LORENZO DE' MEDICI : CERCHI CHI VUOL LE POMPE E GLI ALTI ONORI


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Cerchi chi vuol le pompe e gli alti onori
Lorenzo dei Medici

Cerchi chi vuol le pompe e gli alti onori,
le piazze, e templi e gli edifizii magni,
le delizie, il tesor, quale accompagni
mille duri pensier’, mille dolori.
Un verde praticel pien di bei fiori,
un rivolo che l’erba intorno bagni,
uno uccelletto che d’amor si lagni,
acqueta molto meglio i nostri ardori;
l’ombrose selve, e sassi e gli alti monti,
gli antri oscuri e le fère fugitive,
qualche leggiadra ninfa paurosa.
Quivi veggo io con pensier’ vaghi e pronti
le belle luci come fussin vive’
qui me le toglie ora una ora altra cosa.


In questo sonetto, che fa parte del Comento, Lorenzo de’ Medici presenta due modelli esistenziali alternativi: ad una vita faticosa, assorbita interamente dall’impegno politico e civile contrappone il godimento senza pensieri della serena bellezza della natura e il conforto
dell’amore. Agli onori e agli impegni della vita pubblica Lorenzo contrappone il modello rinascimentale di un’esistenza serena vissuta in mezzo alla natura, confortata da fantasie
amorose, suggerite dalle ninfe che fuggono impaurite (dagli ardori amorosi) e dagli
occhi splendenti della donna amata.
Le rime sono secondo lo schema incrociato nelle quartine (ABBA ABBA) e ripetuto nelle terzine (CDE CDE).

L’Umanesimo “platonizzante” della corte medicea
Sono lontani i tempi dell’Umanesimo civile, quando erano celebrati l’impegno politico, la partecipazione attiva alla soluzione dei problemi della comunità, l’operosità e
la lotta in difesa della giustizia e dell’onestà (“bisogna schierarsi, combattere, lottare
per la giustizia, per la verità, per l’onestà”, scriveva Coluccio Salutati). Ora prevale la
sensibilità “platonizzante”, che deriva a Lorenzo dall’assimilazione della lezione di
Ficino: l’ideale esistenziale degli umanisti è diventato la contemplazione della serena
armonia della natura e dell’amore.
Le scelte lessicali
Il contrasto tra il peso opprimente degli obblighi istituzionali e il ristoro fisico e
spirituale offerto dalla natura e dalla bellezza femminile è ulteriormente enfatizzato
dalle scelte lessicali. La prima quartina presenta termini solenni, che rimandano alle
aree semantiche della gloria e della ricchezza; nella seconda parte dedicata alla pace
della natura, invece, prevalgono parole semplici e l’uso ripetuto di diminutivi.

 

 

 

 


 

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