LE POESIE DI MARY BERTINO

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Sono nata nel 1949 a Santa Tecla di Catania.Ho sempre amato l'odore 
di salsedine,il ruggito del vento , il rumore delle onde sulle rocce,
tutto per me era poesia. Ricordo i miei stati d'animo da bambina,
nei giorni di pioggia, con il mare in tempesta. Il mio cuore non conteneva 
la poesia che avevo dentro, esplodeva ,galoppava come un cavallo impazzito.
Poi la vita mi ha portata altrove, adesso vivo ad Acireale, dove ho un
lavoro artistico che mi rende felice ma appena posso vado a sedermi ancora
su quelle rocce nere, a guardare gli spruzzi del mare che amo tanto,  
a fare il pieno di ricordi, a cercare gli amici di un tempo,ma niente è come
  allora ; inesorabile la vita va lasciando in noi quella dolce malinconia
che ci rende poeti nostro malgrado...



TORMENTATE DISTESE DI NIENTE

Giullare arrogante 
di ipocrita felicità 
adornavi i tuoi giorni, 
non ti curavi 
di vedere nei miei occhi 
piccole gocce d’amore mendicato. 
Con dita di gelo, 
sottili artigli 
scavavi nel mio cuore tormentato. 
Non ti accorgevi 
del mio amore 
tribolato e puro. 
Elemosinavo ore, 
minuti,attimi 
di attenzioni mancate, 
anelavo carezze 
di mani amorose… 
ma troppo presto 
i miei occhi verdi 
di bambina sgomenta, 
si aprirono 
su tormentate distese di niente, 
non c’erano scintille, 
ne lucciole volanti 
verso il mio cuore bambino. 
Quale nenia 
avrebbe voluto ascoltare, 
quale sguardo 
posarsi lieve sopra i capelli. 
Ma 
l’amore per qualcosa che non c’era 
rotolava 
tra i tuoi pensieri. 
Quale nodo per la vita 
mi ha tenuta legata, 
tristezza, amara agonia, 
lunga la via da percorrere 
e poi l’addio senza darsi pace. 
Un letto vuoto, 
l’angoscia di un momento, 
il cuore 
che di te vorrebbe tutto, 
ma l’ombra di un ricordo 
oscura il sole 
e nel mio cuore muoiono le parole. 
Solo per un attimo 
come saetta nella tormenta 
avrei voluto 
lasciare un accecante bagliore dentro te. 
Te ne sei andato senza una parola, 
forse un giorno ci rincontreremo. 
Se nella pace tu vivi ora, 
pace non c’è per me 
e neanche sereno. 
L’angoscia mi attanaglia ancora 
ed una voce chiede senza risposta: 
Perché ma perché 
se alla mia vita 
hai dato la scintilla, 
poi senza amore 
mi hai spento il cuore.. 
tra nuvole e giardini 
verdeggianti 
un giorno forse noi 
c’incontreremo. 
Chissà la faccia che farai 
quando ti troverai davanti 
al mio sguardo accusatore 
o forse ormai 
indifferente e vuoto. 
Il tuo sorriso 
sboccerà di colpo 
come fiore di mandorlo tardivo 
ed io 
con il mio sguardo vuoto 
la testa girerò di lato… 




L'ULTIMA SPINA

Sarò vicino a te 
quando l’ultima spina 
si conficcherà nell’anima 
e sarà sempre così 
perché il tuo affanno 
sarà il mio affanno, 
la tua malinconia 
sarà anche mia. 
Ti offro l’ultimo sole 
di primavera 
e ti riscalderò 
quando le tue mani 
avranno freddo. 
Soffierò via 
il vento dell’inverno. 
Non ho molto da offrirti 
amico mio. 
Pesante fardello 
pesa sulle mie spalle. 
Il tuo dolore 
sarà anche mio, 
mentre giorno dopo giorno 
ti guarderò tendere la mano. 
Non è il colore della bandiera 
ne quello della pelle, 
ma il battito ribelle 
di un cuore 
che non può arrendersi. 
Non ti fermare, 
stringi la mia mano, 
anche se sconfitti 
gioiamo 
ed il nostro dolore 
ci porterà lontano… 





SOGNI PERDUTI

Occhi bagnati 
e tu che vai lontano, 
quanta malinconia 
vorrei tenerti qui 
ma il nostro grande amore 
è ormai finito 
niente e nessuno 
salvarlo potrà, 
restano solo 
i dolci ricordi 
di cose passate, 
di fiori appassiti, 
di occhi bagnati, 
di sogni perduti 
in un’altra realtà. 





ULTIMI SOGNI

Imprevedibile, 
dall’apparenza fragile, 
mi hai derubata 
e spogliata di tutto. 
Le mie paure 
si sono rivelate realtà. 
Oscuri brandelli di nebbia 
hanno avvolto 
il mio cuore. 
Fasci di luci 
vorrei lanciare, 
per riportare la calma 
dentro me, 
ma la tua voce 
rotola lontano, 
scivola sui miei 
ultimi sogni 
come sottile pioggia 
di un autunno ribelle. 






QUELLO CHE MI MANCA

…E quello che mi manca 
è la tua voce amorosa 
che racconta favole. 
Quante volte l’angoscia 
ha soffocato la mia anima, 
nuvole di zucchero, 
piccoli baci sulla pelle, 
gattino impaurito, 
aspettavo un gesto gentile 
per allontanare 
i fantasmi della paura 
che danzavano intorno a me. 
Lacrime amare 
traboccavano dai miei occhi di bimba. 
Fantasticavo tenerezze 
e filastrocche 
che non arrivavano mai. 
Guardami, 
ti sembro serena? 
Non vedi il vuoto della disperazione 
scavare i miei occhi? 
Sapessi con quanto amore 
ricamavo i miei silenzi! 
Le tue assenze, 
pesavano come macigni 
e non ho mai avuto la forza 
di rotolarli via. 
Eppure eri a due passi da me. 
sempre sfuggente, 
con le mani indaffarate, 
con il tuo dio denaro 
al primo posto nei pensieri. 
Mai una parola dolce, 
un gesto gentile, 
ma solo il tuo stupido lavoro. 
Quante lacrime 
hanno inzuppato il cuscino! 
Quante ore rubate al sonno! 
Cosa dire adesso 
che tanto tempo è passato 
e l’angoscia del vivere quotidiano 
si riversa nel mio cuore 
stanco e avvilito? 
Ritorna,o meglio 
non è mai andata via 
la malinconia,la rabbia ,il dolore. 
Lo sai cosa provavo 
quando la sera non eri tu 
a darmi il bacio della buona notte? 
Quando ti cercavo 
e tu imperterrita 
ti rifiutavi di accogliermi 
tra le tue braccia? 
Tutte le stelle cadevano giù 
in un baratro senza fine. 
Il mio cuore non cercava consolazione. 
Come un gomitolo 
mi dipanavo fuori di me. 
Il mio cercarti, 
il mio correre da te quando sapevo 
che le nostre strade 
non si sarebbero mai toccate, 
perché l’ignoranza 
è una brutta malattia 
e se leggeresti queste righe, 
non capiresti un tubo. 
Così hai reso bui 
gli anni più dolci della mia infanzia. 
La tua vita,un fallimento, 
perché adesso che ti guardo 
con occhi diversi, 
vedo veramente quello che sei. 
Ho pagato io le tue scelte 
che tu giudichi sane, 
piene di principi,di tolleranza, 
d’amore,di lavoro, la tua idea di famiglia… 
Ho pagato a caro prezzo 
il desiderio di un bacio, 
di una carezza che adesso so, 
non arriveranno mai. 
Gli anni passano,i ricordi 
soffocano ancora la mia anima 
di bimba mai cresciuta. 
Quando la sera,devo imbottirmi di pillole 
per non morire, 
penso che questo 
è il tuo regalo più bello… 





I MIEI PENSIERI SUL TUO CUSCINO

L’amore mio per te 
è come un ruscello 
che sgorga argentino 
nell’intimo della mia anima 
e porta con se 
tutte le mie più dolci emozioni… 
Dolce amore mio 
che stai dormendo 
e sognar di me non puoi 
che non conosci, 
vola a te 
il pensiero mio più dolce 
e lieve si ferma 
sopra il tuo cuscino 
accarezzando piano 
la barba tua 
arruffata del mattino. 
Dormi tu e sogna 
chissà mai che cosa 
ignaro del mio forte 
e immenso amore. 
Il pensiero 
nel cuore mio ritorna 
portandovi 
una dolce tenerezza 
pronto a ripartir 
la notte dopo, 
posarsi lieve 
sopra il tuo cuscino 
accarezzando piano 
la barba tua 
arruffata del mattino. 





Voglio ritornare

Voglio tornare 
sul muretto 
della mia casa 
in riva al mare, 
nascondermi 
tra le barche 
e vedere la tremolante 
luce delle lampare 
verso l’orizzonte. 
Se respirare la stessa aria 
che mi inebriava 
da bambina, 
mi farà calmare, 
allora starò quieta 
sopra la sabbia 
a respirare lenta 
la mia pena, 
senza più voci 
dell’infanzia mia, 
quanti ricordi 
intorno al focolare, 
favole antiche 
di folletti e fate, 
umili cose ormai dimenticate, 
castagne e miele 
e l’odor del mare, 
del vento che graffiava 
la finestra 
e la paura che mi spingeva 
a nascondere la testa 
quando la pioggia 
violenta batteva 
contro vetri tersi 
e vecchi muri. 
Quale nenia 
vorrei sentire ancora, 
quale letto avvolgermi, 
quale carezza 
di mani amorose… 
ma lento il vento 
porta via con sé 
ricordi e cose, 
anche il mare 
non è più il mio mare 
ed i miei amici 
non ci sono più. 
Vecchio e sbiadito 
il mio casolare, 
come il mio cuore inquieto 
che mi porta 
a pensare,cose dimenticate, 
lasciate andare 
indietro nella memoria. 




Figlia

È canto del cuore 
La tua voce, 
esili le tue mani, 
cristalli puri gli occhi… 
ti penso, 
con esitazione 
mi sembra di respirare il tuo respiro, 
in questa fredda alba 
che ti vede già in piedi. 
Piccola, 
pronta per andare al lavoro. 
Ricordo nostalgico 
Di ricci dispettosi, 
di boccacce 
per il cibo che ti davo… 
ti rivedo, 
piccola rosa, 
con gli occhi appannati 
che vorrebbero 
non vederti crescere mai, 
reprimo le angosce, 
la voglia di tenerti tra le braccia, 
nasconderti dentro me ancora una volta, 
come una piccola gemma, 
un fiore prezioso, 
un dono tanto atteso. 
Impotente,devo lasciarti andare, 
sperando che il mondo 
sia gentile con te, 
che ogni rosa sia senza spine. 
Non devo dare voce 
Al tormento che provo, 
in questo giorno, 
senza candele sulla torta 
ma con il cellulare in mano 
per augurarti 
buon compleanno piccola mia… 





SAN VALENTINO

IL giorno dell’amore 
Ma l’amore ha un giorno? 
Non è così per noi 
Che già vent’anni d’amore 
E ancora 
Ci sembra il primo giorno. 
Amore 
Tenero e puro, 
timido e sicuro 
e quando tu 
mi guardi dolcemente 
e con la mano tua 
mi sfiori appena, 
ecco, 
quello dell’amore 
è il giorno. 
Buon San Valentino 
A te, 
mio caro amore 
ed ogni giorno 
è il giorno 
dell’amore… 





Inno
 
Non ti farò del male ,non temere
l’amore mio è così grande che
nel cuore non lo posso trattenere
e voglio dirti quel che provo per te.
È come acqua limpida di fonte
è come il cielo con l’arcobaleno
sento profumo di rose e di fieno
quando penso a te.
È amore grande e puro,
amore che riempie di dolcezza,
di tenerezza ,quando sei con me.
In te ritrovo la mia pace
ogni rimorso tace per amarti così.
Vorrei vederti libero e felice,
asciugare dagli occhi le tue pene,
togliere i sassi che stanno
sul tuo cammino e
di violette e muschio
tappezzerei il sentiero
dove tu posi il piede.
La tua voce
gocce di miele sopra i fiori,
rispecchia la dolcezza del tuo cuore,
i tuoi occhi
raggi di luna che brillano nella notte
bruciano il cuore di chi ti ascolta
e immagina i tuoi pensieri.
Sei il dolce rifugio dell’anima mia
camminerò per sempre
accanto a te.
A te non dirò mai strane parole
solo dolci bisbigli,
ti cullerò e ti canterò il mio amore
sotto i raggi d’argento della luna.
Ma non aver paura 
di farmi sentire il tuo amore,
di darmi tenerezza e
tutta la dolcezza che sai donare tu.
Con il tuo dolce viso
e con le tue parole
tieni prigionieri
tutti i pensieri miei.
Per me ,creatura di pianto
sarai l’unguento sopra le ferite
che la vita lascia
con tutti i suoi affanni.
Non ti farò del male
con il mio amore,

non ti farò del male,
sarò sempre vicino a te
se vuoi venire
sul mio cuore a riposare.
Sarò qualcuno
che in silenzio
ti saprà capire
e sapere che anche tu mi pensi
riempie il mio cuore di dolcezza.
Il mio nome sulle tue labbra
è una carezza che mi scalda dentro.
Questo tenero amore è così forte,
come catene tiene prigioniere
e non importa se si sta lontani
quando si è vicini
con il pensiero. 




I CONFINI DEL SOGNO

Mentre cammino 
nel trascorrere dei miei anni, 
mi accorgo che tutto cambia 
dentro e fuori di me… 
Rincorro i pensieri, 
mi perdo nella solitudine, 
dove i confini del sogno 
tracciano un filo invisibile 
nella memoria. 
Nel vuoto di un ricordo 
che scivola inesorabile 
nel buio dell’anima. 
Il nulla mi avvolge 
lasciando tracce 
nell’aria pesante della sera 




LO SPECCHIO DEL TEMPO

La tua immagine 
è lo specchio del tempo… 
Accarezzo il tuo profilo, 
invento ogni giorno 
parole d’amore per te. 
Svanisce il tuo profumo 
come le note che sento nell’aria. 
Qualcuno suona 
e la musica accarezza il mio cuore. 
Rivivo ogni giorno 
i momenti lontani, 
quando mi specchiavo 
nei tuoi occhi,mi cullavo 
al ritmo delle tue parole. 
Il tempo ti porta via 
scolorendo piano 
quel che resta di noi… 




MIO CARO.

Come passano lente le ore, 
l’orologio batte 
come il mio cuore 
sulle strade del mondo 
mio caro ,ti ho smarrito 
e tutte le sere 
quando scende il sole 
e i suoi raggi 
incendiano di luce il cielo 
ho nostalgia di te 
che non torni più 
sui passi tuoi 
che cerchi altri aquiloni 
da lanciare nel blu, 
che cerchi altre mani 
da stringere e scaldare 
ed io resto qui sola 
dietro i vetri 
a spiare la via, 
a dire alla malinconia 
non tormentarmi più. 




FORSE SEI VENTO

…Ti cerco ancora 
tra mille volti 
sorridenti e silenziosi, 
in questo immenso campo, 
dove l’odore dei fiori 
ed acqua marcia 
emanano profumo di niente. 
Il sole non scalda 
la mia anima di ghiaccio, 
si perdono i miei ricordi 
sulla dolcezza del tuo sorriso. 
Non ci sono suoni assordanti 
che ricacciano indietro 
questi silenzi,troppi silenzi, 
troppe stelle lontane 
che non brillano più. 
Vorrei dipingere 
cieli sereni e voli di gabbiani, 
ma sento solo tempesta 
nei miei pensieri. 
Che sia pace o solo tormento 
non importa. 
Forse sei vento, 
o pioggia, o sole 
o solo il battito del mio cuore. 
Non conta più niente 
cercarti tra inafferrabili sogni 
che illudono la mente. 
Dirti parole d’amore, 
raccontarti infinite tristezze. 
Il tuo spirito vola, 
in un angolo di cielo 
ti intravedo, 
tra fiocchi di nuvole, 
mentre gli occhi del mondo 
si spengono… 
Non più bambina, 
nascosta dietro tende svolazzanti 
per guardare il tuo sorriso 
che accendeva di stelle 
il cielo. 
Ho capito che tutto passa 
e passa in fretta, 
senza poter scegliere 
le cose che vogliamo, 
le nostre necessità, 
i sogni , le leggerezze dell’anima. 
Domani, 
oscuro luogo 
dove nascondere il cuore 
per non soffrire, 
per non crescere. 
Mi piace pensare 
che sei con me 
in ogni momento, 
con i tuoi occhi, 
chiari di luce 
e la mia anima, 
come cerbiatta trepidante, 
si tende ad ascoltare 
il vuoto,il niente… 





PROFUMO DI MARE

Respiro il profumo del mare 
e la salsedine 
spruzza il mio viso. 
Ascolto il canto delle sirene 
e sogno in punta di piedi 
come l’edera sogna 
sul muro scrostato 
di un vecchio casolare. 
Nascondo nell’ombra 
la lenta agonia 
del mio vivere 
ai margini dell’attesa, 
nascondendo il mio cuore 
in un labirinto di rughe. 
Non cerco acque cristalline 
per ristorare l’arsura, 
ne felci per riposare i miei piedi. 
Solo l’odore del mare 
e l’ultimo grido di gabbiano. 
Si dipanano le mie strade 
e si alzano furiose 
le onde del mio mare 
ma la calma che aspetto 
rotola lontano 
in una certezza 
che non arriva mai… 




E nella notte

Sento scivolare una stella 
sui miei pensieri, 
mentre il profumo d’erba fresca 
mi riporta il tuo sapore, 
quando tra i prati 
scivolavamo piano 
dietro le nostre risate. 
Dopo aver addentato una mela, 
guardavamo passare le nuvole 
e la vita era un conto aperto 
senza regole,ne battaglie. 
Pochi anni,quelli della gioia. 
Ma tutto passa e ti cerco adesso 
tra immense distese bianche, 
dove volti sorridenti e immobili 
sembrano domandarmi 
dove vado. 
Ho in mano un fiore 
e nel cuore custodite,le tue parole. 
Forse il destino era contro di noi, 
tesseva tele di ragno 
alle nostre spalle. 
A me ha regalato gioie e dolori, 
interminabili giorni di nebbia e fumo. 
A te ha regalato l’eternità, 
lasciando intatta la tua giovinezza. 
Sei volato tra le stelle. 
Cosa resta di te amico mio? 
Il tempo disperde piccoli frammenti, 
piccole tracce del nostro passato… 
Ed io,con questo stupido fiore in mano, 
vengo a cercarti e vedo il tuo viso 
in ogni lembo di nuvola. 
Nel tepore di un raggio di sole, 
cerco,come allora, la tua anima 
per farmi consolare, 
per raccontarti ogni piccola parte di me. 
E se la sera,il profumo delle rose 
o le foglie che volano nel vento, 
mi parlano di te, 
un sorriso increspa le mie labbra. 
Ti sento forte e combattivo, 
come sempre,con una conchiglia 
scheggiata ad ascoltare il mare, 
ed io,fragile,frutto acerbo, 
conto le spine conficcate nel mio cuore. 
Vorrei essere un gabbiano, 
per poter incrociare i tuoi voli, 
sfiorare vele bianche 
ancorate al piccolo molo, 
dove lo sguardo si ferma 
e cerca conforto 
tra lo sciabordio delle onde. 
Il mio pensiero,raggiunge il tuo pensiero? 
Non è possibile saperlo, 
ma la carezza del vento, 
sembra proprio la tua mano 
tra i miei capelli… 




AL CALAR DEL SOLE

Ti aspetto al calar del sole 
dietro dune scintillanti 
di immensi deserti. 
Il tempo si è fermato 
e trafigge dubbi e inquietudini. 
Sogno acque chiare 
e verità nascoste 
in angoli bui 
del mio essere… 




Verde,giallo,rosso

…E vado avanti e indietro 
macinando chilometri 
da mattina a sera 
mangiando pane 
e fumo catramoso 
che esce dalle marmitte 
in sosta,in fila 
come formiche al sole. 
Gli occhi bruciano 
per il sole riflesso 
nei finestrini delle auto 
sempre più sofisticate, 
sempre più potenti. 
Auto che fanno tutto 
solo premendo un bottone. 
Sono uno spaventapasseri 
con le braccia piene 
di fazzoletti e corna rossi, 
ventagli e alberi magici 
che profumano l’aria. 
Sotto il sole,con la pelle bruciata, 
ti vedo passare cugino 
e faccio di tutto 
per farmi capire. 
Parlo la tua stessa lingua 
ed i miei sogni 
hanno lo stesso colore dei tuoi. 
A volte mi avvicino 
con la speranza stampata sul viso, 
ma tu non mi guardi, 
volti il tuo sguardo 
per non dirmi si. 
Qualcuno mi sorride 
e muove la testa 
mandandomi a quel paese… 
Verde,giallo,rosso 
e passano i miei anni 
sotto il sole cocente 
o sotto la pioggia 
con il vento che lacera la pelle, 
io sono sempre qui 
inchiodato a questa croce 
come il tuo Gesù 
che ho visto entrando in una chiesa 
mentre rovistavo in una cesta sotto l’altare, 
cercando un paio di scarpe 
ed una giacca pesante. 
Rovistavo in una cesta 
dove lasci i tuoi vestiti usati 
per quelli come me. 
Parlo la tua stessa lingua 
perché non so più chi sono, 
non so se passerò la vita 
sotto un ponte 
a mangiare seduto 
su di un sasso 
e dormire sopra un pezzo di cartone. 
La nostalgia graffia la mia anima 
ed i miei sogni 
hanno lo stesso colore dei tuoi, 
ma tra un po’,non saprò sognare più… 





Nostalgia

Perché la sera 
mette nostalgia 
di cose abbandonate 
ormai perdute, 
come se in fondo 
ad ogni cuore 
con il buio della notte 
come fantasma 
della vita intera, 
torna il ricordo 
e illumina 
tremula fiammella 
di candela… 




LUCE

Amore che brilli 
nei miei pensieri 
come unica luce, 
unica poesia. 
A tratti sei 
lacrima amara 
ma sempre 
dovunque volga 
il mio sguardo 
cerco sempre te, 
mia unica luce 
soave e sincera, 
solo tu,dolce luce vera. 





Io l'amo di più

Viole, 
piccole viole, 
vorrei cogliervi per lui 
strappare un sorriso 
ai suoi occhi gentili, 
fare un gesto d’amore 
per fargli capire 
che io l’amo davvero, 
che io l’amo di più… 




AMARE TE

Amare te 
mentre racconto al mondo 
frammenti di poesia 
semplici parole 
per esprimere 
grandi desideri 
tra le rughe del tempo 
tra i sospiri del vento. 
Amare la tua allegria 
la tua malinconia, 
carezzarti l’anima 
nell’ombra di un pensiero. 
Amare le tue lacrime, 
le tue risate, 
le corse affannate 
e raccogliere tra le mie mani 
i sogni che volano via. 
Amare te 
dolce pazzia 
che spazza via 
l’ultima briciola 
di malinconia… 




Adesso

Con il passare del tempo 
anche l’amore più forte 
diventa debole. 
Cogli l’attimo adesso 
amore mio, 
adesso che tutto intorno 
esplode ed è rigoglioso. 
Adesso che ogni piccolo gesto 
diventa poesia, 
dopo saranno giorni grigi, 
lontani dal sole, 
le spine si conficcheranno 
nella nostra carne debole. 
Non sentiremo cinguettare 
il passero sul ramo 
perché le nostre orecchie 
saranno tese ad ascoltare 
la voce del silenzio. 
Rami nudi graffieranno 
vetri anneriti, 
la nostra esistenza 
si trascinerà 
su binari abbandonati. 
Fermati adesso 
amore mio, 
ascolta la voce del mare, 
respira la salsedine, 
stringi la mia mano. 
Domai,domani 
tutto questo 
sarà lontano… 




L’URLO DEL MARE 

Signore dov’eri 
quando l’urlo del mare 
sovrastava l’urlo 
delle piccole voci innocenti? 
Manine tenere,tese a raccogliere 
conchiglie e pesciolini innocui 
sopra spiagge diventate 
improvvisamente 
sempre più grandi. 
Poi la forza spaventosa 
ed il ribollire delle onde 
che fino ad un istante prima 
sembravano dipinte. 
Il loro colore trasparente 
diventato ad un tratto 
torbido e sanguigno 
per tutti i corpi straziati 
di povera gente. 
Signore dov’eri 
mentre la terra si apriva 
senza pietà 
ed inghiottiva i tuoi fratelli? 
Forse guardavi 
le meraviglie del Creato 
o forse pensavi 
a questo mondo 
diventato ormai egoista e vuoto? 
Solo ieri,la festa della tua nascita. 
Natale… 
Corse affannose per negozi 
scintillanti di luci, 
regali sempre più costosi, 
abbuffate da infarto 
senza preoccuparci 
se dall’altra parte del mondo 
i poveri,gli ultimi, 
avrebbero avuto 
qualcosa da mangiare. 
Nessuno si ricorda 
che è il tuo compleanno, 
nessuno si ricorda 
di passare per un saluto 
nel silenzio del Tabernacolo 
eppure tutti sappiamo 
che sei lì,che ci aspetti, 
paziente,senza stancarti, 
che ci vuoi bene 
ed il tuo cuore sanguina ancora 
per le spine dell’indifferenza. 
Il tuo compleanno 
e la gente 
invece di affollare le chiese 
affollava le spiagge. 
Certo,quelli che potevano 
permettersi una vacanza al mare 
in quel paradiso 
che era anche l’inferno dei poveri. 
Un’onda gigantesca 
dal nome esotico 
ha cancellato ogni traccia di sorriso 
dai volti abbronzati. 
Hai voluto raccogliere fratelli 
da ogni parte del mondo, 
forse per farci capire 
che siamo tutti uguali 
bianchi e neri, 
con la pelle levigata, 
con la pelle rugosa 
e mani nodose 
avvezze a raccogliere 
il poco che si riesce a racimolare, 
avanzi,sprechi 
di un mondo egoista. 
Io non posso credere 
ad una tua punizione. 
Tu che hai condiviso 
la tua vita 
tra i poveri del mondo. 
Nato in una mangiatoia, 
riscaldato solo 
dall’amore di una donna 
senza peccato. 
Il tuo cuore 
ha sempre avuto pietà e amore 
per i tuoi fratelli 
che in milioni,non riescono 
a riscaldarti. 
Sono passati duemila anni 
e siamo in pochi 
a ricordarci di te. 
Vogliamo persino 
togliere dai muri la croce, 
come se ci vergognassimo 
di ricordare che sei morto per noi. 
Togliendo ogni traccia di te 
speriamo di ritrovare 
la serenità nelle nostre coscienze. 
Ma il soffio Divino 
che hai messo dentro noi 
quando abbiamo aperto 
gli occhi sul mondo, 
non ci permette di dimenticare 
che siamo tuoi. 
E allora mi chiedo 
se tutto questo dolore 
non serva per farci capire 
che siamo niente senza te. 
Signore, 
tu che hai pianto su Lazaro 
mentre soffiavi di nuovo 
la vita nelle sue narici, 
tu che con il fango 
guarivi la lebbra e la cecità, 
fa che dal fango 
risorgano nuovi cuori. 
Di sicuro hai spalancato 
le porte della tua casa celeste, 
mi è dolce pensare 
mentre l’anima trabocca di malinconia 
ai nostri fratelli 
che ci sorridono da lassù, 
perché ci hai detto 
che preparavi per noi 
un mondo nuovo 
dove grido e dolore 
restano per sempre fuori. 
Signore dov’eri 
mentre mani di madri 
scavavano in mezzo al fango 
per ritrovare i loro piccoli 
e mani di figli 
si tendevano verso il cielo 
senza conforto 
con gli occhi pieni 
di pianto che non avrà fine? 
Signore,eri vicino a noi, 
con il tuo vestito bianco 
imbrattato di sangue, 
eri chino su quelle spiagge 
a mani nude a scavare nel fango, 
ancora una volta 
a condividere le nostre paure, 
le nostre angosce,il nostro dolore. 
Tu che non puoi condividere 
con nessuno la pena 
per non essere riuscito 
a cambiare il cuore dell’uomo. 
Eri vicino a noi 
ma nessuno si è accorto di te.