PSICOLOGIA : IL CAVALLO DI TROIA

PSICOLOGIA :  IL CAVALLO DI TROIA

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                                                       di PSICHIATRA  GIORGIO BRUNO

 

IL CAVALLO DI TROIA

Narra Omero nell'Iliade di Ulisse e del famoso stratagemma del Cavallo di Troia che permise agli Achei, nascosti nel suo ventre, di espugnare dopo lunghissimi anni la città di Troia e porre così fine alla guerra sorta nel nome di Elena. Già, il Cavallo di Troia. Prendo a spunto quanto descritto in questo poema (del Cavallo appunto) per dire che anche in noi, nel ventre del cavallo/a che siamo tutti noi e che libero nitrisce, s'imbizzarrisce, galoppa, va al trotto e beato pascola sui prati in fiore, "esistono in forma archetipale due cavalli", uno bianco e uno nero, che si contrappongono fra loro, che si azzuffano anche per prevalere l'uno sull'altro, che spingono, pressano e a volte entrambi sono insopportabili, perciò viene la voglia di uscire dall'involucro del ventre ove sono contenuti e vivere senza esserne schiavi. Potremmo paragonare questi due cavalli agli emisferi cerebrali, il destro e il sinistro, che hanno però in questo caso funzioni e centri complementari e diversi
  allo stesso tempo ma nel discorso che andiamo a fare sarebbe più opportuno e comprensibile nominare questi due cavalli in altro modo, il "creativo spumeggiante" quello bianco  e il "programmatore silenzioso" quello nero. Come per gli emisferi cerebrali anche qua ci troviamo di fronte a due cavalli nella sostanza quasi "estranei" tanto sono diversi. 
Il "cavallo programmatore silenzioso" è quello "ordinario" nel senso che svolge alla perfezione il compitino che gli è stato assegnato e installato sin dalla nascita attraverso un codice genetico e "tutte quelle informazioni che gli arrivano dall'ambiente dal periodo della gestazione in poi". Perché poi al programmatore abbiamo aggiunto "silenzioso"?
In realtà il cavallo programmatore "soggiorna e abita nella mente ordinaria" nel senso che difficilmente va fuori binario e come un treno rispetta a pieno gli orari di partenza e fermata nelle stazioni. A volte può anche essere in ritardo e perciò accelera pure, "è  rapido, scattante, nervoso, frizzante, frenetico ma silenziosamente impiegato a fare ciò che lui sa fare da tempi infiniti e remoti, a fare in altre parole ciò che gli è stato scritto e insegnato". Insomma per comprendere meglio questo cavallo possiamo dire che è quel cavallo che sa che "il fuoco brucia, che le persone sono buone e cattive, che il buio, l'oscurità può spaventare e perciò è meglio camminare per strade illuminate, che l'inverno è freddo e l'estate calda, che una rondine non fa primavera e tante ma tante altre cose". Lo potremmo forse anche definire "sapientone" perché sa tutto lui o meglio è convinto che tutto lo scibile umano è racchiuso nella sua persona, in ogni modo questo aspetto del cavallo pr
 ogrammatore è molto importante perché la saggezza finisce per "salvargli la vita molte volte e non farlo cadere nei guai seri che la vita gli pone davanti in ogni ora del giorno e della notte". A volte questo cavallo suscita, a guardarlo bene, anche tanta rabbia perché frega sul tempo tutti gli altri cavalli programmatori, è così "veloce" che taglia sempre per primo il traguardo e perciò finisce col vincere sempre lui. Fermiamoci un momento prima di descrivere il cavallo bianco - creativo spumeggiante per fare alcune considerazioni del pensare e dell'agire di questo cavallo/a nella relazione amorosa. Comprendete bene che per questo cavallo l'amore (ma il concetto si potrebbe estendere alla felicità, all'odio.)  è tutto un programma nel senso che il/la partner deve essere proprio quello/a stabilita dal suo programma, che la data del matrimonio è quella decisa e non bisogna andare oltre, che il pensare e l'agire all'interno della relazione amorosa non sono soggetti a nessuna v
 ariazione o modifica e guai se ciò dovesse capitare, insomma questo cavallo/a non accetta di buon grado la possibilità che una persona sia plastica e in più modi modellabile (non importa se in bene o in male ma per il cavallo/a sempre in male)) nel corso degli anni relazionabili.
Veniamo ora al cavallo/a bianco o come l'abbiamo chiamato il "creatore spumeggiante". Dovete sapere che per il cavallo/a bianco non vi è nulla di "prestabilito" ma tutto è in continuo, rapido cambiamento e i problemi che si presentano non hanno nulla "d'inatteso o sorprendente" ma sono visti con quella creatività e fantasia tipica di questi cavalli. Rispetto al precedente cavallo (veloce) questo cavallo è "lento" e perciò dà l'apparenza di uno che ha la testa tra le nuvole, di un semplicione che crede tutto ciò che gli è detto, di uno "sprovveduto" che se ne può fare, volendo, quello che si vuole, insomma "un filosofo che elabora inutili concetti di possibilità mai sperimentate e quindi pericolosissime" o un "poeta che si perde in un romanticismo fuori del tempo". Forse non è un cavallo vincente come il precedente ma è un cavallo che "s'allena" ogni ora del giorno a tirare fuori del pozzo "quelle potenzialità" incredibili che possiede e che in fondo fanno sì che ogni giorno s
 ia un giorno nuovo e che vi sia sempre qualcosa da scoprire oltre che inventare. Può sembrare strano ma è un cavallo "temuto" dall'altro cavallo (il nero) perché una sua vittoria porterebbe l'individuo tra le braccia della felicità (e il sistema programmato in ogni cosa ne risentirebbe) e allo stesso tempo "invidiato" perché il cavallo bianco ha nelle relazioni amorose quel successo spumeggiante che manca al cavallo nero. Ora ciò detto, possiamo affermare che il cavallo/a bianco - creativo spumeggiante vive nelle relazioni amorose quel senso di "libertà" immergendolo nel mistero della vita che poi è il suo mistero e perciò affascina in quantità e soprattutto in qualità i cavalli e le cavalle che gli girano intorno. Insomma in amore ha certamente più successo e in questo vive e fa vivere.
Ora possiamo dire che l'amore è una "miscela esplosiva" creata dall'unione di questi due cavalli, l'uno costantemente fedele nel tempo e l'altro costantemente infedele (non vi spaventate perché qui s'intende costantemente creativo e dunque nuovo) che convergono in un solo cavallo/a che possiede la consapevolezza di indirizzare questa miscela esplosiva.

 

 


 

 

 


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