STORIA CONTEMPORANEA


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PRIMA PARTE 1815 - 1870

Sintesi 1815-1870

La Restaurazione

 

Al Congresso di Vienna del 1815 gli stati vincitori contro Napoleone decisero il nuovo assetto geografico e politico dell'Europa. Ecco come ogni stato si organizzò per rispondere all'ondata rivoluzionaria che aveva sconvolto il continente tra il 1790 e il 1814:

RUSSIA_ Alessandro I sembrava concedere qualche libertà; poi condizionato da Metternich (I ministro austriaco e “regista” del congresso) ritirò tutte promesse. Nascono le società segrete.

PRUSSIA – Comanda il re, coadiuvato dalla grande nobiltà dei proprietari terrieri (Junker)

AUSTRIA – Metternich impone un regime di burocrazia e polizia.

ITALIA – Aumenta il potere della chiesa; forte la presenza di truppe asburgiche per prevenire le attività dei liberali. La Lombardia vede i primi segni di sviluppo industriale. Vittorio Emanuele I in Piemonte è molto reazionario. In Toscana il regno di Leopoldo II si distingue per le aperture sia in campo economico che civile: nasce “L'Antologia” di Viesseux. Vaticano e Regno di Sicilia dominate da politiche reazionarie.

SPAGNA – Rinnegata la costituzione del 1812 e avviata una dura politica di reazione.

GRAN BRETAGNA – Potere all'aristocrazia terriera.

Camera dei Lords/Camera dei Comuni/RE. Nuovo sistema di investimento agricolo che favorisce la concentrazione fondiaria. Nel 1820 prevale la linea conservatrice e la politica protezionistica.

 

Le società segrete

 

Nascono le società segrete perché in tempi di politiche reazionarie non c'è altro modo per opporsi al regime. Non coinvolgono operai e contadini, sono un fenomeno tipicamente borghese. La più importante era la Carboneria con finalità costituzionali. In Italia le società segrete aspiravano all'unità nazionale.

I moti del 1820

SPAGNA Il 1° gennaio del 1829 a Cadice Rafael Riego, colonnello di un reggimento dell'esercito, si ammutina e chiede il ripristino della costituzione del 1812. Il re Ferdinando VII, per evitare guai, convocò la Cortes (una specie di assemblea costituente).

REGNO DELLE DUE SICILIE si ripete quanto visto in Spagna: un parte dell'esercito si ribella e chiede la vecchia costituzione: in un primo momento viene concessa.

In entrambi i paesi l'intervento delle truppe straniere (Francia in Spagna e Austria in Sicilia) rimette le cose a posto. La reazione che segue è durissima.

GRECIA La società segrete Eteria (“libertà”) promuove l'insurrezione nelle isole del sud. In questo caso la rivolta trova l'appoggio della popolazione e la solidarietà delle potenze europee; nel 1822 viene annunciata l'indipendenza della Grecia dall'impero Ottomano. Ma la Turchia (appoggiata dall'Egitto) inizia una spietata repressione che suscita grande sdegno nell'opinione pubblica continentale.In nome della solidarietà tra cristiani ortodossi la Russia aiutò i resistenti, seguita da Francia e Gran Bretagna. Nel 1829 la Grecia fu riconosciuta indipendente.

Sul tavolo rimase una disputa tra Turchia ed Egitto circa il risarcimento per l'aiuto concesso, che sarà motivo per una serie di conflitti diplomatici e militari (vedi QUESTIONE D'ORIENTE).

RUSSIA si diffonde il movimento dei decabristi . Intorno al 1825 giovani borghesi pensavano di europeizzare la Russia ma furono schiacciati dalla repressione.

 

L'indipendenza dell'America Latina

 

Tra il 1816 e il 1824 l'intero sub-continente latinoamericano spezzò le secolari catene che lo legavano ai conquistadores iberici. La sollevazione riuscì perché:

1. Spagna e Portogallo erano ormai debolissime

2. I creoli erano simili per forza economica e volontà politica ai borghesi francesi della rivoluzione

3. I ribelli poterono contare sull'aiuto della Gran Bretagna e della sua economia.

 

La gerarchia sociale delle colonie era:

funzionari coloniali – coloni – meticci – indios – negri

Dopo alcuni falliti tentativi José de San Martin, alla guida delle truppe di ribelli indipendentisti, ottiene l'indipendenza nel 1816 dell'Argentina. Assieme a Simon Bolivar inizia poi una esaltante risalita del continente liberando a uno a uno tutti i territori in possesso della corona spagnola. L'ultimo è il Perù nel 1824. In Messico l'indipendenza è dichiarata nel 1821 per iniziativa di Agustin de Iturbide; mentre in Brasile l'indipendenza dal Portogallo è avvenuta senza alcuna rivolta a causa di un vuoto di potere. La volontà di fare un unico grande paese naufraga di fronte a piccoli interessi locali che risultarono insormontabili e alle pressioni provenienti dall'esterno.

Nel 1823 il presidente degli Stati Uniti proclama la “dottrina Monroe” in cui si sancisce il divieto per gli stati europei di occupare territori nel territorio americano.

 

Gli Stati Uniti

 

All'inizio del 1800 potevano contare su una popolazione di 4-5 milioni, di cui circa 300 mila erano i nativi americani (chiamati pellirossa per l'uso di dipingersi la pelle oppure indiani, accogliendo il riconosciuto errore di Colombo che pensava di essere sbarcato in India anziché nei Caraibi).

Lo stato era strutturato come una Federazione di 13 piccoli stati tutti affacciati sull'Oceano Atlantico. La vita politica era organizzata intorno a due partiti: il partito repubblicano che difendeva gli interessi degli agricoltori e il partito federalista che sosteneva le ragioni della borghesia industriale. Ottenuta l'indipendenza gli Usa proseguirono in una logica di consolidamento ed espansione: la guerra contro GB del 1812-15 per alcuni territori del Canada fu persa. Nel frattempo però l'espansione sia a sud che ad ovest procedette spedita (l'epopea del Far West).

 

Le rivolte del 1830-‘31

 

FRANCIA nel 1830 il re Carlo X fa un colpo di stato restringendo le libertà civili. L'opposizione parlamentare fece fallire il tentativo e creò il terreno per rivolte in città: furono le 3 giornate di Parigi concluse con la fuga del re la proclamazione della monarchia parlamentare guidata da Filippo D'Orleans. Nello stesso anno fu dato avvio alla politica colonialista con la presa di Algeri.

BELGIO la dinamica borghesia belga promosse un'insurrezione il 25 agosto 1830 che portò l'ano successivo al riconoscimento della secessione dai Paesi Bassi.

POLONIA in ottobre per iniziativa di alcuni reparti militari fu tentata la secessione dall'impero russo. La reazione dello zar Nicola I fu spietata.

ITALIA I tentativi dei mazziniani e dei tanti romantici liberali fallirono praticamente tutti.

GRAN BRETAGNA a differenza degli altri paesi il governo portò avanti una politica di integrazione sociale legalizzando le associazioni (1824) e allargando il corpo elettorale (1834).

 

Verso il '48

 

FRANCIA con Filippo D'Orleans la Francia poteva vantare un regime liberale moderato con un censo di circa 200000 cittadini. Il movimento socialista muoveva i primi passi, intrecciandosi con spinte repubblicane mai sopite. Intorno al 1835 l'attentato al re la condanna antiliberale della chiesa. I politici principali del periodo furono Thiers e Guizot, in luce nei moti del '30 ma poi fieri oppositori di riforme sociali importanti.

GRAN BRETAGNA i partiti principali sono il Conservatore e il Liberale. In questa fase inizia il periodo d'oro della storia britannica che coincise con la permanenza al trono della regina Vittoria dal 1837 al 1901. Infatti questa è detta anche “età vittoriana”. Nel 1838 esplode il movimento cartista con rivendicazioni operaie in parte represse in parte accolte.

Nel 1846 avviene il fondamentale passaggio politico dell'abolizione del dazio sul grano: sostenuto dai liberali fu approvato dal parlamento quando a capo del governo c'era il conservatore Peel. La decisione favorì le esportazioni di manufatti e prodotti industriali in genere a scapito della rendita per proprietà terriera e produzioni agricole.

SVIZZERA nel 1845 uno scontro tra liberali e conservatori consente ai primi di far approvare una costituzione in linea con quanto auspicato dalla diplomazia inglese.

ITALIA

Caratterizzata da una frammentazione molto accentuata, si può notare una generale debolezza delle categorie sociali “utili” per le rivoluzioni: borghesia e proletariato. 1831 Mazzini fonda la Giovine Italia . Lui voleva la Repubblica e l'unità. Pensava di riuscire attraverso le insurrezioni di piccoli contingenti e l'efficacia della propaganda popolare. Critica il comunismo (agli albori) perché contrario a famiglia, nazione e proprietà. Non legando la sua iniziativa alla questione agraria fallì sempre. I numerosi e spesso tragici blitz di giovani mazziniani finirono con lo screditare Mazzini stesso e l'associazione. I più celebri patrioti trucidati nell'indifferenza o nell'ostilità dei contadini furono: i fratelli Bandiera, Jacopo Ruffini, Raffaele Pepe.

C'era però anche una nutrita schiera di patrioti moderati, che guardavano con crescente simpatia al Piemonte della dinastia Savoia. Proprio in questi anni si ebbero le prime avvisaglie di un timido riformismo.

 

QUESTIONE D'ORIENTE

•  crisi 1832-33

Per l'aiuto nella repressione dell'insurrezione greca il Sultano aveva promesso la Siria al Pascià d'Egitto. Non mantiene la promessa e scoppia il contenzioso. La Russia appoggiò la Turchia in cambio dell'apertura dello stretto dei Dardanelli (apertura verso il Mar Mediterraneo). Anche la Gran Bretagna si mette dalla parte dei turchi mentre la Francia caldeggiò la rivendicazione egiziana. Quest'ultima riuscì a farsi riconoscere il controllo della Siria.

•  crisi 1839-41

La Turchia promosse un'azione militare contro l'Egitto per riprendere la Siria. Allarmate per un possibile nuovo espansionismo francese GB, Russia, Prussia e Austria sfruttarono al situazione per intervenire sulla “questione d'oriente”. Il ministro britannico Palmerston ottenne un successo diplomatico facendo chiudere gli stretti; una opzione che fu accettata perché impediva a chiunque di trarre vantaggio.

 

COLONIALISMO

Dalla metà dell'Ottocento i principali paesi europei furono impegnati in una corsa alla conquista coloniale senza precedenti. Grazie alla supremazia tecnologica e militare e ad una sostanziale riuscita della politica di equilibrio stabilita a Vienna, Francia, Gran Bretagna, Belgio, Germania ecc. poterono guardare al resto del mondo come a un terreno di conquista.

GRAN BRETAGNA aveva bisogno di colonie per “piazzare” l'enorme produzione industriale e per approvvigionarsi di materie prime. La colonia di riferimento dell'impero di sua maestà fu, dal 1876, l'India. Come fecero 70000 militare a sottomettere 300 milioni di indiani?

Nel 1815 la Compagnia delle Indie diventa un organismo del governo inglese. Nel 1858 la penetrazione inglese fa un ulteriore salto di qualità, con la forte presenza di truppe militari, lo scioglimento della Compagnia e alcune riforme strategiche volte a minare l'assetto socio-politico del subcontinente (no schiavi, lingua inglese nelle scuole ecc.).

 

Anche con la Cina gli inglesi ebbero interessi conflittuali; lo scontro riguardava il controllo del commercio di oppio ed ebbe come conseguenza la conquista di alcune “enclave”, tra cui Hong Kong (1840). Sempre nel 1840 il parlamento inglese concesse l'autonomia al Canada; mentre si completava la colonizzazione di Australia e Nuova Zelanda. Il Sud Africa entrò nell'orbita britannica a cavallo del secolo XX, al termine di una terribile guerra contro i contadini olandesi da molti anni insediati in territori improvvisamente scoperti ricchi di oro e diamanti.

FRANCIA La conquista dell'Algeria del 1830 fu un preambolo della grande conquista che i francesi fecero in Africa, ma ne costituì anche una esperienza particolare perché realizzò una vera e propria colonizzazione; trasferendo cioè una porzione consistente di popolazione francese sul territorio annesso.

OLANDA consolidò in forma di colonia il controllo commerciale delle isole del sud est asiatico. Ancora in uso il sistema schiavistico.

SPAGNA E PORTOGALLO persero progressivamente tutte le colonie dell'America Latina.

 

Il 1848

 

Date e luoghi delle principali sollevazioni:

12 gennaio Palermo

22 febbraio Parigi

13 marzo Vienna

14 marzo Berlino

17 marzo Milano

22 marzo Venezia

12 giugno Praga

 

Perché tutto nel 1848? Ci fu una convergenza tra questione nazionale, riforme liberali e questione sociale (processo di lunga durata) e l'incidenza della crisi economica del 1846-47.

FRANCIA La Francia era più avanzata economicamente e socialmente degli altri paesi continentali, non aveva problemi di nazionalità e aveva integrato in parte la borghesia nella monarchia di Filippo d'Orleans. La questione sociale era pertanto prevalente. Quando in seguito a una crisi governativa fu vietato un banchetto (era un tipico modo di svolgere attività politica) a Parigi si alzarono le barricate. In soli due giorni il potere monarchico fu abbattuto e proclamata nuovamente la repubblica:

“Era un fatto straordinario e terribile di vedere nelle sole mani di coloro che non possedevano nulla tutta questa città immensa piena di ricchezza” Alexis de Toqueville

 

Il governo repubblicano adottò una politica radicale andando incontro ad un fallimento totale. Le elezioni diedero la maggioranza ai moderati. Rivolte durissime tra governo borghese e proletariato; alla fine la repressione lasciò una grande paura che facilitò l'elezione a presidente di Luigi Napoleone come esponente del “partito dell'ordine".

Fu la vittoria delle campagne cattoliche e conservatrici. Uno dei primi atti fu l'aiuto al papa Pio IX per abbattere la repubblica di Roma.

In pochi mesi Luigi Napoleone consolidò al punto il suo potere da rilanciare una politica imperialista.

AUSTRIA Furono i liberali ad innescare la miccia. Metternich rifiutò le loro richieste di riforma e nelle vie di Vienna ci furono duri scontri. In seguito il re licenziò Metternich e concesse una costituzione e qualche libertà civile. In tutte le regioni dell'impero prendono forza i movimenti indipendentisti; per non perdere Ungheria, Italia e Boemia l'Austria fa marcia indietro e sceglie la linea della repressione.

ITALIA

Gli stati italiani rappresentano il caso più complicato. La questione nazionale è quella prevalente, si intreccia con un riformismo di stampo liberale e con aspirazioni espansionistiche della casa Savoia. La politica di Pio IX aveva entusiasmato i circoli conservatori che avevano avanzato una ipotesi neoguelfa, ovvero con il Papa a capo di una lega di stati italiani (“il primato degli italiani” di Gioberti). In pratica c'erano tre diversi schieramenti anti-austriaci

liberali/moderati

sovrani stati regionali

democratici

La guerra all'Austria passa attraverso fasi diverse.

FASE A – I liberali sfruttano la crisi interna dell'Austria e danno vita a rivolte a Milano (le cinque giornate a partire dal 18 marzo e Venezia. Intanto in tutti gli stati i sovrani hanno concesso costituzioni e libertà civili. Un successo dei liberali.

FASE B – Carlo Alberto dichiara guerra all'Austria dando vita alla I guerra di indipendenza . Commette più errori:

• interviene tardi, quando i cittadini del lombardo-veneto si erano già liberati da soli, dando l'impressione di voler trarre vantaggio da una guerra né combattuta né vinta.

• Sbaglia tattica militare lasciando a Radeski il tempo per riorganizzarsi all'interno del quadrilatero (Verona-Peschiera-Legnago-Mantova)

• Per timore di richieste di stampo democratico rifiutò l'aiuto dei volontari patrioti

• Fu ambiguo anche con gli altri re italiani. Lavorava per l'annessione al Piemonte.

 

All'inizio l'esercito piemontese ottiene qualche vittoria MA nell'estate l'Austria inizia la controffensiva, in Ungheria, in Boemia e in Italia. Radeski contrattacca costringendo Carlo Alberto a chiedere l'armistizio.

FASE C – I democratici – idealisti e romantici – non si arresero e attuarono un'azione molto forte di resistenza a Milano e Venezia, e di indipendenza a Roma e in Toscana. Erano radicali MA non avevano alcuna sensibilità verso la questione sociale, erano più l'ala sinistra dei moderati che una sinistra moderna. Il loro riferirsi al popolo era solo una cosa ideale, romantica; in realtà non erano minimamente interessati alla questione agraria e non capivano che per avere l'appoggio popolare c'era bisogno di includere nelle rivendicazioni anche la redistribuzione della terra in un paese composto al 90% da contadini.

La svolta reazionaria di Austria e Francia influì pesantemente sull'esito delle rivolte italiane.

Come si risolvono le rivoluzioni?

I rivoluzionari francesi subiscono una repressione durissima, contando 1500 morti negli scontri, 3000 fucilati e più di 4000 deportati. Il tentativo di governo radicale era miseramente fallito e il potere era tornato, nella nuova forma di Repubblica presidenziale, nuovamente nelle mani dei conservatori grazie alla figura dell'uomo forte Luigi Napoleone.

In Austria il potere si consolida nel nome della conservazione verso l'interno e della repressione nella gestione delle province di Ungheria, Italia e Boemia.

In Italia resta tutto come prima e, anzi, la tutela austriaca si fa più opprimente. Unica eccezione il Piemonte che, con il nuovo sovrano Vittorio Emanuele II , mantenne alcune libertà formali.



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