STORIA CONTEMPORANEA


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SECONDA PARTE 1815 - 1870

Anni '50 – ‘70

GRAN BRETAGNA sono i venti anni di predominio del partito liberale con i “grandi” primi ministri Palmerston e Gladstone: lavorarono per favorire lo sviluppo economico, l'espansione commerciale e la modernizzazione della società.

FRANCIA A seguito del colpo di mano del 1849 il presidente Luigi Napoleone accentrò i poteri e, attraverso plebisciti e nuove elezioni, cambiò costituzione e governo. Nel 1852 fu restaurato l'impero. Consenso diffuso nella popolazione. Non fu un monarca conservatore; con l'appoggio ai movimenti liberali (in Italia) fu descritto anche come “impero liberale”. In effetti in questi anni l'economia e la finanza francese ebbero una forte crescita.

 

Guerra di Crimea

Perché? La Russia voleva lo sbocco al mare. Fu usato come pretesto al contropartita che la Turchia doveva ai russi per l'aiuto nella crisi degli stretti. La diplomazia si dichiarò sconfitta nel 1853 e l'anno successivo scoppiò lo guerra di Crimea . Gran Bretagna e Francia aiutarono l'impero ottomano. Nel 1855 anche il Piemonte mandò un suo contingente dalla parte dei turchi. La guerra ebbe termine nel 1856 con la sconfitta della Russia: il Mar Nero rimase neutrale; la Romania e la Serbia (territorio dell'impero ottomano) furono dichiarate autonome; la Turchia mantenne l'integrità territoriale. Entrato nell'epica militare l'assedio di Sebastopoli roccaforte russa sul Mar Nero, durato un anno e costato la vita a migliaia di soldati di una parte e dell'altra.

RUSSIA

In seguito alla cocente sconfitta Alessandro II (lo zar succeduto a Nicola I) iniziò un processo di riforme, nell'intento di colmare il divario con le altre potenze europee. La riforma più importante riguarda la fine della servitù della gleba sancita nel 1861 . L'industrializzazione fu finanziata con capitale straniero e promossa interamente dallo stato. Non esisteva una borghesia capitalistica; piuttosto una élite intellettuale (“intellighenzia”). Nel 1863 la sollevazione in Polonia, illusa di potere ottenere l'indipendenza, fu schiacciata nel sangue. Dagli anni '60 si diffusero in Russia teorie rivoluzionarie, andate sotto il nome di “populismo” con teorici anche di grande influenza come ad esempio l'anarchico Bakunin.

 

Colonialismo

Nel 1857 la Gran Bretagna reprime una rivolta in India, iniziando in modo sistematico l'occupazione militare della regione. Iniziato anche lo sfruttamento intensivo di tutte le materie prime o dei prodotti alimentari (per esempio il thé) che potevano essere utili alla madrepatria. Nel 1876 fu dichiarato lo status di impero per i territori indiani.

Tra il 1854 e il 1865 la Francia militarizzò l'Algeria e si impossessò del Senegal. Dal '58 in Indocina guerra dell'oppio.

La Russia completò la penetrazione in Siberia, in Caucaso, nel nord Cina (fino a Vladivostock), in Asia centrale ( Kazakistan, Turkmenistan ecc.)

 

L'Unità d'Italia e la II guerra di indipendenza

Solo il Piemonte non reazionario dopo il1848. I principali politici del parlamento piemontese Cavour e Rattazzi si accordarono (accordo passato alla storia come “ connubio ”) per isolare le ali estreme e procedere con le riforme di marca liberale.

Intanto proseguivano i fallimenti dei mazziniani, lasciando ai moderati l'unica opzione credibile per una revisione dei confini statali. Cavour inserì l'Italia nel gioco degli equilibri geopolitica con la partecipazione alla guerra di Crimea: così trovò un posto al tavolo dei vincitori alla conferenza di Parigi e mise in guardia i sovrani europei del “pericolo rosso” nell'Italia borbonica e pontificia.

1857 fondata la Società Nazionale. Con questa mossa Cavour ottiene la fedeltà e l'aiuto dei più influenti cospirati da Manin a Garibaldi. Rottura dei rapporti diplomatici con l'Austria.

1858 un giovane anarchico Felice Orsini compie un attentato contro Napoleone III. L'azione fallisce, il giovane viene arrestato e condannato a morte: ma il re francese si convinse della necessità di fare qualcosa per l'Italia. Con gli accordi di Plombiers Cavour face firmare a Napoleone III un patto difensivo.

1859 Per provocare l'Austria le truppe Piemontesi iniziarono grandi manovre militari sui confini; di fronte all'ultimatum dell'Austria Cavour rifiutò e, ad aprile, ottenne la dichiarazione di guerra. Scattò quindi l'accordo e Napoleone III scese in Italia a guidare le operazioni militari.

MAGENTA – SOLFERINO – SAN MARTINO sono i principali campi di battaglia, per altrettante vittorie dei franco-piemontesi. Intanto nel centro Italia le insurrezioni fecero cadere i governi di Modena, Parma e Granducato di Toscana.

11 luglio – PACE DI VILLAFRANCA. La Lombardia passò al Piemonte. I plebisciti nell'Italia centrale (marzo 1860) allargarono ulteriormente i confini del Regno di Piemonte.

1861 Cavour era a posto così. Per i democratici però l'occasione era troppo favorevole (peraltro era morto il re dei borboni Federico II) per non completare l'unità nazionale. Garibaldi organizza una spedizione partendo da Quarto la notte tra il 5 e il 6 maggio: arriva a Marsala e da lì, con poco più di mille uomini, riesce nell'impresa inverosimile di liberare l'isola. Allarmato dai successi dei democratici Vittorio Emanuele II scende attraverso i possedimenti pontifici di Marche, Umbria e Lazio e si ricongiunge alle truppe garibaldine a TEANO il 26 OTT

In novembre altri plebisciti sanzionarono l'annessione anche di Marche e Umbria.

Il 17 marzo 1861 era annunciata la nascita del Regno d'Italia.

 

La Germania unita

Nel 1858 il nuovo re Guglielmo, succeduto a Federico Guglielmo IV, rompe la solidarietà tra regnanti tedeschi e punta all'egemonia prussiana. Otto von Bismark a capo del governo dal 1861, mette in pratica le ambizioni politiche del sovrano: contrasta le spinte liberali della borghesia e il ruolo stesso del parlamento ma avvia una serie di politiche per modernizzare il paese e dare una base di consenso al progetto di espansione economica e territoriale. Nel 1863 conquista tre ducati danesi, nel 1866 attacca l'Austria per una disputa territoriale. Vittoria facile e sorprendente. La Prussia integra in uno stato federale i ducati e principati tedeschi e impone lo scioglimento della Confederazione tedesca.

L'Austria reagisce alla sconfitta militare (e alla perdita del Veneto a favore dell'Italia) con un restringimento delle libertà civili ma anche concedendo all'autonomia legislativa al regno di Ungheria. Inizia il lungo regno di Francesco Giuseppe.

GUERRA FRANCO-PRUSSIANA nel 1870 l'espansionismo prussiano riprende in direzione francese. Il 19 luglio la Francia , provocata da Bismark, dichiara guerra (pensava di essere più forte) ma va incontro a una rovinosa sconfitta. A Metz il 18 agosto il trionfo prussiano. A Settembre Napoleone III viene fatto prigioniero e nasce la Terza Repubblica. E' il primo ministro Thiers che tratta la resa – durissima – a Versailles: la Francia perde le regioni dell'Alsazia e della Lorena.

 

Guerra civile americana 1861-1865

NORD – industria e spirito capitalistico

SUD –latifondi di cotone e tabacco per l'esportazione

Nel 1833 inizia il movimento antischiavista, ancora in vigore sotto una certa latitudine. Nello stesso tempo l'espansione ad ovest faceva nascere un paese basato su fattorie e grano / tabacco e schiavi.

Dal 1854 il partito repubblicano contro la schiavitù per rendere più dinamica l'economia interna, come serviva alle industrie manifatturiere del nord (Boston – New York – Philadelphia).

1860 Lincon presidente; uno smacco per il sud.

La miccia è accesa dallo stato della Virginia, che il 20 dicembre dichiara la secessione dagli Stati Uniti e la nascita della Confederazione. La confederazione era formata da 10 stati con capitale Richmond e presidente Davis.

La risposta fu la guerra civile. Il 12 aprile 1861 con la battaglia di Charleston vinta dai sudisti inzia il conflitto. Francia e Gran Bretagna forniscono un sostegno modesto al Sud.

Nel Nord il presidente Lincon promuoveva leggi fortemente ideologiche: fine della schiavitù e terre gratuite ai coloni. I generali dei due eserciti erano: LEE (sud) e GRANT (nord). Nel 1863 le truppe di Grant tagliano in due la Confederazione occupando il Teneesse e la Georgia. Il 9 aprile 1865 la guerra finisce. Cinque giorni dopo Abramo Lincon è assassinato a teatro da un attore sudista.

 

La modernizzazione del Giappone

Nel 1850 il Giappone appariva immerso nell'età feudale o in qualcosa di simile. [1] La struttura di potere era così composta:

Casa imperiale – shogun

Famiglia reale – tokugana

Grandi feudatari – daymo

Nobiltà inferiore – samurai

Plebe – contadini, operai, commercianti

Nel 1863 un daymo bombarda le navi straniere (americani, francesi, inglesi e olandesi avevano interessanti canali commerciali con le città portuali) esaltando il nazionalismo, in contrapposizione allo shogun considerato troppo arrendevole con le potenze occidentali. Scoppia una guerra civile che si conclude soltanto nel 1868 con la proclamazione dell'imperatore Mutsuhito detto Meiji.

Meiji avvia un processo di riforme straordinario, basato sulla copia del sistema degli stati occidentali e sostenuto con grande vigore dall'interventismo statale. La disciplina con cui il popolo giapponese ha seguito le indicazioni del governo hanno realizzato il più rapido salto in avanti fino ad allora concepibile. Tra le altre cose il sistema gerarchico pseudofeudale viene abbattuto; la scuola diviene obbligatoria; il servizio militare anche; l'industrializzazione pianificata e promossa con ogni mezzo. Alla fine del secolo, all'insaputa di tutte le cancellerie del mondo, il Giappone era già una potenza economica e militare capace di tenere testa ai più forti eserciti del mondo.

 

L'Italia della destra e la III guerra di indipendenza

L'unità d'Italia pone ai primi governi, guidati dalla maggioranza parlamentare conservatrice, problemi enormi, legati in gran parte alla incredibile diversità delle regioni italiane. Come fare, quali criteri seguire, per dare unità burocratica, militare ed economica al nuovo regno?

Dati: 78% di analfabeti

2100Km di ferrovie

2% il corpo elettorale

Fu rinnovata l'alleanza con i grandi proprietari del sud ed esteso a tutto il territorio la legislazione e il regime fiscale in vigore in Piemonte. Scelte fatte in nome della continuità.

1° governo – Bettino Ricasoli (1861-1862)

2° governo – Urbano Rattazzi (1862)

Nei pochi mesi della sua guida il governo fu messo in difficoltà dall'iniziativa di Garibaldi per prendere Roma: le truppe reale si scontrarono con quelle irregolari del grande generale in Aspromonte.

3° governo – Minghetti

Accordo con la Francia per lasciare Roma al Vaticano. La capitale sarebbe stata Firenze; proteste a Torino.

4° governo – La Marmora (1864-1866)

Firenze diventa capitale, viene stipulato un accordo militare con la Prussia.

Pochi mesi dopo lo scontro Prussia-Austria induce l'Italia ad approfittarne per prendere il veneto ( III guerra di indipendenza ). Le battaglie di CUSTOZA sulla terraferma e LISSA sul mare, sono due umilianti sconfitte per il giovane esercito nazionale. La sconfitta dell'Austria permette comunque all'Italia di acquisire il Veneto (pace di Vienna, ottobre 1866).

Governi Ricasoli e Rattazzi [2] - tiene banco la questione romana.

Governo Menabrea – c'è il tentativo fallito di Garibaldi (1867)

Nel 1870 la Francia , che s'era fatta paladino della causa vaticana, sconfitta dalla Prussia, abbandona il Papa al suo destino. Il governo italiano rompe gli indugi e occupa la città di Roma, con il celebre ingresso dei bersaglieri dalla breccia di Porta Pia (20 settembre). Un plebiscito sanzionò l'annessione.

 

BRIGANTAGGIO (1861-1865)

Il fenomeno dei “briganti”, cioè fuorilegge a giro per le campagne del sud, fu dovuto principalmente al peggioramento del livello di vita già molto basso, delle popolazioni del meridione dopo l'unità. L'aumento delle tasse e la leva obbligatoria (che toglie braccia ai contadini) scatenò una reazione che assunse la forma del brigantaggio e che fu strumentalizzata dal clero e dai borboni. Una inchiesta parlamentare guidata dal deputato Massari indicò molto bene la relazione tra cause ed effetto del fenomeno. Fu ignorata e risolto il problema con il pugno di ferro, cioè con una repressione molto dura. La politica dei governi di destra fu tutta orientata allo sviluppo industriale del nord: aumento delle tasse per i prodotti agricoli, il corso forzoso (stampa di banconote maggiore del valore corrispondente dell'oro), nessuna protezione per l'importazione di prodotti agricoli.

Fu grande soddisfazione per alla fine dell'età della destra storica, nel 1876, poter annunciare il raggiungimento della parità di bilancio.

1864

– I internazionale socialista con Marx e Bakunin. I contrasti tra le varie anime del movimento (comunismo, anarchismo, sindacalismo ecc) furono talmente forti da essere sciolta nel 1876.

- viene pubblicato il “SILLABO” enciclica apostolica in cui si condanna tutto ciò che è moderno, dalla libertà di coscienza alla scuola laica, dal liberalismo al socialismo.



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