STORIA CONTEMPORANEA(1935-AD OGGI) SECONDA PARTE

STORIA CONTEMPORANEA


HOME PAGE NARRATIVA STORIA FIABE

SECONDA PARTE 1935 - AD OGGI

IL NUOVO ORDINE MONDIALE

La seconda guerra mondiale è il punto di partenza di un nuovo corso del cammino dell'umanità:

- cambia la gerarchia politica mondiale  USA e URSS si collocano in primo piano;

- decolonizzazione dell'Asia e dell'Africa  nascita del Terzo Mondo.

BILANCIO ECONOMICO

Gravi ripercussioni sul terreno finanziario  ampia utilizzazione di prestiti pubblici ed emissione di una grande quantità di carta moneta  violenta inflazione.

BILANCIO POLITICO

Il destino dell’Europa passa nelle mani delle due grandi potenze continentali e multietniche, su cui si incentrava il nuovo sistema di relazioni internazionali:

USA:

escono dal conflitto rafforzati, con una potenza industriale, finanziaria e tecnologica senza rivali.

URSS:

esce dal conflitto indebolita, ma il prestigio di Stalin e della potenza sovietica risultano estremamente rafforzati: l'Armata Rossa rappresenta il solo grande esercito presente sul Vecchio Continente.

LE CONFERENZE

Yalta (febbraio 1945)

Si fronteggiarono punti di vista divergenti: Stalin puntava al recupero dei territori persi tra il 1918 e il 1921 e all’allargamento della zona di influenza sovietica in Europa; Churchill puntava al mantenimento del ruolo di grande potenza imperiale in Europa; Roosevelt puntava al raggiungimento di un accordo duraturo coi Tre Grandi per garantire l'equilibrio mondiale.

Negli appunti di Churchill si coglie la cinicità degli accordi presi a Yalta: in un attimo si stabiliscono le sorti di milioni di persone e vengono creati confini artificiali, che non rispettano minimamente la configurazione etnica e culturale dell'Europa.

Podsdam (luglio-agosto 1945)

Il punto più importante da affrontare è la spartizione di Berlino, che segna la fine della Germania di Bismarck e il riconoscimento dell'influenza dell'URSS nell'Europa orientale.

La conferenza si svolge però in un clima teso: Truman, preoccupato per il destino dell'Europa orientale, occupata in gran parte dall'Armata Rossa, irrigidsce le sue posizioni e fa in modo che Stalin perda, oltre alla Iugoslavia di Tito e alla Grecia, l'Austria e la Finlandia.

San Francisco (giugno 1945)

Viene creato l'ONU con l’obiettivo fondamentale di preservare le generazioni future dalla guerra: al momento della costituzione dell'ONU, tuttavia, i rapporti tra USA e URSS erano già entrati in una fase di forte tensione.

LA GUERRA FREDDA

MOTIVI DEL DISSIDIO

I due paesi incarnano modelli politici, sociali ed economici completamente antitetici: USA (democrazia liberale, fondata sul capitalismo concorrenziale) e URSS (comunismo, fondato sul messaggio della rivoluzione proletaria).

1946: l'URSS stabilizza il suo predominio nell'Europa orientale, trasformando quella che sarebbe dovuta essere una semplice sfera di influenza, in una cintura di Stati-satellite a sovranità limitata  politica del contenimento: gli USA costituiscono un cordone sanitario, formato da Turchia, Grecia e Iran.

Questione tedesca  USA: vuole reinserire la Germania nel consorzio europeo in funzione antisovietica; URSS: vuole fare della Germania un ponte di controllo sull'Europa centrale e attingere alle sue risorse industriali ed economiche a titolo di riparazione  rottura generale delle trattative sull'assetto tedesco e divisione della Germania in due zone di influenza.

Gli USA iniziano una serie di interventi volti ad isolare l'URSS e a guadagnare consensi in Europa  piano Marshall: imponente programma di aiuti all'Europa.

UNIONE SOVIETICA

In risposta alla dottrina di Truman e al Piano Marshal, l'URSS si muove in varie direzioni:

- Cominform: punta a risaldare i legami tra Mosca e i vati Partiti Comunisti e ad accentuare la   subordinazione all'URSS dei nuovi regimi nati in Europa orientale.

- Comecon: crea un'area di scambi preferenziale tra l'URSS e le democrazie popolari sorte dai Paesi   sottomessi inaridimento dei rapporti commerciali tra est e ovest.

L'URSS raggiunge i livelli di produzione prebellici e sconfigge la disoccupazione con un conseguente miglioramento del tenore di vita  tuttavia la compressione provoca in vasti strati della popolazione un crescente distacco dai regimi al potere e una rinascita del sentimento nazionale  scissione della Iugoslavia: Tito, sorretto dai comunisti orgogliosi del ruolo sostenuto nella liberazione del proprio Paese, pretende un'ampia autonomia  organizza una politica interna, fondata sulla struttura federale e l’autogestione economica e una politica estera fondata sull’equidistanza dai due blocchi.

STATI UNITI

1949: divisione di Berlino  RFT: occidente (capitale Bonn) e RDT: oriente (capitale Pankow)  patto Atlantico: l’alleanza occidentale si amplia dal terreno economico a quello politico-militare (l'aggressione ad uno dei Paesi membri, avrebbe provocato la risposta degli alleati)  1950: creazione della NATO (organizzazione militare multinazionale)  politica del Roll Back: alla minaccia comunista si doveva rispondere con una più esplicita strategia offensiva, anche attraverso l'utilizzo di armi nucleari.

MOTIVI DELLA DISTENSIONE (anni ‘50-’60)

Destalinizzazione: dopo la morte di Stalin, il nuovo segretario comunista Kruciov abbandona la concezione staliniana di un mondo necessariamente diviso in due blocchi contrapposti.

Nasce la consapevolezza del fatto che l'URSS possiede non solo le armi nucleari, ma anche i missili capaci di lanciarle sugli USA, i quali avevano perso l'invulnerabilità dell'Atomica.

1956: il processo di distensione sembra subire una battuta d'arresto quando iniziano a manifestarsi con forza il malcontento per il disagio economico e le aspirazioni di libertà e autonomia nei confronti dell'URSS  all'indomani della crisi del'56 le relazioni tra est e ovest si ammorbidiscono, sebbene a capo delle due superpotenze ci siano due uomini fermamente intenzionati ad affermare l'egemonia dei rispettivi paesi: Kennedy e Kruciov.

Crisi di Berlino (1961): rifiutata la proposta di Kruciv di risolvere una volta per tutte la questione tedesca con un trattato di pace che sancisse la definitiva divisione della Germania in due parti, il capo di stato sovietico diede l'ordine di costruire un muro che tagliasse fisicamente in due la Germania.

Crisi di Cuba: dopo la vittoria riportata a Cuba da Fidel Castro, gli USA, che tentarono di minare il nuovo regime chiudendo il mercato americano all'importazione di zucchero cubano, organizzano uno sbarco nella Baia dei Porci di militari anticastristi  il tentativo fallisce e Fidel ottenne dall'URSS l’installazione a Cuba di missili nucleari sovietici 1962: Kennedy ordina il blocco economico di Cuba  Kruciov ordina il ritiro dei missili, ottenendo, in cambio, il riconoscimento dell'indipendenza di Cuba.

1969: la reciproca disposizione al dialogo si fece via via più concreta, grazie alla politica estera intrapresa dal nuovo presidente degli Stati Uniti, Nixon e dal presidente sovietico Breznev  1972: accordi di Mosca (limitavano il numero di missili nucleari che i due paesi potevano possedere)  1975: accordi di Helsinki (confermavano la situazione territoriale creata dopo la seconda guerra mondiale e impegnavano i paesi aderenti agli accordi alla risoluzione pacifica delle questioni internazionali.

LE DATE IMPORTANTI

1946

L'URSS stabilizza il suo predominio nell'Europa orientale;

1949

Scissione della Iugoslavia di Tito; Patto atlantico;

1950

Creazione della NATO;

1955

Patto di Varsavia;

1961

Crisi di Berlino;

1962

Crisi di Cuba;

1972

Accordi di mosca;

1975

Accordi di Helsinki.

L'ITALIA DAL 1945 AL 1968

L'Italia del dopoguerra presenta una situazione materiale critica e risulta fortemente divisa fra centro-nord (la componente fascista è ancora molto forte) e sud (il ruolo dei gruppi dominanti conservatori, già compromessi con il fascismo, è predominante)  la collocazione internazionale dell'Italia è negativa: gli alleati rifiutano le sue richieste di aiuti economici.

I PARTITI

Sinistra:

si proponeva di giungere ad un regime democratico attraverso la limitazione del potere dei monopoli e l'eliminazione della grande proprietà terriera.

Partito socialista (PSIUP)

Partito Comunista (PCI)

Togliatti si era proposto di rendere il PC un partito unico, saldamente radicato nella società italiana, a larga base operaia e contadina, ma aperto ai ceti medi  l’obiettivo del nuovo PCI non doveva essere una nuova rivoluzione proletaria, ma una democrazia progressista  la rivoluzione non era possibile perchè gli alleati non l'avrebbero permessa e Stalin non sarebbe intervenuto a causa dei patti di Yalta  le priorità erano l'unità nazionale e la creazione di un PCI parlamentare.

Partito d'azione

Rigorosamente antidemocratico  la sua eterogeneità impedsce la formazione di una base di massa e ne provoca il rapido scioglimento (1947).

Centro: si può riassumere in un unico grande partito:

Democrazia Cristiana (DC)

Partito interclassista che si ispira al cattolicesimo e difende l'impresa privata  diventa il baluardo dei ceti medi contro la sinistra e può contare sull'appoggio del Papa (Pio XII)

Partito Liberale (PLI)

Tenta di presentarsi come il punto di riferimento dei ceti imprenditoriali, possidenti e professionali, proponendo un programma di conservazione sociale e di difesa dei principi liberisti in economia.

Destra: dopo la caduta del Fascismo appare ovviamente indebolita, ma non definitivamente sconfitta  si raccoglie nel movimento del Qualunquismo, un fenomeno transitorio, ma di grandi dimensioni.

IL GOVERNO PARRI

1945: Parri, leader del Partito d'Azione viene eletto capo del governo  situazione di emergenza (inflazione e disoccupazione)  opera di rinnovamento del vecchio stato  disarmo delle formazioni partigiane e controllo dell’ordine pubblico (sanguinosi episodi di rappresaglia e di giustizia sommaria)  1945: Parri si dimette in seguito al ritiro della fiducia da parte dei liberali  1946: referendum per decidere l’orientamento istituzionale del paese (Repubblica) e il primo partito della Costituente (DC).

LE ELEZIONI DEL 18 APRILE 1948

I rapporti tra la DC e le sinistre si inaspriscono e la coabitazione forzata nel governo della DC e delle sinistre si fa sempre più difficile  1947: De Gasperi provoca la crisi, forma un ministero DC ed estromette le sinistre dal Governo  Mario Scelba, Ministro degli interni, riorganizza la polizia (reparti celeri) in funzione anticomunista iniziando una sistematica repressione di scioperanti e manifestanti  si allargano le coalizioni di governo a PSI, PRI, PLI  18 aprile 1948: la DC vince le elezioni ottenendo il 48.5% dei voti.

DE GASPERI E IL CENTRISMO

Centrismo: pratica politica che consiste nel mantenere nella propria area di governo i partiti più moderati (PSDI, PRI, PLI), escludendo le frange estremiste (PCI e MSI)  attentato a Togliatti  movimento di protesta alimentato dalle tensioni sociali che l'occupazione della DC aveva suscitato negli ambienti di sinistra  repressione dalla polizia  rottura dell'unità sindacale ( CGIL: comunisti; CISL: cattolici; UIL: socialdemocratici e repubblicani).

Politica estera

L'Italia diventa fedele alleato degli USA  opposizione delle sinistre, convinte che questa scelta riducesse drasticamente la possibilità di una azione autonoma dell'Italia nel quadro delle relazioni internazionali.

Politica interna

1950: Riforma agraria (Antonio Segni)  indebolimento della grande proprietà terriera, a vantaggio, però, di gruppi di potere industriali e finanziari  cassa per il Mezzogiorno: ente pubblico che realizza un piano di interventi sull'arretrata economia delle regioni meridionali  1953: Riforma elettorale: legge che assegnava il 65% dei seggi della Camera al partito, o al gruppo di partiti, che avessero raggiunto il 50% più uno dei voti.

IL GOVERNO FANFANI

Gli anni della seconda legislatura repubblicana (1953-1958) sono anni di instabilità governativa, nei quali si succedono 6 ministeri  potenziamento delle attività e delle aziende statali: l’ENI (affidato a Mattei) e l’IRI 1960: Fanfani diventa capo del Governo e grazie all'astensione del PSI forma una coalizione di centro-sinistra tra DC, PSDI e PRI  tentativo di stabilizzazione: inserimento del PSI nell'area di governo ed emarginazione del PCI.

Politica interna (1962-1963)

Nazionalizzazione dell'industria elettrica e nascita di un nuovo organismo pubblico, l'ENEL  Riforma urbana (per allievare la massiccia migrazione verso il nord )  Riforma della scuola media inferiore (obbligo fino ai 14 anni).

IL GOVERNO MORO

1963: elezioni nazionali (la DC perde molti voti mentre il PCI ne guadagna)  ricostituzione del centro-sinistra Moro forma un Governo di centro sinistra con l’inserimento a tutti gli effetti del PSI  centro-sinistra senza riforme: l'azione del governo si indirizza verso misure tese a frenare i consumi e a controllare l'inflazione con la sollecitazione agli investimenti.

L'ITALIA DAL 1968 AD OGGI

IL SESSANTOTTO

La società civile divenne più variegata e manifestò esigenze di ammodernamento del sistema politico e dell'amministrazione pubblica, di maggiore giustizia sociale e di ampliamento delle libertà civili: il distacco tra società civile e società politica fu alla radice delle laceranti tensioni che percorsero il paese tra il '68 e la fine degli anni '70 le agitazioni studentesche non rappresentano soltanto l'espressione del malcontento dei giovani per i ritardi del sistema universitario e per l'insicurezza degli sbocchi occupazionali: si tratta invece di una radicale contestazione generazionale e politica, che rigetta i valori familiari tradizionali, critica la democrazia formale, nel nome di una partecipazione diretta ai processi decisionali, respinge la prassi dei Partiti di sinistra come autoritaria e antirivoluzionaria, si oppone ai modelli della società consumistica che non sanno risolvere i problemi della sperequazione sociale e accentuano l'isolamento degli individui  il Sessantotto si conclude con una sconfitta perché il movimento non riesce a passare da una critica corrosiva ad una proposta concreta di alternativa alla modernità capitalistica e non riesce a creare una controcultura capace di un profondo cambiamento  tuttavia il movimento del Sessantotto ha contributo all'ingresso nella scena politica di nuovi soggetti e ha consentito di porre sul tappeto la necessità di un'azione riformatrice in vari campi del diritto civile  la polizia del regime DC usa la violenza in modo indiscriminato e in un clima di contestazione, che non ha alla base un profondo ideale pacifista, bensì una tradizione rivoluzionaria, è ovvio che alla violenza si risponda con la violenza: al movimento mancarono le opportunità oggettive.

L'AUTUNNO CALDO

Vari elementi concorrono in quegli anni ad accrescere la tensione nelle fabbriche:

- l'intensificazione dei ritmi di lavoro;

- lo sfruttamento della manodopera operaia;

- la compressione salariale;

- i costi sociali provocati dall'espansione disordinata delle città, carenti di alloggi, servizi sociali,   infrastrutture e scuole;

- la trasformazione della composizione della classe operaia, nelle quali si era notevolmente indebolita la   componente dei lavoratori qualificati.

Nel 1969,in occasione dei rinnovi contrattuali, le lotte operaie assumono un alto livello di combattività e si propongono un ventaglio di obbiettivi assai ampio:

- miglioramenti salariali;

- condizionamento del potere padronale con la creazione di organi rappresentativi delle assemblee   operaie, da affiancare alle tradizionali strutture sindacali.

Si susseguirono scioperi improvvisi, picchettaggi di massa fuori dalle fabbriche, manifestazioni e cortei all'interno dei luoghi di lavoro, appoggiate da gruppi rivoluzionari extraparlamentari, sorti dalla matrice del movimento studentesco e militanti del PCI (Potere operaio, Lotta Continua, Manifesto)  le tre centrali sindacali, alla fine del 1969, firmano un nuovo contratto nazionale dei metalmeccanici, che comprendeva aumenti salariali uguali per tutti e la settimana di 40 ore  1970: il Sindacato ottiene lo Statuto dei Lavoratori.

1972: si forma la federazione unitaria tra CGIL, CISL e UIL  in seguito al prestigio guadagnato al termine dell'autunno caldo, i sindacati riuscirono a sconfinare dal terreno sindacale a quello politico, ottenendo alcuni risultati significativi (liberalizzazione degli accessi universitari, approvazione della legge sul divorzio).

GLI ANNI SETTANTA

Inflazione  il Governo ricorre a misure deflattive (provvedimenti fiscali per frenare i consumi, erosione dei salari reali)  nel vissuto collettivo, questa fase viene considerata un intermezzo oscuro e inquietante della storia italiana  strategia della tensione: soluzione autoritaria, fondata su una serie di provocazioni e attentati riconducibili ad una matrice di estrema destra (strage di Piazza Fontana)  terrorismo nero: serie di attentati, miranti a seminare il panico tra la popolazione.

IL TERRORISMO

Terrorismo rosso: il PCI aveva tradito la causa della rivoluzione e bisognava quindi passare sul terreno della violenza e della lotta armata condotta nella clandestinità  Brigate Rosse (create da Renato Curcio): nel 1976 passano alle azioni sanguinose, con una sequela di brutali ferimenti e omicidi a sangue freddo  illegalità di massa: forme di lotta sociale (occupazione di case, espropri proletari ai danni di negozi e supermarket, manifestazioni di massa) contrastate violentemente e terroristicamente dai reparti celeri della polizia di Stato 1977: ripresa in forme esasperate e radicalizzate del movimento studentesco e giovanile  l'azione repressiva dello Stato di fronte agli opposti estremismi restò a lungo debole e incerta, fino a quando il generale dei carabinieri Carlo Alberto Dalla Chiesa non fu chiamato a dirigere le operazioni: egli riuscì a smantellare le Brigate Rosse senza però poter evitare il sequestro e l'omicidio dell'allora presidente della DC Aldo Moro.

LA SOLIDARIETA' NAZIONALE

Si va delineando in questi anni un progressivo spostamento a sinistra del paese, da cui traggono vantaggio soprattutto i comunisti che avevano combattuto il terrorismo  1976: elezioni politiche (DC: 38,7%; PCI: 34,4%; PSI: 9,6%)  la sconfitta di DC e PSI provoca un sommovimento ai vertici dei partiti  tra le file del PCI si delinea una nuova linea politica, elaborata soprattutto dal nuovo segretario Enrico Berlinguer, uomo di profonda onestà morale e intellettuale, misurato e non retorico: egli voleva impedire che una spaccatura tra DC e PCI portasse ad uno sbocco autoritario e che si creasse una collaborazione tra centro e destra  compromesso storico (comunisti, socialisti e cattolici)  governo monocolore presieduto da Andreotti  1978: i comunisti chiedono di entrare a pieno titolo nel Governo, ma la richiesta viene rifiutata a causa delle resistenze dei settori moderati della DC e degli USA (Carter)  rapimento e uccisione di Moro.

GLI ANNI OTTANTA

In questi anni l'Italia conosce un periodo di prosperità e di crescita economica a spese di un forte indebolimento dei sindacati e a favore di un rafforzamento della posizione degli imprenditori  1987: elezioni politiche che mostrano il declino del PCI, dovuto alla mancanza di un capo carismatico e all'assenza di una credibile proposta strategica alternativa, e una lenta ma progressiva crescita del PSI  Occhetto avvia una risoluta svolta che si concretizzerà nel congresso di Rimini del 1991 con la rifondazione del PCI nelle vesti di un Partito Democratico Della Sinistra (PDS)  PSI: incrementa i suoi voti e costituisce con la DC una serie di governi di centro-sinistra  Craxi diventa Presidente del Consiglio  1980-1990: si susseguono Governi presieduti da socialisti e democristiani partitocrazia: influenza crescente dei Partiti e delle loro segreterie nella gestione delle amministrazioni pubbliche marcato distacco tra opinione pubblica e classe politica, considerata la principale responsabile dell’inefficienza dello Stato  crisi di credibilità dei partiti accaompagnata da una serie di avvenimenti destabilizzanti:

- la nascita dei Sindacati Autonomi Corporativi (COBAS) in contrasto con i Sindacati confederali;

- lo sviluppo della Lega Nord.

- la crescita smodata della P2, un'organizzazione massonica.

VERSO LA SECONDA REPUBBLICA

1992: elezioni nazionali : dopo lunghe schermaglie e patteggiamenti tra i partiti, Presidente del Consiglio viene eletto Amato  1993: formazione di un governo di tecnici, presieduto da Ciampi  crisi della partitocrazia, divenuta dirompente con la scoperta di una serie di finanziamenti illeciti ai partiti di governo  1994: Ciampi si dimette, le camere vengono sciolte e si preparano le nuove consultazioni elettorali  sistema maggioritario: i partiti si coalizzano in grandi cartelli elettorali (Progressisti e Polo delle Libertà)  elezioni nazionali vinte dal Polo: presidente del consiglio è Berlusconi, alla guida di una maggioranza eterogenea, che si rivela ben presto fragile, costringendolo alle dimissioni  governo tecnico di Dini.



Classifica di siti - Iscrivete il vostro!