UGO FOSCOLO: DEI SEPOLCRI

UGO FOSCOLO : DEI SEPOLCRI 1°PARTE

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UGO FOSCOLO : DEI SEPOLCRI 1°PARTE

Nei Sepolcri la concezione materialistica e pessimistica dell'universo espressa nell'Ortis viene ribadita. Foscolo oppone alla forza cieca della natura la validità delle " illusioni" , guida e meta della civiltà, del cammino faticoso nel quale l'uomo si realizza come essere umano. Perciò, pur escludendo ogni realtà ultraterrena, il poeta dichiara "celeste" l'illusione della sopravvivenza dell'individuo virtuoso nell'affetto dei suoi cari e nel ricordo dei posteri : di tale illusione si nutre il culto dei sepolcri, nato insieme con la civiltà.Alimentando un sentimento eroico della vita, una rinnovata fede nella poesia, Foscolo celebra "le urne de' forti", di cui sono esempio i sepolcri dei grandi italiani nella chiesa di S.Croce a Firenze , come simbolo della memoria storica delle nazioni; testimonianza di un passato glorioso e , in tempi infelici, fonte di speranza in un riscatto futuro. Infine esalta la poesia : se il tempo cancella le sepolture degli eroi, la poesia ne rende il ricordo imperituro ,onorando con suprema giustizia e pietà i vincitori e gli sconfitti.

Il Carme può dividersi in quattro parti :

Esordio

VV 1-90: Sotto l'ombra dei cipressi e dentro le tombe, confortate dal pianto dei vivi, forse la morte è meno crudele? Praticamente , secondo il Foscolo, non cambia nulla . Per un morto, che sollievo sarà una tomba, una lapide che distingua le sue ossa dalle tante sparse dovunque? Purtroppo è vero , dice il poeta rivolgendosi a Pindemonte, l'uomo vuole avere quell'Illusione , pur sapendo con la ragione che la tomba non serve a niente ; col cuore ognuno vuole sperare di non morire completamente,ma di rimanere vivo nel ricordo, per quello che si è fatto durante la vita.
E' un fatto divino questo scambio di affetto fra i vivi e i morti : la tomba servirà al vivo per continuare a dialogare col morto , servirà al morto per rimanere nel ricordo dei vivi . Per questo il vivo vivrà col morto e il morto col vivo, perché la terra raccoglierà ogni cadavere proteggendolo dalle tempeste e dai piedi del volgo .
Solamente chi non lascia amici ha poca gioia della tomba perché non può godere di questo rapporto affettivo ; chi non lascerà amici e parenti lascerà la sua polvere alle erbacce, dove nessuno andrà a pregare. Però una nuova legge (Editto di Saint Cloud, in Francia del 1804) voleva che i cimiteri fossero lontani dalle città e le tombe tutte uguali.Si viene a negare , perciò , quell'illusione di cui prima si parlava, e a negare del giusto compenso un uomo , come Parini , la cui memoria dovrebbe essere onorata dalla comunità , mentre i suoi resti saranno dispersi tra anonime tombe plebee.

Funzione civile dei sepolcri

VV 91-150: L'autore traccia una storia ideale dei culti sepolcrali , nati insieme con la civiltà le leggi e la religione, per difendere i cadaveri dalle belve e dalle tempeste.Alle usanze lugubri del Medioevo ( nelle chiese c'era puzza di cadaveri che erano lì sepolti e le loro figure facevano paura a chi pregava) egli oppone quella dei sepolcri antichi , immersi in uno scenario naturale florido ( c'erano profumo e dolci fontane e le lampade notturne e i parenti offrivano latte mentre parlavano con i loro morti) , usanza che rivive nei cimiteri-giardini inglesi dove le donne pregavano per far ritornare l'Ammiraglio Nelson che si fece la bara con l'albero della nave vinta (Battaglia di Trafalgar 1804, in cui vinse su Napoleone).
Nei paesi , come l'Italia , in cui non c'è amor patrio, ma solo viltà, i sepolcri non servono a niente perchè i vili possono considerarsi morti già da vivi. Il poeta spera, da morto, di lasciare sentimenti puri e un Carme che canti la libertà. Questa è una parte importante dei Sepolcri, perchè evidenzia lo scopo cruciale delle tombe : ispirano a grandi imprese e rendono santa la terra che accoglie le tombe degli uomini forti,

Le tombe dei grandi

VV 151-212: Il poeta , rivolgendosi a Pindemonte , parla del sepolcro di Santa Croce a Firenze in cui sono sepolti grandi uomini come Machiavelli che, con il Principe, fece vedere al popolo, la crudeltà di questi, con la scusa di dargli consigli ; sono sepolti anche Michelangelo ,che ideò la cupola di San Pietro, e Galileo . Continua dicendo che a Firenze , beata anche per il clima sereno e per i suoi fiumi, per i suoi colli e le valli piene di case e di uliveti , è legata anche la memoria di Dante e di Petrarca , che ne resero gloriosa la lingua .
In questo Sepolcro si recava spesso Vittorio Alfieri, scrittore del '700. Egli era pieno d'ira per gli dei della Patria (che non era libera) e in silenzio cercava i luoghi più deserti, guardando il cielo, pieno di speranza; e, poichè niente del suo periodo lo calmava, si riposava qui. Adesso vive qui , dice Foscolo , con i grandi uomini; è seppellito, ma vive perchè è sempre vivo il suo ricordo per essere stato un uomo di grandi ideali patriottici.
Alle tombe di Firenze l'autore unisce idealmente quelle degli eroi della battaglia di Maratona , ove gli Ateniesi ebbero il coraggio di vincere i Persiani . Atene fece realizzare un sepolcro (Sepolcro di Maratona). Chi naviga il mare Egeo, vicino Maratona, vede ancora il ripetersi di quella famosa battaglia con elmi scintillanti nella notte.

La funzione del poeta vate

WW 213-295 Nell'ultima parte è svolto il tema della poesia eternatrice.Si rivolge ancora a Pindemonte che, da giovane, attraversando il mare greco , ha udito fatti antichi dei lidi dell'Ellesponto e del mare agitato che portava le armi di Achille al sepolcro di Aiace ; nè l'astuzia, nè i re, poterono conservare le armi coraggiose (difficoli da mantenere) e nè Ulisse perchè gli dei sotterranei provocarono l'agitazione del mare per cui le armi caddero dalla sua nave .L'episodio ha una duplice funzione : segna il passaggio da una remota età storica ad un'ancor più remota età leggendaria, al mondo dell'Iliade, e introduce il tema della virtù sfortunata che trova risarcimento nella poesia, la poesia (le Muse) eternatrice delle azioni umane. Foscolo si sente così chiamato a evocare gli eroi eternandoli con la poesia. I miti , che si susseguono, illustrano il tema e riassumono i motivi essenziali del carme : il sepolcro come legame affettivo tra vivi e defunti ( mito di Elettra e preghiera della ninfa a Giove ) ; i sepolcri come sacrario della patria (mito di Cassandra che guida i nipoti presso le tombe degli avi ) ; sepolcri come ispiratori della grande poesia (Omero , che alle tombe troiane si ispirerà per l'Iliade ).


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