JACOPO DA LENTINI


HOME PAGE    DIDATTICA SCUOLA    POESIE 200-900    COMMENTI POESIE FAMOSE    LETTERATURA


 

MADONNA, DIR VO VOGLIO

Madonna, dir vo voglio

Jacopo da Lentini

 

Madonna, dir vo voglio

como l’amor m’à priso,

inver’ lo grande orgoglio

che voi bella mostrate, e no m’aita.

5Oi lasso, lo meo core,

che ’n tante pene è miso

che vive quando more

per bene amare, e teneselo a vita.

Dunque mor’e viv’eo?

10No, ma lo core meo

more più spesso e forte

che no faria di morte – naturale,

per voi, donna, cui ama,

più che se stesso brama,

15e voi pur lo sdegnate:

amor, vostra mistate – vidi male.

 

     Lo meo ’namoramento

non pò parire in detto,

ma sì com’eo lo sento

20cor no lo penseria né diria lingua;

e zo ch’eo dico è nente

inver’ ch’eo son distretto

tanto coralemente:

foc’aio al cor non credo mai si stingua;

25anzi si pur alluma:

perché non mi consuma?

La salamandra audivi

che ’nfra lo foco vivi – stando sana;

eo sì fo per long’uso,

30vivo ’n foc’amoroso

e non saccio ch’eo dica:

lo meo lavoro spica – e non ingrana.

 

     Madonna, sì m’avene

ch’eo non posso avenire

35com’eo dicesse bene

la propia cosa ch’eo sento d’amore;

sì com’omo in prudito

lo cor mi fa sentire,

che già mai no ’nd’è quito

40mentre non pò toccar lo suo sentore.

Lo non-poter mi turba,

com’on che pinge e sturba,

e pure li dispiace

lo pingere che face, – e sé riprende,

45che non fa per natura

la propïa pintura;

e non è da blasmare

omo che cade in mare – a che s’aprende.

 

     Lo vostr’amor che m’ave

50in mare tempestoso,

è sì como la nave

c’a la fortuna getta ogni pesanti,

e campan per lo getto

di loco periglioso;

55similemente eo getto

a voi, bella, li mei sospiri e pianti.

Che s’eo no li gittasse

parria che soffondasse,

e bene soffondara,

60lo cor tanto gravara – in suo disio;

che tanto frange a terra

tempesta, che s’aterra,

ed eo così rinfrango,

quando sospiro e piango – posar crio.

 

65 Assai mi son mostrato

a voi, donna spietata,

com’eo so’ innamorato,

ma crëio ch’e’ dispiaceria voi pinto.

Poi c’a me solo, lasso,

70cotal ventura è data,

perché no mi ’nde lasso?

Non posso, di tal guisa Amor m’à vinto.

Vorria c’or avenisse

che lo meo core ’scisse

75come ’ncarnato tutto,

e non facesse motto – a vo’, isdegnosa;

c’Amore a tal l’adusse

ca, se vipera i fusse,

natura perderia:

80a tal lo vederia, – fora pietosa.

 

 

PARAFRASI.

1.

Madonna, voglio parlarvi

Di come m’innamorai

E, a contrario, della grande indifferenza

Che dismostrate nei miei confronti, e come

l’amore non mi aiuti (= non mi sia un sostegno).

Ai, povero mio cuore

Che si è messo in una situazione tanto dolorosa

Che, perché ama veramente,

Vive quando muore, e considera vita questa

sua morte (= considera che questa morte sia vita).

Dunque muoio e vivo ?

No, ma il mio cuore

More più spesso e con maggior strazio

Che non farebbe di morte naturale,

Per voi, donna, che ama,

E desidera più di quanto non ami se stesso,

E voi in continuazione lo rifiutate con

disdegno (in modo altezzoso) :

Amore, per mia sventura incontrai la vostra

« amicizia » (= l’amore che provo per voi)

 

2.

Il mio amore

Non si può esprimere a parole,

E il mio cuore non sarebbe capace di concepirlo

 e la mia lingua non saprebbe esprimerlo

Così come lo sento ;

Ciò che dico non è niente

Al confronto di quanto profondamente sono legato :

Il mio cuore arde di un fuoco che

 non credo si spegnerà mai ;

Anzi continua ad ardere :

Perché non mi consuma ? (= non mi annienta)

Sentii dire che la salamandra vive nel fuoco illesa ;

E io faccio altrettanto per lunga abitudine,

Vivo nel fuoco d’amore

E non so cosa dico ;

Il mio frumento fa la spiga ma non mette chicchi.

 

 

3.

Madonna, mi accade

Di non poter riuscire

Ad esprimere bene

Quale sia precisament il mio sentimento ;

Il cuore mi fa sentire

Come l’uomo colto dal prurito,

Che non si quieta

finché non riesce a toccare la parte che prude

 (« sentore » = la zona sensibile).

La mia incapacità (di descrivere il

mio sentimento) mi turba,

Come l’uomo che dipinge e cancella,

E a cui dispiace sempre

Il ritratto che fa, e che biasima se stesso,

Perché il suo dipinto

Non è identico al modello ;

E non è da biasimare

Ciò a cui si aggrappa l’uomo che cade in mare.

 

4.

L’amore che vi porto / L’amore di voi che mi trattiene

In un mare tempestoso

E’ come la nave

Che butta alla bufera ogni carico,

E con questa operazione si salvano i marinai

Da una situazione pericolosa ;

Allo stesso modo io getto

A voi bella i miei sospiri e i miei pianti.

Perché se non li gettassi,

Mi sembrerebbe di sprofondare,

E sprofonderei davvero,

Tanto peserebbe il mio cuore a causa del suo desiderio ;

Tanto si frange a terra

La tempesta, che s’indebolisce,

Ed io così mi frango :

Quando sospiro e piango, credo di trovar pace.

 

 5.

Vi ho svelato,

Donna spietata,

Come sono innamorato,

Ma credo che vi dispiacerei anche solo dipinto.

Poiché solo a me, poveretto,

Tocca una simile ventura,

Perché non rinuncio ?

Non posso, a causa del modo

 in cui l’amore mi ha vinto.

Vorrei che ora accadesse

Che il mio cuore uscisse dal mio corpo,

Come fatto persona,

E non vi facesse motto, donna sdegnosa ;

(Vorrei) che, se ci fosse una vipera,

(il mio cuore) l’adusse in tale stato

che perderebbe la sua naturale crudeltà :

verebbe il mio cuore ridotto in una condizione

 tale che proverebbe pietà.

 

 

ALCUNE FIGURE RETORICHE

Prima stanza

Madonna : apostrofe

Vo voglio: allitterazione

Vive quando muore: antitesi

'mistate: aferesi

 

Seconda stanza

Foc'aio al cor: metafora

Alluma: francesismo

La salamandra audivi: similitudine implicita che si esplicita con "eo sì fo per long'uso"

Salamandra: si pensava fosse capace di resistere al fuoco e non bruciarsi

 

Terza stanza

 

sì com'omo in prudito: introduce una similitudine metaforica

com'on che pinge e sturba: introduce una similitudine metaforica

omo che cade in mare - a che s'aprende: implicita similitudine

 

Quarta stanza

è sì como la nave: introduce una similitudine metaforica

sospiri e pianti: dittologia

che tanto frange a terra tempesta: introduce una similitudine metaforica

 

Quinta stanza

Amor: personificazione, per la prima volta viene scritto con l'iniziale maiuscola

'scisse: aferesi


Classifica di siti - Iscrivete il vostro!