PSICOLOGIA :FAMIGLIE FELICI di Giorgio Bruno

PSICOLOGIA :  FAMIGLIE FELICI 

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FAMIGLIE FELICI  di Giorgio Bruno

 

 

 

 

ARTICOLO Famiglie felici

"Tutte le famiglie felici si somigliano fra loro, scriveva Tolstoj. Perché felicità, a volte, fa rima con normalità". Ed è nella più pura, disarmante normalità che tutto ha inizio, un semplice incontro che s'inserisce in un'apparente normalità, un incontro fortuito così normale da apparire così benedetto per la felicità che riesce ad evocare, un incontro che si cala nel bisogno e ne esce pienamente soddisfatto, tutto normale, anche la felicità vuol essere vissuta non solo immaginata. Una felicità dipinta nell'interiorità prima e poi proiettata fuori, all'esterno, nell'incontro affascinante e coinvolgente. Già tutto normale se non fosse per "la tenuta psichica" della mente di ognuno di noi difronte alle tempeste emotive, si' quelle tempeste emotive che poi tanto somigliano a quei cicloni che mettono a soqquadro intere città, intere Nazioni, il Mondo intero per quella violenza distruttrice che le caratterizza. Morte e disperazione, pianti e urla di dolore servono forse a qualcosa? Si può frenare quella forza della natura che improvvisa si scatena e tutto devasta? Corpo e anima, materia e spirito, i primi che prevalgono sui secondi. Tutte le famiglie si somigliano, sembrano normali, forse non lo sono e probabilmente non sono neppure tanto felici o forse lo sono ed allora nell'unicità anche la felicità appartiene a quella unicità ma ogni volto ne ha una dipinta, tante felicità quanti esseri viventi sulla terra.

Si mescola la felicità nel nostro cervello con le altre emozioni e lo fa andare a mille, per la verità anche le altre, ma la felicità è normale, le altre non lo sono, sono anormali, eppure appartengono allo stesso cervello. No, la felicità appartiene soltanto a me e la voglio condividere con te e da te ne voglio ricevere una altrettanto grande, un treno che marcia in un'unica direzione e che in una carrozza porta gli innamorati amanti, felici di andare avanti verso un orizzonte sempre più chiaro e limpido. Un disegno bellissimo di un pittore anonimo, una rotaia infinita, interminabile, ineguagliabile, sicura, dove la felicità cammina senza intralcio, fiera dell'appartenenza ma debole nelle radici al primo intoppo che ostacola il suo incedere.  Ecco una pietra messa la' sulla tua strada, sbanda il treno su quella pietra, si ferma incapace di continuare il suo cammino, ma chi è stato a posare quella pietra proprio la', prima non c'era? Non c'era o forse c'era e non l'avrò vista? Già tutto sembra filare liscio in una coppia creata e amalgamata, non sappiamo però o meglio non sapremo mai se l'amalgama e' forte e per quanto tempo resisterà finché non giunge "quella tempesta" che ogni cosa travolge, anche quella amalgama apparentemente ben riuscita. Non arriva per caso la tempesta, le emozioni non si possono governare, appartengono ad un territorio fluido e perciò lungi dal pensare che il percorso vitale non sia lastricato di tempeste emotive.
Appartengono all'uomo come alla donna, entrambi le devono attraversare e forse nell'attraversare si cresce.

L'uomo non sa perché si innamora, viene travolto e basta. La donna altrettanto, forse anche più dell'uomo per il fatto che conosce più dell'uomo il significato e il senso dell'amore. Tutte le famiglie felici si somigliano proprio perché la base della loro felicità poggia sull'amore e tutte le famiglie felici sono normali proprio per questo motivo. Purtroppo anche l'infelicita' fa parte delle famiglie felici ma anche le famiglie infelici rientrano nella normalità? Si è sempre sostenuto che nei momenti difficili si vede di che pasta è fatto l'individuo, è lì nelle "tempeste emotive" che si conosce meglio la persona che si ha accanto, è nell'attraversare queste tempeste che si capisce la consistenza dell'amore. La liquefazione dell'amore passa attraverso un tormento interiore che mette a dura prova "l'oggetto - amore" strutturato nella mente a partire dal giorno della nascita e a seguire dalla sua acquisizione attraverso le relazioni affettive. L'amore però non può essere ingabbiato all'interno di una "struttura" seppur mentale, l'amore non è un possesso da definirne i limiti ed i confini, l'amore è vita, è un non so che tanto simile al "volo" libero dell'anima che si libera del corpo e vaga senza meta e senza pensiero alcuno. Laddove c'è aggressività per la violazione non ci può essere l'amore, laddove c'è violenza per il torto subito non ci può essere amore, laddove c'è rabbia non c'è la possibilità per l'individuo di pensare ad una riconsiderazione dell'immagine dell'amore strutturata nella propria mente. Per amare bisogna avvicinare se stessi all'altro e nell'intimità sentire il se' e l'altro, altrimenti...

 

 

 

 
 
 
 

 

 


 


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