LA LEGGENDA DI SAN PATRIZIO


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LA LEGGENDA DI SAN PATRIZIO

 

La cacciata dei serpenti

E’ famosa la leggenda secondo la quale S. Patrizio cacciò in mare tutti i serpenti d’Irlanda. Ciò avvenne nel 441 quando Patrizio trascorse 40 giorni e 40 notti sul monte Croagh Padraig. Al termine del quarantesimo giorno, si dice che il patrono d’Irlanda abbia scagliato un campana su una pendice del monte, scacciando dall’isola tutti i serpenti.

 

Oggi il monte è meta per molti pellegrini soprattutto dal 15 luglio al 15 agosto. Leggenda o verità? Fatto è che oggi non si trova alcuna specie di serpente sul suolo irlandese. In realtà non ce ne sono neanche in Nuova Zelanda, ma non è che S. Patrizio sia arrivato sin lì!

 

Inoltre lo storico greco-romano Salinus ha registrato in un suo scritto che l’Irlanda era priva di serpenti già buoni due secoli prima che nascesse S. Patrizio… Per tale motivo sembra che la storia dei serpenti sia stata inventata da un monaco di origini italiane che la moglie del normanno John de Curcy portò nella corte del marito a Downpatrick.

 

La Croce Celtica

S. Patrizio conosceva la lingua e la cultura irlandese grazie al periodo di schiavitù che aveva vissuto su Slemish Mountain.

 

Quando da Roma, l’apostolo tornò in Irlanda per evangelizzare il paese, la sua missione ebbe successo perché egli non cercò mai di far dimenticare ai Celti del luogo le loro credenze, anzi, cercò in ogni modo di combinare la nuova fede cristiana con la loro simbologia.

 

Un esempio, secondo la leggenda, è la Croce Celtica: S. Patrizio aggiunse il sole, potente simbolo celtico, alla croce cristiana, per facilitare l’assimilazione di tale icona.

 

Il biancospino

Secondo una leggenda, fuggito dalla schiavitù in Irlanda, Patrizio si diresse direttamente in Francia. Avendo deciso di visitare suo zio a Tours, doveva attraversare la Loira e ovviamente non era provvisto dei mezzi necessari per farlo. Trovò, tuttavia, che la sua mantella sarebbe stata un’ottima zattera.

 

Una volta raggiunta la riva opposta, Patrizio appese il suo soprabito a un cespuglio di biancospino ad asciugare. Nonostante fosse pieno inverno, la pianta inizò a fiorire. Da allora il biancospino fiorisce d’inverno.

 

Il pozzo di S. Patrizio

Sembra che Patrizio fosse custode di una grotta senza fondo, l’ormai celeberrimo Pozzo di San Patrizio, dalla quale dopo aver visto le pene dell’Inferno, si poteva accedere al Purgatorio giungendo persino ad intravedere il Paradiso.

 

La grotta, murata per volere di Alessandro VI nel 1497, era localizzata su un isolotto del Lough Derg, dove poi venne costruita una chiesa, oggi meta di pellegrinaggio penitenziale per molti fedeli.

 

Miracoli

Nonostante la sua santità, sembra che a Patrizio non mancassero gli scatti d’ira: quando un uomo avido e scontroso gli negò l’uso del suo campo per riposarsi e pascolare i suoi buoi, si narra che Patrizio maledì il campo, profetizzando che non vi sarebbe cresciuto più nulla. Quello stesso giorno il campo fu inondato dal mare e rimase per sempre sabbioso e arido.

 

Un cieco una volta andò da Patrizio chiedendo che lo curasse. Avvicinandosi inciampò più volte fino a cadere e fu per questo deriso dai compagni di Patrizio. Fu allora che il cieco guarì e lo stolto perse la vista.

 

I buoi e la sepoltura di S. Patrizio

Prima che morisse, un angelo predisse a Patrizio che due buoi selvaggi avrebbero preceduto il suo carro funebre e avrebbero scelto il suo luogo di sepoltura. I due animali scelsero Downpatrick.

 

Il trifoglio e la trinità

La leggenda vuole che un giorno San Patrizio illustrò ai celti il concetto della trinità sfogliando i petali di un trifoglio (tre foglie originanti da un unico stelo) che divenne subito simbolo nazionale.

 


 

 

 

 

 

 



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