TUTTO PER ANGELA

DI BALDO BRUNO

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TUTTO PER ANGELA
(DI BALDO BRUNO)

- Eccoti diecimila euro, prendili ! Te li avrei comunque lasciati dopo la mia morte: a me non servono, sono ormai molto vecchia e mi sento felice al pensiero che possano servire a qualcosa.
- Grazie nonna - rispose Paolo - questo gesto mi fa salire all'ultimo cielo perché servirà a fare del bene e soprattutto mi permetterà di rivedere al più presto Angela.
L'idea di chiedere i soldi alla nonna Caterina si rilevò ottima : ero sicuro che non si sarebbe tirata indietro in nome dell'amore perché Angela era una ragazza seria e dolcissima.Dovevo ringraziare il temporale di qualche sera fa : fu proprio durante quelle saette che mi venne il lampo di genio.

Quella sera i tuoni del fortunale mi spaccavano le orecchie, chiusi le finestre ma il cielo, che s'illuminava di lampi, riaccendeva in me quei morsi di solitudine: la mia cara Angela non c'era, stava a Milano e difficilmente sarebbe venuta a Salerno per le vacanze estive.La pioggia scendeva sempre minacciosa, sembrava volesse entrare attraverso i vetri; ci facevo caso e quel tintinnio mi faceva diventare aggressivo.Quando c'era lei , non mi accorgevo nemmeno di una giornata di pioggia, per me con lei mi sembrava di vedere sempre il sole.
Giorni fa, Angela mi aveva mandato un sms dicendo che il fratellino stava per diventare sordo e servivano soldi per l'operazione, di conseguenza le spese per le vacanze erano state le prime ad essere tagliate.

Sapere di non poterla rivedere per me era un tormento continuo : rinunciare al suo sorriso , che era come uno sciame di petali colorati, era annegare in un vuoto senza fine.

Quella sera , tra lampi e tuoni, rigiravo tra le mie mani lo stupendo portachiavi che lei mi aveva regalato prima di partire ; chiudevo gli occhi e per un momento risentivo nelle narici il suo profumo delicato.Non era un profumo sintetico ma un odore naturale: una fragranza che mi catturava il cuore e mi scuoteva l'anima.
Le chiavi ad un tratto mi caddero sul pavimento ed improvvisamente ebbi un lampo di idea: andare a Milano a luglio ed offrire ad Angela un mio modesto contributo per l'operazione del fratello.Io studiavo medicina,ero agli ultimi anni e non guadagnavo ancora niente, ma mia nonna , una vecchietta vicino alla novantina, poteva aiutarmi.

Tutto andò secondo il programma ed Angela rimase senza parole alle notizie che mi affrettai ad inviarle, lei per la prima volta aveva capito fino a che punto poteva arrivare il mio amore.

Mancavano ormai pochi giorni alla partenza , la sera prima mi sdraiai sul letto e ad occhi chiusi cominciai ad immaginare : il treno fischiava e i paesaggi cambiavano continuamente al suo attraversare, ma dovunque scorgevo il suo sorriso e raccoglievo i rossi boccioli per infiorare l'ebbrezza dei miei sogni.Lei mi sembrava così vicina e m'inondava d'amore come la luna piena avvolge tutta la notte , sentivo i suoi baci come una pioggia di petali di rose e mi accorgevo di amarla davvero tanto.Il treno si avvicinava a Milano e lei era come l'alba che s'affacciava ai miei occhi per rendere i miei desideri immortali. Dio mio …quanto l'amavo !!!


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