SABA : LA CAPRA


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SABA : LA CAPRA

Una pensosa tristezza domina in questa poesia che scopre nel fondo degli esseri , siano essi uomini o animali, motivi di eterna sofferenza, quella che rende tutti fratelli perché a tutti comune.Da ciò l'autore trae ragione di meditazione e di umanissima intesa in un senso cosmico del dolore . Il poeta ha parlato ad una capra incontrata prigioniera e belante nel prato. Quel lamento lo ha convinto che nella povera bestiola gemeva un dolore simile al suo e di cui egli ha inteso alla fine il messaggio, perché il dolore è universale ed ha una sua voce per tutti e per ciascuno.

La prima strofa ha un carattere descrittivo : la capra viene mostrata in una situazione che , pur non essendo disperata , è comunque di profondo disagio (è legata e bagnata dalla pioggia).
Nella seconda strofa si sviluppa la narrazione. Il poeta risponde per scherzo, poi sulla base di una motivazione profonda e riflessa :il belato della capra esprime un dolore universale, un " mal di vivere" che è lo stesso per tutti gli esseri viventi. La risposta del poeta ,quindi, non ci pare più ridicola ma seria e rivelatrice di una sua condizione universale.
La terza strofa ha un carattere sentenziale e mette esplicitamente in rapporto i due termini "male e vita" arrivando a considerazioni tipiche del Leopardi " a me la vita è male".

Le tre strofe sono tra loro collegate tramite riprese variate : "belava / quell'uguale belato" tra la prima e la seconda ; "in una capra solitaria /in una capra dal viso semita" tra la seconda e la terza. Saba non imposta il discorso attraverso una similitudine ( il mio dolore è come quello di una capra) , bensì attraverso un immaginario dialogo.Alla base della poesia c'è una concezione dell'esistenza di tipo quasi religioso : uomini e animali partecipano di un'unica vita, quella universale , di un'unica realtà, quella divina, senonchè questa vita e questa realtà sono dominate dalla sofferenza, dal dolore.



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