LA LEGGENDA DI QUARESIMA

 

 LA LEGGENDA DI QUARESIMA


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LA LEGGENDA DI QUARESIMA

In alcuni centri d’Italia è mantenuta la tradizione della  Quaresima.  Camminando tra le strade  è facile notare un particolare pupazzo nero sospeso su un filo teso tra balconi o finestre che appare dal nulla nei giorni di Quaresima.

 La Quaresima è una pupa di paglia e di stracci raffigurante una vecchia brutta e magra, abbigliata con abiti neri, con la conocchia e il fuso appesi al fianco. Alle gambe della bambola è appesa un'arancia, in cui sono infilate 7 penne di gallina, da sfilarsi una ogni domenica che precede la Pasqua. E’ la moglie di Carnevale  ed è vestita a lutto per la moglie del marito, in alcuni centri bruciato sul rogo l’ultima domenica di Carnevale. Azione che indica alla popolazione la fine dei bagordi e l’inizio della Quaresima, tempo di digiuno e di penitenza. Alcune volte si notano, appesi, anche sette piccoli fantocci al fianco della Quaresima. Sono i  suoi figli e sono anche le sette settimane della Quaresima.

La celebrazione della Quaresima, risale alla metà del II secolo d.C. In origine durava sei settimane ed era caratterizzata da diversi rituali che la differenziavano dalle altre festività. Il Mercoledì delle Ceneri segnava, e segna ancora oggi, l'inizio della Quaresima , periodo di quaranta giorni dedito alla moderazione, al ritiro, alla purificazione del corpo e dell'anima, che si concludeva, come oggi, il giorno di Pasqua. Proprio in riferimento a queste disposizioni ecclesiastiche sono nate alcune parole come Carnevale (dal latino carnem levare, cioè eliminare la carne) o Martedì Grasso (l'ultimo giorno di carnevale, in cui si può mangiare "di grasso").

 

 



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