STORIA CONTEMPORANEA(1870-1913) PRIMA PARTE

STORIA CONTEMPORANEA


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PRIMA PARTE 1870 - 1913

 

 – 1870-1913

(…) tanta parte delle attuali caratteristiche dei tempi nostri ebbe origine, a volte improvvisamente, nei decenni anteriori al 1914. In campo politico, i partiti operai o socialisti, che formano il governo o la forza principale di opposizione in quasi tutti gli stati dell’Europa occidentale sono figli dell’era che va dal 1875 al 1914. (…) Sotto il nome di “modernismo” l’avanguardia dei questo periodo comprende la maggior parte della produzione novecentesca d’alta cultura. (…)La cultura della vita quotidiana è tuttora dominata da tre innovazioni del periodo in questione: l’industria pubblicitaria, il giornale e il cinema. Quanto alla tecnologia, le automobili a benzina per la circolazione su strada e le “macchine volanti” sono apparse per la prima volta nel nostro periodo. Il telefono e la radio sono stati migliorati, ma non soppiantati.(…) Lo sport fu formalizzato in quest’epoca in Inghilterra, che ne fornì il modello e il vocabolario, e da lì si propagò rapidamente negli altri paesi.

E. Hosbsawn, L’Età degli imperi 1875-1914

 

 Gran Bretagna

Dopo il 1870 la Germania in forte crescita metteva in discussione la leadership mondiale della Gran Bretagna. I principali esponenti politici della seconda fase dell’età vittoriana furono DISRAELI (conservatore dal 1874) e GLADSTONE (liberale dal 1880).

 

Comincia l’azione terroristica a favore dell’indipendenza irlandese; anche in parlamento emerge la “questione irlandese” con l’ostruzionismo dei deputati eletti nell’isola “verde”.

 

1884 il corpo elettorale passa da 3 a 5 milioni.  Nasce la “Fabian Society” una componente molto rilevante per il pensiero politico socialista, che da quel momento abbandona sostanzialmente la linea rivoluzionaria per abbracciare la linea riformista, per quanto radicale possa essere.

 

Francia

In seguito alla sconfitta con la Germania e la resa di Versailles nuova repubblica guidata da Thiers. A Parigi, nel marzo 1871, scoppia l’insurrezione e viene proclamata la Comune. A maggio, al termine di un assedio durissimo, la città viene ripresa dall’esercito regolare (aiutato dalla Germania) e sottoposta ad una feroce repressione.

 

La III repubblica nasce sotto l’insegna dell’autoritarismo: Thiers presidente, pochi poteri al parlamento e leva obbligatoria. Solo nel 1880 iniziano alcune concessioni sulle libertà civili. Verso la fine del secolo la contrapposizione tra socialisti e conservatori si fa sempre più evidente, come dimostra L’AFFAIRE DREYFUS del 1894. Dreyfus era un giovane tenente ebreo condannato seppur riconosciuto innocente, proprio perché ebreo. Alla fine fu scagionato.

 

COLONIALISMO

Nel 1876 la regina Vittoria diventa imperatrice d’India. Molto diffuse ideologie razziste ed espansionistiche. I conservatori erano decisamente schierati per l’espansionismo mentre i liberali auspicavano una politica di mantenimento dei confini già vastissimi dell’impero.1885 primi episodi di insurrezione in India. La contesa per il canale di Suez, aperto nel 1869, fornirà alla Gran Bretagna l’occasione per portare sempre più truppe nell’area, fino a conquistare l’intera  regione tra Egitto e Sudan (completata nel 1898).Tra il 1898 e il 1902 guerra contro i boeri in Africa del Sud. Naturalmente fu un’altra vittoria.

 

FRANCIA dal 1871 l’Algeria viene colonizzata: in seguito ad una rivolta la repressione porta alla politica di consolidamento del territorio attraverso una vera e propria colonizzazione; diventa una seconda Francia. Negli anni successivi conquista la Tunisia (sottratta all’Italia) il Madagascar, il Senegal, la Somalia e buona parte dell’Africa Occidentale. Conquiste asiatiche in Indocina.

 

Germania

La grande Prussia diventa Germania, federazione di 25 stati autonome ad esclusione della politica estera e della guida economica decise dal governo del cancelliere. Il governo non rispondeva alla maggioranza parlamentare (reichstag) bensì solo al Kaiser (l’imperatore). La guida di Bismark punta a rafforzare lo stato, indebolendo sia il mondo cattolico sia il movimento socialista. Grande esaltazione del nazionalismo tedesco e concessione di un primo pionieristico sistema di assicurazione sociale per i lavoratori dell’industria. Bismark era contrario alla politica coloniale mentre gli industriali erano favorevoli. Ebbero la meglio gli industriali e anche la Germania si tuffò nell’avventura coloniale conquistando alcuni territori nell’Africa  orientale.

 

1888 sale al trono Guglielmo II con l’idea di realizzare il secondo Reich. L’antagonismo con Bismark porta quest’ultimo alle dimissioni nel 1890.

 

 Austria

 

1867 concessa la costituzione. Il re manteneva ampi poteri, così come il clero nella società austriaca. Diventano pressanti le spinte indipendentiste:

 

CECOSLOVACCHIA: Masaryr leader del movimento per l’indipendenza della Boemia e Slovacchia fonda nel 1900 il partito progressista.

 

UNGHERIA supremazia magiara sulle tante minoranze. Si propone il problema delle minoranze etniche nei nuovi stati nazionali. Rimane lo status di impero Austro-ungarico.

 

Russia

 

Dopo il 1865 Alessandro II ripiega su posizioni conservatrici. La borghesia è ininfluente. E’ invece il “populismo” una corrente politica radicale di sinistra a prendere campo, facendo nascere anche una forma di terrorismo politico. Nel 1881 lo Zar viene assassinato. Il successore Alessandro III abbandona la strada del timido riformismo e approva un piano di repressione e “russificazione” delle province: Polonia, Ucraina, Finlandia ecc.

 

1894 NICOLA II

 

Con questo zar la Russia conosce una prima forma di industrializzazione: lo stato investe per cercare di colmare il divario con le potenze continentali e a Pietroburgo e Mosca nascono grandi fabbriche e quartieri operai. A cavallo del XX secolo arrivano anche i primi scioperi e le rivolte. Si costituiscono e acquisiscono molta forza i partiti operai: Partito Socialidemocratico e Partito Social-rivoluzionario. La sinistra russa guarda anche ai contadini e alla comune di Parigi come modello di governo.

 

 Italia (i governi della sinistra)

 

La parità di bilancio era costata carissimo sul piano dell’equilibrio sociale. Le riforme erano indispensabili. Dal punto di vista della provenienza del corpo politico c’è da registrare la fine del monopolio degli uomini del nord e della grande nobiltà.

 

DE PRETIS nel 1875 si presenta con il celebre “discorso di Stradella” in cui promette un po’ di tutto inaugurando la demagogia elettorale. L’anno successivo diventa capo del governo. Anziché rivoltare la linea politica cambia pochissimo, inventando praticamente il “trasformismo” che annacqua le differenze politiche dei due principali schieramenti (conservatore e progressista) con una pratica di governo consociativa e accomodante per tutti. Allo stesso tempo la maggioranza parlamentare mantiene in costante marginalità le ali estreme della rappresentanza politica sia a destra che a sinistra. E’ stato accertato e storicamente riconosciuto il ricorso alla pratica della corruzione e dei brogli per mantenere in efficienza il sistema.

 

Riforme importanti:

 

-          2 anni di scuola obbligatoria

 

-          Abolizione della tassa sul macinato

 

-          1883 abolizione del corso forzoso

 

-          Aumento del corpo elettorale

 

1882 TRIPLICE ALLEANZA l’Italia stipula un patto difensivo con gli imperi centrali di Austria e Germania. Inizia l’avventura coloniale con il tentativo – fallito – di conquistare l’Etiopia.

 

1887 governo CRISPI Riprende l’aspirazione imperialista. 1889 Trattato (bilingue) di Uccialli fatto con il re etiope MENELIK. Una diversa interpretazione della traduzione permise quel contenzioso che portò alla guerra tra Italia e Etiopia.

 

Altre leggi di rilievo del periodo: diritto allo sciopero; abolita la pena di morte.

 

Il governo cerca di contrastrare l’ascesa del movimento socialista, che dal 1892 ha anche un suo riferimento nel Partito Socialista guidato da intellettuali come Costa, Turati e Labriola.

 

 GIOLITTI è un liberale. Con varie e diverse cariche è l’uomo che segnerà la vita politica del paese fino al 1913. Sale in carica nel 1892 al posto di Crispi. La sua idea è quella di aumentare il consenso attraverso la concessione di diritti civili. Affiancherà a questa politica “alta” la pratica meno lusinghiera di cercare sempre il compromesso con chiunque. In un primo tempo la sua condotta fu poco gradita (non represse le agitazioni dei fasci siciliani) e tornò Crispi. Con lui riprese la guerra ai socialisti e la guerra per i territori africani: nel 1896 ad Adua l’Italia fu umiliata contando la prima sconfitta militare di un paese europeo in Africa e 7000 soldati morti. La tragedia costò il posto a Crispi. Seguirono alcuni governi molto provvisori: Rudinì tra il 96 e il 98 che oscillava tra i moderati e i reazionari. Pelloux  fece un governo autoritario sfociato nella strage di Milano: nel maggio del 1898 il generale Bava Beccaris si rese famoso facendo sparare sulla folla in coda per il pane causando molti morti e una grande indignazione.

 

29/07/1901 assassinato il re Umberto I. Gli succede Vittorio Emanuele III

 

Il governo intanto è a guida moderata. Con il nuovo secolo arriva anche lo sviluppo economico e l’industrializzazione. I capitali furono trovati nelle banche e nello stato. La politica protezionistica favorì le fabbriche italiane ma svantaggiò i prodotti agricoli del sud. Queste scelte furono tra le cause della eccezionale ondata migratoria che interessò il popolo meridionale tra la fine dell’Ottocento e l’inizio del Novecento.

 

Stati Uniti

 

Lasciata alle spalle la guerra di secessione gli Stati Uniti devono scontare una divisione nord-sud molto forte: nel 1866 il razzismo prende la forma del famigerato Ku Klux Klan, cittadini bianchi anglosassoni protestanti (definiti dall’acronimo WASP) mossi da un’odio ideologico verso gli afroamericani liberati dalle catene della schivitù. A riflettere questa impostazione culturale sta la struttura economica. Gli stati del sud erano dipendenti ancora dalle grandi piantagioni e auspicavano una politica di liberismo; viceversa gli stati del nord – che imposero come vincitori il loro punto di vista – propugnavano il protezionismo a favore dei grandi gruppi industriali e finanziari. New York e Wall Street segnarono il nuovo corso della più grande repubblica del mondo. Un corso vincente, se è vero che nel 1898 c’è il sorpasso in termini di Pil assoluto degli Usa alla Gran Bretagna (primato ancora attuale) e che nel giro di pochi anni le immense ricchezze territoriali furono integrate a un sistema industriale in grande progresso.

 

-          Conquista del West (sterminio e prigionia per circa 2 milioni di nativi)

 

-          Taylor inventa il sistema a catena di montaggio

 

-          Ai primi del Novecento Ford abbassa drasticamente il prezzo dell’automobile per consentire ai suoi operai di acquistarne una. Nasce il consumismo industriale.

 

-          Grande violenza nella repressione di scioperi e delle organizzazioni sindacali.

 

 Sul fronte internazionale i diversi presidenti che si succedono sono concordi nel perseguire una politica di espansione, non solo verso i territori vergini dell’ovest ma anche verso possedimenti di altri stati come Russia, Messico e Spagna. Nel 1867 l’Alaska viene acquistata dalla Russia (venduta come un deserto ghiacciato si rivelerà poi ricca di materie prime); nel 1898 conquista le isole Hawaii e le Samoa nell’oceano Pacifico e contende alla Spagna le lontanissime isole Filippine e la vicina isola di Cuba. Vince facilmente, ma non annette i territori. Inaugura invece la politica dei governi fantoccio: dei governi formali svolgono in tutto e per tutto gli interessi degli Stati Uniti che agiscono come “protettori”.

 

Giappone

 

Altro paese uscito alla fine degli anni ’60 da una terribile guerra civile. Qui si afferma un potere imperiale determinato a modernizzare il paese sull’esempio europeo e in particolare tedesco. L’operazione ha qualcosa di sbalorditivo, mai visto e ripetuto. Agli occhi di un europeo poteva sembrare simile all’età medievale solamente nel 1866 per ritrovarlo militarmente competitivo e minaccioso a fine secolo.

 

 Conflitti internazionali

 

1877 guerra tra Russia e Turchia. Gli strascichi della guerra di Crimea e la questioni degli stretti sono problemi aperti che periodicamente tornano a insanguinare lo scacchiere mediterraneo. La scintilla stavolta furono le rivendicazioni nazionaliste di Bulgaria e Erzegovina contro l’impero turco. La Russia – strumentalmente per via dell’interesse per la riapertura degli stretti sul mar Nero – si dichiarò protettrice degli slavi del sud e avviò una serie di azioni contro la Turchia.

 

Legata ad una serie di conflitti in territorio africano tra le altre potenze europee, la questione venne discussa al CONGRESSO DI BERLINO del 1878 e sancì l’autonomia di una regione bulgara, l’indipendenza di Serbia-Montenegro e il protettorato britannico su Cipro. Il mondo islamico stava perdendo la sua integrità territoriale.

 

Socialismo

 

Nel corso della II Internazionale (1871?) fu indetto il 1° maggio festa dei lavoratori e l’obiettivo comune per i lavoratori di tutto il mondo: le otto ore lavorative. La funzione dell’organismo era quello di fornire il riferimento internazionale a tutti i partiti socialisti e socialdemocratici. Inizialmente ne facevano parte anche anarchici ma furono espulsi nel 1898 per incongruenze. Emersero ben presto distinzioni tra due linee di tendenza che segneranno la lacerazione della sinistra per tutto il secolo successivo: ovvero la contrapposizione all’interno del movimento tra riformisti e rivoluzionari. Partendo dall’ideologia marxista si svilupparono diverse correnti, guidate da abili oratori e pensatori politici, come Bernestein (riformista), Kautsky, Rosa Luxemburg, Lenin (rivoluzionari), Sorel (sindacalismo rivoluzionario).

 

La chiesa

 

La chiusura assoluto nei confronti della modernità viene abbandonata con il pontificato di Leone XII che apre alla questione sociale. Il nemico numero uno è il socialismo, e contro di esso va accettata anche la democrazia liberale, demonizzata da Pio IX. Del 1891 è l’enciclica Rerum Novarium, che illustra questa nuova prospettiva di partecipazione dei cattolici nella vita sociale delle società di massa: mutuo soccorso, associazionismo, sindacati, partiti …. Ogni aspetto deve avere un riferimento preciso dal mondo cattolico. L’obiettivo è migliorare la vita delle fasce umili delle persone, tenere insieme le diverse classi sociali (“l’unità tra operai e padroni”) e scongiurare la rivoluzione socialista. Ma all’inizio del nuovo secolo la chiesa era già in piena restaurazione, accentuando il carattere di ubbidienza all’autorità e alla pura carità verso gli strati inferiori della società.



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