A.MANZONI : IL 5 MAGGIO


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IL 5 MAGGIO

Attraverso la fluida, nervosa , concitata scorrevolezza dell'ode considerata dal Goethe "la più bella lirica di tutti i tempi", appare nitida agli occhi del lettore la personalità del grande Napoleone che con le sue glorie e le sue disfatte, il suo orgoglio e la sua tragedia stupì , sconvolse , commosse il mondo . Sono qui seguite le vicende di Colui che fu dominatore di due secoli , sono qui eternati i motivi della sua grandezza e il fascino della sua persona , la tristezza della caduta e il travaglio dell'espiazione .Il poeta vuole additarci come sia caduca ed effimera la gloria terrena e come Iddio , che pure questa gloria vuole e regola , sappia piegare nella polvere il vincitore superbo quand'egli si riveli dimentico dei precetti e doveri che la santità della religione che impone ai dominatori. E ancora vuol ricordarci come , allorché Napoleone da vincitore divenne un vinto , fu proprio e solo la Fede che scese presso di lui a consolarlo nella desolazione : deve essere la grandezza interiore quella che deve sovrastare ogni altra grandezza. Sgorga da tutto l'insieme dell'ode , che ha un ritmo travolgente e un suo fascino particolare , un ammaestramento degno dell'altezza morale di chi la compose ; sì che fu ben definita " fra i più superbi monumenti che un uomo abbia innalzato alla gloria di un altro uomo".

Per una certa parte dell'opera l'evocazione e contemplazione pensosa della vicenda napoleonica si svolge in periodi ampi: uno di questi è quello grave e solenne, che comprende le prime due strofe, con la reazione della terra alla notizia della scomparsa di Napoleone ; un altro periodo dell'andamento concitato è quello che abbraccia i versi 37-48, dove l'epopea del personaggio è riassunta in due strofe collegate dalla proposizione principale "tutto ei provò " . Ma nella maggior parte dell'ode il discorso si svolge su una forma semplicissima, di brevi proposizioni coordinate e procede " tutto a scatti" , per unità brevi , corrispondenti a versi singoli o accoppiati ed evidenziate dai parallelismi "Dalle Alpi alle Piramidi " e dalle antitesi "" segno d'immensa invidia / e di pietà profonda / d'inestinguibil odio " . Frequente è la collocazione del verbo in fondo alla frase " la terra al nunzio sta " . Numerose sono le prolessi e le inversioni, del complemento predicativo , dell'attributo e dell'apposizione, del predicato nominale, del complemento oggetto e di specificazione " dei dì che furono/ l'assalse il sovvenir".

Il lessico presenta numerosi vocaboli arcaici o latineggianti " orba , spiro , nunzio , solio , genio , " e accoppiamenti tra aggettivo e sostantivo ( spoglia immemore - spirto anelo ) .Particolare importanza per la densità del discorso hanno gli aggettivi , numerosi sia in funzione attributiva ( immensa invidia - pietà profonda ) e sia in funzione predicativa ((v1 immobile , v3 immemore , v5 attonita). Ci sono pure aggettivi sostantivati ( v8 il fatale , l'inerte del v 74, lo spirabil del v89 ) . PER CONTINUARE CLICCA PER LEGGERE IL COMMENTO COMPLETO