RACCONTO di Bruno Baldo : QUELLA ROSA

QUELLA ROSA

DI BALDO BRUNO

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QUELLA ROSA
(DI BALDO BRUNO)


- Oggi viene una mia amica… non uscire - improvvisamente squillò quella voce che forse sapeva di provocazione.

- E allora… mica devo fare la vostra dama di compagnia - replicò Maria un po' indignata verso la madre.

- Il fatto è che verrà accompagnata da suo figlio e volevo appunto fartelo conoscere.

Maria stava proprio trascorrendo dei giorni poco felici ; Marco , il suo fidanzato l'aveva lasciata da un mese, praticamente a dicembre, e la madre non voleva proprio vederla in quello stato depresso : conoscere un altro ragazzo poteva servire a far dimenticare quel dannato Marco che ossessionava i suoi pensieri.

- Farò come tu dici ma tanto non servirà a niente - aggiunse Maria in maniera più pacata.

- Preparati …perché non hai molto tempo a disposizione!

Dopo un po' Maria posò l'ombretto che aveva appena finito di usare chiedendosi se valeva la pena di darsi tanto da fare per sembrare bella a qualcuno di cui non le importava niente. Il pensiero viaggiava ancora nei ricordi dei bei momenti vissuti con Marco prima del litigio a causa di alcune sbandatelle con altre ragazze; Marco era quello che era ma Maria non riusciva ancora a dimenticare il modo come la guardava , la baciava , la portava in giro per quei locali della costiera amalfitana, dove era molto conosciuto.

Era bellissima con quel nuovo ombretto verde scuro, che faceva sembrare i suoi occhi grigi di un intenso color smeraldo. Il fard in crema, lievemente dorato, poi , regalava una splendida luminosità alla sua pelle , che Maria aveva sempre considerata troppo pallida. Infine indossò un vestito abbastanza sexy che le dava la sensazione di essere molto sicura di sé , la gonna di lana mista come una seconda pelle le aderiva al corpo rendendolo estremamente desiderabile.

Tutto andò per il meglio e , dopo i convenevoli , si ritrovò faccia a faccia con Sergio , che sembrava un tipo ben piazzato e molto piacevole con il suo sguardo nocciola un po' simile a quello del suo primo amore.

- Vuoi fare un giro con me sul lungomare - le disse con una voce decisa ma molto dolce.

- Ma sì , mi va di guardare il sole al tramonto e poi quell'orizzonte argentato che nasconde mille emozioni…

- Andiamo allora, anche se stiamo a gennaio oggi mi sembra una bellissima giornata - la interruppe Sergio.

Tra un discorso e l'altro Maria continuamente pensava tra sé :

-La voce è molto diversa da quella di Marco , più profonda , forse un po' roca ; il profilo però è molto simile. Comunque fu subito distratta dall'arrivo di una zingarella , ce n'erano tante sulla riviera ma questa vendeva delle rose stupende, pur trovandoci in una stagione fredda.Non erano fiori coltivati in Italia, ma provenivano da un paese americano ed il trasporto non le aveva proprio rovinate.

Sergio la stupì improvvisamente : - Ne voglio una - esclamò con aria decisa. Era proprio per lei , quel gesto così romantico l’aveva sorpresa , mai Marco aveva pensato a queste cose così semplici , per lui contava la moto che teneva tanto lucidata come se i pezzi fossero d'argento.

I loro occhi si incrociarono ma nessuno ebbe la forza di abbassarli.

 Che cosa stava succedendo ?

Maria provò uno strano brivido che non aveva nulla a che fare con il clima.

Poi arrossì inevitabilmente e si trovò forse nella stessa situazione del sole estivo, cullato dal mare al momento del tramonto.

 -Va tutto bene - ruppe il ghiaccio Sergio vedendola un po' imbarazzata.

- Niente , sono contenta di essere con te …

Ci fu un attimo di pausa , ora Maria non riusciva a guardarlo negli occhi senza arrossire , aveva capito che a lui era simpatica e avrebbe voluto scappare via ma solamente per riorganizzare le idee.

Poi alle sue parole si sentì subito liberata : - Ci staranno aspettando…conviene ritornare ! Ma che ne pensi di rivederci domani a quest'ora ?

-Sì - rispose subito , forse precipitosamente.

- Possiamo vederci alle 20,00 davanti al bar vicino casa mia - continuò.

In quel momento l'immagine di Marco cominciò ad offuscarsi , invece quel fiore che teneva in mano le sembrava bellissimo , sembrava profumare come l'eau de toilette che proveniva dalle guance di Sergio.

Quella notte Maria non chiuse un occhio , il cuore le prese a battere furioso ,mentre un'inconfondibile sensazione di gioia la sommerse : la dolcezza di Sergio aveva battuto quell'atteggiamento duro di Marco.

Si affacciò alla finestra e una luce ovattata la sorprese: la luna!

Fino a quel momento una nuvola l’aveva tenuta celata, ma adesso sembrava risplendere in maniera prorompente; seguì il suo lento tragitto a fiato sospeso: mai nella sua vita  s’era soffermata ad osservarla così, e adesso lo faceva, adesso che i suoi occhi sembravano bagnati di rugiada. La guardò per minuti e sentì un turbine di sensazioni rimescolarsi dentro , le sentiva e poteva afferrare tutte quelle sfumature che prima non riusciva a cogliere. La dolcezza di Sergio, quella rosa , erano come quella luce che dava un senso a tutta la notte.

Più tardi l’alba la trovò così, supina, con una lacrima ancora fresca che le cadeva sulla guancia, con gli occhi rivolti alla luna, che improvvisamente diventò più opaca…


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