sgomenta,
si aprirono
su tormentate distese di niente,
non c’erano scintille,
ne lucciole volanti
verso il mio cuore bambino.
Quale nenia
avrebbe voluto ascoltare,
quale sguardo
posarsi lieve sopra i capelli.
Ma
l’amore per qualcosa che non c’era
rotolava
tra i tuoi pensieri.
Quale nodo per la vita
mi ha tenuta legata,
tristezza, amara agonia,
lunga la via da percorrere
e poi l’addio senza darsi pace.
Un letto vuoto,
l’angoscia di un momento,
il cuore
che di te vorrebbe tutto,
ma l’ombra di un ricordo
oscura il sole
e nel mio cuore muoiono le parole.
Solo per un attimo
come saetta nella tormenta
avrei voluto
lasciare un accecante bagliore dentro te.
Te ne sei andato senza una parola,
forse un giorno ci rincontreremo.
Se nella pace tu vivi ora,
pace non c’è per me
e neanche sereno.
L’angoscia mi attanaglia ancora
ed una voce chiede senza risposta:
Perché ma perché
se alla mia vita
hai dato la scintilla,
poi senza amore
mi hai spento il cuore..
tra nuvole e giardini
verdeggianti
un giorno forse noi
c’incontreremo.
Chissà la faccia che farai
quando ti troverai davanti
al mio sguardo accusatore
o forse ormai
indifferente e vuoto.
Il tuo sorriso
sboccerà di colpo
come fiore di mandorlo tardivo
ed io
con il mio sguardo vuoto
la testa girerò di lato…
L'ULTIMA SPINA
Sarò vicino a te
quando l’ultima spina
si conficcherà nell’anima
e sarà sempre così
perché il tuo affanno
sarà il mio affanno,
la tua malinconia
sarà anche mia.
Ti offro l’ultimo sole
di primavera
e ti riscalderò
quando le tue mani
avranno freddo.
Soffierò via
il vento dell’inverno.
Non ho molto da offrirti
amico mio.
Pesante fardello
pesa sulle mie spalle.
Il tuo dolore
sarà anche mio,
mentre giorno dopo giorno
ti guarderò tendere la mano.
Non è il colore della bandiera
ne quello della pelle,
ma il battito ribelle
di un cuore
che non può arrendersi.
Non ti fermare,
stringi la mia mano,
anche se sconfitti
gioiamo
ed il nostro dolore
ci porterà lontano…
SOGNI PERDUTI
Occhi bagnati
e tu che vai lontano,
quanta malinconia
vorrei tenerti qui
ma il nostro grande amore
è ormai finito
niente e nessuno
salvarlo potrà,
restano solo
i dolci ricordi
di cose passate,
di fiori appassiti,
di occhi bagnati,
di sogni perduti
in un’altra realtà.
ULTIMI SOGNI
Imprevedibile,
dall’apparenza fragile,
mi hai derubata
e spogliata di tutto.
Le mie paure
si sono rivelate realtà.
Oscuri brandelli di nebbia
hanno avvolto
il mio cuore.
Fasci di luci
vorrei lanciare,
per riportare la calma
dentro me,
ma la tua voce
rotola lontano,
scivola sui miei
ultimi sogni
come sottile pioggia
di un autunno ribelle.
QUELLO CHE MI MANCA
…E quello che mi manca
è la tua voce amorosa
che racconta favole.
Quante volte l’angoscia
ha soffocato la mia anima,
nuvole di zucchero,
piccoli baci sulla pelle,
gattino impaurito,
aspettavo un gesto gentile
per allontanare
i fantasmi della paura
che danzavano intorno a me.
Lacrime amare
traboccavano dai miei occhi di bimba.
Fantasticavo tenerezze
e filastrocche
che non arrivavano mai.
Guardami,
ti sembro serena?
Non vedi il vuoto della disperazione
scavare i miei occhi?
Sapessi con quanto amore
ricamavo i miei silenzi!
Le tue assenze,
pesavano come macigni
e non ho mai avuto la forza
di rotolarli via.
Eppure eri a due passi da me.
sempre sfuggente,
con le mani indaffarate,
con il tuo dio denaro
al primo posto nei pensieri.
Mai una parola dolce,
un gesto gentile,
ma solo il tuo stupido lavoro.
Quante lacrime
hanno inzuppato il cuscino!
Quante ore rubate al sonno!
Cosa dire adesso
che tanto tempo è passato
e l’angoscia del vivere quotidiano
si riversa nel mio cuore
stanco e avvilito?
Ritorna,o meglio
non è mai andata via
la malinconia,la rabbia ,il dolore.
Lo sai cosa provavo
quando la sera non eri tu
a darmi il bacio della buona notte?
Quando ti cercavo
e tu imperterrita
ti rifiutavi di accogliermi
tra le tue braccia?
Tutte le stelle cadevano giù
in un baratro senza fine.
Il mio cuore non cercava consolazione.
Come un gomitolo
mi dipanavo fuori di me.
Il mio cercarti,
il mio correre da te quando sapevo
che le nostre strade
non si sarebbero mai toccate,
perché l’ignoranza
è una brutta malattia
e se leggeresti queste righe,
non capiresti un tubo.
Così hai reso bui
gli anni più dolci della mia infanzia.
La tua vita,un fallimento,
perché adesso che ti guardo
con occhi diversi,
vedo veramente quello che sei.
Ho pagato io le tue scelte
che tu giudichi sane,
piene di principi,di tolleranza,
d’amore,di lavoro, la tua idea di famiglia…
Ho pagato a caro prezzo
il desiderio di un bacio,
di una carezza che adesso so,
non arriveranno mai.
Gli anni passano,i ricordi
soffocano ancora la mia anima
di bimba mai cresciuta.
Quando la sera,devo imbottirmi di pillole
per non morire,
penso che questo
è il tuo regalo più bello…
I MIEI PENSIERI SUL TUO CUSCINO
L’amore mio per te
è come un ruscello
che sgorga argentino
nell’intimo della mia anima
e porta con se
tutte le mie più dolci emozioni…
Dolce amore mio
che stai dormendo
e sognar di me non puoi
che non conosci,
vola a te
il pensiero mio più dolce
e lieve si ferma
sopra il tuo cuscino
accarezzando piano
la barba tua
arruffata del mattino.
Dormi tu e sogna
chissà mai che cosa
ignaro del mio forte
e immenso amore.
Il pensiero
nel cuore mio ritorna
portandovi
una dolce tenerezza
pronto a ripartir
la notte dopo,
posarsi lieve
sopra il tuo cuscino
accarezzando piano
la barba tua
arruffata del mattino.
Voglio ritornare
Voglio tornare
sul muretto
della mia casa
in riva al mare,
nascondermi
tra le barche
e vedere la tremolante
luce delle lampare
verso l’orizzonte.
Se respirare la stessa aria
che mi inebriava
da bambina,
mi farà calmare,
allora starò quieta
sopra la sabbia
a respirare lenta
la mia pena,
senza più voci
dell’infanzia mia,
quanti ricordi
intorno al focolare,
favole antiche
di folletti e fate,
umili cose ormai dimenticate,
castagne e miele
e l’odor del mare,
del vento che graffiava
la finestra
e la paura che mi spingeva
a nascondere la testa
quando la pioggia
violenta batteva
contro vetri tersi
e vecchi muri.
Quale nenia
vorrei sentire ancora,
quale letto avvolgermi,
quale carezza
di mani amorose…
ma lento il vento
porta via con sé
ricordi e cose,
anche il mare
non è più il mio mare
ed i miei amici
non ci sono più.
Vecchio e sbiadito
il mio casolare,
come il mio cuore inquieto
che mi porta
a pensare,cose dimenticate,
lasciate andare
indietro nella memoria.
Figlia
È canto del cuore
La tua voce,
esili le tue mani,
cristalli puri gli occhi…
ti penso,
con esitazione
mi sembra di respirare il tuo respiro,
in questa fredda alba
che ti vede già in piedi.
Piccola,
pronta per andare al lavoro.
Ricordo nostalgico
Di ricci dispettosi,
di boccacce
per il cibo che ti davo…
ti rivedo,
piccola rosa,
con gli occhi appannati
che vorrebbero
non vederti crescere mai,
reprimo le angosce,
la voglia di tenerti tra le braccia,
nasconderti dentro me ancora una volta,
come una piccola gemma,
un fiore prezioso,
un dono tanto atteso.
Impotente,devo lasciarti andare,
sperando che il mondo
sia gentile con te,
che ogni rosa sia senza spine.
Non devo dare voce
Al tormento che provo,
in questo giorno,
senza candele sulla torta
ma con il cellulare in mano
per augurarti
buon compleanno piccola mia…
SAN VALENTINO
IL giorno dell’amore
Ma l’amore ha un giorno?
Non è così per noi
Che già vent’anni d’amore
E ancora
Ci sembra il primo giorno.
Amore
Tenero e puro,
timido e sicuro
e quando tu
mi guardi dolcemente
e con la mano tua
mi sfiori appena,
ecco,
quello dell’amore
è il giorno.
Buon San Valentino
A te,
mio caro amore
ed ogni giorno
è il giorno
dell’amore…
Inno
Non ti farò del male ,non temere
l’amore mio è così grande che
nel cuore non lo posso trattenere
e voglio dirti quel che provo per te.
È come acqua limpida di fonte
è come il cielo con l’arcobaleno
sento profumo di rose e di fieno
quando penso a te.
È amore grande e puro,
amore che riempie di dolcezza,
di tenerezza ,quando sei con me.
In te ritrovo la mia pace
ogni rimorso tace per amarti così.
Vorrei vederti libero e felice,
asciugare dagli occhi le tue pene,
togliere i sassi che stanno
sul tuo cammino e
di violette e muschio
tappezzerei il sentiero
dove tu posi il piede.
La tua voce
gocce di miele sopra i fiori,
rispecchia la dolcezza del tuo cuore,
i tuoi occhi
raggi di luna che brillano nella notte
bruciano il cuore di chi ti ascolta
e immagina i tuoi pensieri.
Sei il dolce rifugio dell’anima mia
camminerò per sempre
accanto a te.
A te non dirò mai strane parole
solo dolci bisbigli,
ti cullerò e ti canterò il mio amore
sotto i raggi d’argento della luna.
Ma non aver paura
di farmi sentire il tuo amore,
di darmi tenerezza e
tutta la dolcezza che sai donare tu.
Con il tuo dolce viso
e con le tue parole
tieni prigionieri
tutti i pensieri miei.
Per me ,creatura di pianto
sarai l’unguento sopra le ferite
che la vita lascia
con tutti i suoi affanni.
Non ti farò del male
con il mio amore,
non ti farò del male,
sarò sempre vicino a te
se vuoi venire
sul mio cuore a riposare.
Sarò qualcuno
che in silenzio
ti saprà capire
e sapere che anche tu mi pensi
riempie il mio cuore di dolcezza.
Il mio nome sulle tue labbra
è una carezza che mi scalda dentro.
Questo tenero amore è così forte,
come catene tiene prigioniere
e non importa se si sta lontani
quando si è vicini
con il pensiero.
I CONFINI DEL SOGNO
Mentre cammino
nel trascorrere dei miei anni,
mi accorgo che tutto cambia
dentro e fuori di me…
Rincorro i pensieri,
mi perdo nella solitudine,
dove i confini del sogno
tracciano un filo invisibile
nella memoria.
Nel vuoto di un ricordo
che scivola inesorabile
nel buio dell’anima.
Il nulla mi avvolge
lasciando tracce
nell’aria pesante della sera
LO SPECCHIO DEL TEMPO
La tua immagine
è lo specchio del tempo…
Accarezzo il tuo profilo,
invento ogni giorno
parole d’amore per te.
Svanisce il tuo profumo
come le note che sento nell’aria.
Qualcuno suona
e la musica accarezza il mio cuore.
Rivivo ogni giorno
i momenti lontani,
quando mi specchiavo
nei tuoi occhi,mi cullavo
al ritmo delle tue parole.
Il tempo ti porta via
scolorendo piano
quel che resta di noi…
MIO CARO.
Come passano lente le ore,
l’orologio batte
come il mio cuore
sulle strade del mondo
mio caro ,ti ho smarrito
e tutte le sere
quando scende il sole
e i suoi raggi
incendiano di luce il cielo
ho nostalgia di te
che non torni più
sui passi tuoi
che cerchi altri aquiloni
da lanciare nel blu,
che cerchi altre mani
da stringere e scaldare
ed io resto qui sola
dietro i vetri
a spiare la via,
a dire alla malinconia
non tormentarmi più.
FORSE SEI VENTO
…Ti cerco ancora
tra mille volti
sorridenti e silenziosi,
in questo immenso campo,
dove l’odore dei fiori
ed acqua marcia
emanano profumo di niente.
Il sole non scalda
la mia anima di ghiaccio,
si perdono i miei ricordi
sulla dolcezza del tuo sorriso.
Non ci sono suoni assordanti
che ricacciano indietro
questi silenzi,troppi silenzi,
troppe stelle lontane
che non brillano più.
Vorrei dipingere
cieli sereni e voli di gabbiani,
ma sento solo tempesta
nei miei pensieri.
Che sia pace o solo tormento
non importa.
Forse sei vento,
o pioggia, o sole
o solo il battito del mio cuore.
Non conta più niente
cercarti tra inafferrabili sogni
che illudono la mente.
Dirti parole d’amore,
raccontarti infinite tristezze.
Il tuo spirito vola,
in un angolo di cielo
ti intravedo,
tra fiocchi di nuvole,
mentre gli occhi del mondo
si spengono…
Non più bambina,
nascosta dietro tende svolazzanti
per guardare il tuo sorriso
che accendeva di stelle
il cielo.
Ho capito che tutto passa
e passa in fretta,
senza poter scegliere
le cose che vogliamo,
le nostre necessità,
i sogni , le leggerezze dell’anima.
Domani,
oscuro luogo
dove nascondere il cuore
per non soffrire,
per non crescere.
Mi piace pensare
che sei con me
in ogni momento,
con i tuoi occhi,
chiari di luce
e la mia anima,
come cerbiatta trepidante,
si tende ad ascoltare
il vuoto,il niente…
PROFUMO DI MARE
Respiro il profumo del mare
e la salsedine
spruzza il mio viso.
Ascolto il canto delle sirene
e sogno in punta di piedi
come l’edera sogna
sul muro scrostato
di un vecchio casolare.
Nascondo nell’ombra
la lenta agonia
del mio vivere
ai margini dell’attesa,
nascondendo il mio cuore
in un labirinto di rughe.
Non cerco acque cristalline
per ristorare l’arsura,
ne felci per riposare i miei piedi.
Solo l’odore del mare
e l’ultimo grido di gabbiano.
Si dipanano le mie strade
e si alzano furiose
le onde del mio mare
ma la calma che aspetto
rotola lontano
in una certezza
che non arriva mai…
E nella notte
Sento scivolare una stella
sui miei pensieri,
mentre il profumo d’erba fresca
mi riporta il tuo sapore,
quando tra i prati
scivolavamo piano
dietro le nostre risate.
Dopo aver addentato una mela,
guardavamo passare le nuvole
e la vita era un conto aperto
senza regole,ne battaglie.
Pochi anni,quelli della gioia.
Ma tutto passa e ti cerco adesso
tra immense distese bianche,
dove volti sorridenti e immobili
sembrano domandarmi
dove vado.
Ho in mano un fiore
e nel cuore custodite,le tue parole.
Forse il destino era contro di noi,
tesseva tele di ragno
alle nostre spalle.
A me ha regalato gioie e dolori,
interminabili giorni di nebbia e fumo.
A te ha regalato l’eternità,
lasciando intatta la tua giovinezza.
Sei volato tra le stelle.
Cosa resta di te amico mio?
Il tempo disperde piccoli frammenti,
piccole tracce del nostro passato…
Ed io,con questo stupido fiore in mano,
vengo a cercarti e vedo il tuo viso
in ogni lembo di nuvola.
Nel tepore di un raggio di sole,
cerco,come allora, la tua anima
per farmi consolare,
per raccontarti ogni piccola parte di me.
E se la sera,il profumo delle rose
o le foglie che volano nel vento,
mi parlano di te,
un sorriso increspa le mie labbra.
Ti sento forte e combattivo,
come sempre,con una conchiglia
scheggiata ad ascoltare il mare,
ed io,fragile,frutto acerbo,
conto le spine conficcate nel mio cuore.
Vorrei essere un gabbiano,
per poter incrociare i tuoi voli,
sfiorare vele bianche
ancorate al piccolo molo,
dove lo sguardo si ferma
e cerca conforto
tra lo sciabordio delle onde.
Il mio pensiero,raggiunge il tuo pensiero?
Non è possibile saperlo,
ma la carezza del vento,
sembra proprio la tua mano
tra i miei capelli…
AL CALAR DEL SOLE
Ti aspetto al calar del sole
dietro dune scintillanti
di immensi deserti.
Il tempo si è fermato
e trafigge dubbi e inquietudini.
Sogno acque chiare
e verità nascoste
in angoli bui
del mio essere…
Verde,giallo,rosso
…E vado avanti e indietro
macinando chilometri
da mattina a sera
mangiando pane
e fumo catramoso
che esce dalle marmitte
in sosta,in fila
come formiche al sole.
Gli occhi bruciano
per il sole riflesso
nei finestrini delle auto
sempre più sofisticate,
sempre più potenti.
Auto che fanno tutto
solo premendo un bottone.
Sono uno spaventapasseri
con le braccia piene
di fazzoletti e corna rossi,
ventagli e alberi magici
che profumano l’aria.
Sotto il sole,con la pelle bruciata,
ti vedo passare cugino
e faccio di tutto
per farmi capire.
Parlo la tua stessa lingua
ed i miei sogni
hanno lo stesso colore dei tuoi.
A volte mi avvicino
con la speranza stampata sul viso,
ma tu non mi guardi,
volti il tuo sguardo
per non dirmi si.
Qualcuno mi sorride
e muove la testa
mandandomi a quel paese…
Verde,giallo,rosso
e passano i miei anni
sotto il sole cocente
o sotto la pioggia
con il vento che lacera la pelle,
io sono sempre qui
inchiodato a questa croce
come il tuo Gesù
che ho visto entrando in una chiesa
mentre rovistavo in una cesta sotto l’altare,
cercando un paio di scarpe
ed una giacca pesante.
Rovistavo in una cesta
dove lasci i tuoi vestiti usati
per quelli come me.
Parlo la tua stessa lingua
perché non so più chi sono,
non so se passerò la vita
sotto un ponte
a mangiare seduto
su di un sasso
e dormire sopra un pezzo di cartone.
La nostalgia graffia la mia anima
ed i miei sogni
hanno lo stesso colore dei tuoi,
ma tra un po’,non saprò sognare più…
Nostalgia
Perché la sera
mette nostalgia
di cose abbandonate
ormai perdute,
come se in fondo
ad ogni cuore
con il buio della notte
come fantasma
della vita intera,
torna il ricordo
e illumina
tremula fiammella
di candela…
LUCE
Amore che brilli
nei miei pensieri
come unica luce,
unica poesia.
A tratti sei
lacrima amara
ma sempre
dovunque volga
il mio sguardo
cerco sempre te,
mia unica luce
soave e sincera,
solo tu,dolce luce vera.
Io l'amo di più
Viole,
piccole viole,
vorrei cogliervi per lui
strappare un sorriso
ai suoi occhi gentili,
fare un gesto d’amore
per fargli capire
che io l’amo davvero,
che io l’amo di più…
AMARE TE
Amare te
mentre racconto al mondo
frammenti di poesia
semplici parole
per esprimere
grandi desideri
tra le rughe del tempo
tra i sospiri del vento.
Amare la tua allegria
la tua malinconia,
carezzarti l’anima
nell’ombra di un pensiero.
Amare le tue lacrime,
le tue risate,
le corse affannate
e raccogliere tra le mie mani
i sogni che volano via.
Amare te
dolce pazzia
che spazza via
l’ultima briciola
di malinconia…
Adesso
Con il passare del tempo
anche l’amore più forte
diventa debole.
Cogli l’attimo adesso
amore mio,
adesso che tutto intorno
esplode ed è rigoglioso.
Adesso che ogni piccolo gesto
diventa poesia,
dopo saranno giorni grigi,
lontani dal sole,
le spine si conficcheranno
nella nostra carne debole.
Non sentiremo cinguettare
il passero sul ramo
perché le nostre orecchie
saranno tese ad ascoltare
la voce del silenzio.
Rami nudi graffieranno
vetri anneriti,
la nostra esistenza
si trascinerà
su binari abbandonati.
Fermati adesso
amore mio,
ascolta la voce del mare,
respira la salsedine,
stringi la mia mano.
Domai,domani
tutto questo
sarà lontano…
L’URLO DEL MARE
Signore dov’eri
quando l’urlo del mare
sovrastava l’urlo
delle piccole voci innocenti?
Manine tenere,tese a raccogliere
conchiglie e pesciolini innocui
sopra spiagge diventate
improvvisamente
sempre più grandi.
Poi la forza spaventosa
ed il ribollire delle onde
che fino ad un istante prima
sembravano dipinte.
Il loro colore trasparente
diventato ad un tratto
torbido e sanguigno
per tutti i corpi straziati
di povera gente.
Signore dov’eri
mentre la terra si apriva
senza pietà
ed inghiottiva i tuoi fratelli?
Forse guardavi
le meraviglie del Creato
o forse pensavi
a questo mondo
diventato ormai egoista e vuoto?
Solo ieri,la festa della tua nascita.
Natale…
Corse affannose per negozi
scintillanti di luci,
regali sempre più costosi,
abbuffate da infarto
senza preoccuparci
se dall’altra parte del mondo
i poveri,gli ultimi,
avrebbero avuto
qualcosa da mangiare.
Nessuno si ricorda
che è il tuo compleanno,
nessuno si ricorda
di passare per un saluto
nel silenzio del Tabernacolo
eppure tutti sappiamo
che sei lì,che ci aspetti,
paziente,senza stancarti,
che ci vuoi bene
ed il tuo cuore sanguina ancora
per le spine dell’indifferenza.
Il tuo compleanno
e la gente
invece di affollare le chiese
affollava le spiagge.
Certo,quelli che potevano
permettersi una vacanza al mare
in quel paradiso
che era anche l’inferno dei poveri.
Un’onda gigantesca
dal nome esotico
ha cancellato ogni traccia di sorriso
dai volti abbronzati.
Hai voluto raccogliere fratelli
da ogni parte del mondo,
forse per farci capire
che siamo tutti uguali
bianchi e neri,
con la pelle levigata,
con la pelle rugosa
e mani nodose
avvezze a raccogliere
il poco che si riesce a racimolare,
avanzi,sprechi
di un mondo egoista.
Io non posso credere
ad una tua punizione.
Tu che hai condiviso
la tua vita
tra i poveri del mondo.
Nato in una mangiatoia,
riscaldato solo
dall’amore di una donna
senza peccato.
Il tuo cuore
ha sempre avuto pietà e amore
per i tuoi fratelli
che in milioni,non riescono
a riscaldarti.
Sono passati duemila anni
e siamo in pochi
a ricordarci di te.
Vogliamo persino
togliere dai muri la croce,
come se ci vergognassimo
di ricordare che sei morto per noi.
Togliendo ogni traccia di te
speriamo di ritrovare
la serenità nelle nostre coscienze.
Ma il soffio Divino
che hai messo dentro noi
quando abbiamo aperto
gli occhi sul mondo,
non ci permette di dimenticare
che siamo tuoi.
E allora mi chiedo
se tutto questo dolore
non serva per farci capire
che siamo niente senza te.
Signore,
tu che hai pianto su Lazaro
mentre soffiavi di nuovo
la vita nelle sue narici,
tu che con il fango
guarivi la lebbra e la cecità,
fa che dal fango
risorgano nuovi cuori.
Di sicuro hai spalancato
le porte della tua casa celeste,
mi è dolce pensare
mentre l’anima trabocca di malinconia
ai nostri fratelli
che ci sorridono da lassù,
perché ci hai detto
che preparavi per noi
un mondo nuovo
dove grido e dolore
restano per sempre fuori.
Signore dov’eri
mentre mani di madri
scavavano in mezzo al fango
per ritrovare i loro piccoli
e mani di figli
si tendevano verso il cielo
senza conforto
con gli occhi pieni
di pianto che non avrà fine?
Signore,eri vicino a noi,
con il tuo vestito bianco
imbrattato di sangue,
eri chino su quelle spiagge
a mani nude a scavare nel fango,
ancora una volta
a condividere le nostre paure,
le nostre angosce,il nostro dolore.
Tu che non puoi condividere
con nessuno la pena
per non essere riuscito
a cambiare il cuore dell’uomo.
Eri vicino a noi
ma nessuno si è accorto di te.