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Mi chiamo Giovanni Sapere, ho 35 anni e vivo a Salerno, città 
in cui sono nato e che amo molto. Sono un ingegnere civile e riguardo 
a questo mi piace ricordare i versi del grande Neruda che in
 "Ode al Gatto" celebra le virtù dell'animale nato"completo e
 orgoglioso" mentre l'uomo vuole apparire quello che non è,
così come "l'ingegnere vuole essere poeta"...ecco mi 
identifico in questa visione...le contraddizioni sono sempre molto 
stimolanti!E poi io scrivo perché ciò possa emozionarmi ed emozionare! 

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ED E’ GIA’ MATTINA E scriverò di te sotto un mantello bianco. E scriverò di foglie, neve e fango. Ci affonderò le mani e graffierò la terra, e lì divorerò fogli, inchiostro e penna. •••••••••••••••••••••••••••••••••• Affronterò le insidie del tuo sguardo, e sarà il vento a spingermi lontano mentre la marea confusa restituirà il mio relitto al mondo, perché nel mare dei tuoi occhi io sto ancora naufragando. Scioglierai i tuoi pugni chiusi in tasca, e rincorrendoci nel misterioso gioco del “perderci e cercarci”, sarà la tua mano nella mia a sporcarne ancora il bianco riscrivendo i versi di un perverso canto. Io e te, ed è già mattina. SCIE Non è il buio ad oscurare il cielo ma questo amore irrisolto che non vuoi “sentire” mentre ti lasci trasportare dalle nuvole. “Ascoltalo” respirare piano e ricordagli come mi hai salvato da me stesso. Se questa vita scioglierà le sue reti per non trattenerlo allora sarò lì a custodire ogni silenzio per non lasciarti andare via. Sfiora le mie labbra e lascia precipitare questa luna, se le fiamme squarceranno il cielo stanotte, non voltarti - scompari pure - la tua scia sarà il mio rifugio. IL VENTO (2011) Trovai l'ispirazione in un salice piangente, mi rivolsi al sole ed asciugai le sue lacrime. MISTERO PROFONDO È lo stupore di un momento che raccoglie in se tutti gli attimi di una emozione… È il brivido che ti solca la schiena mentre indaghi sul perché di tanta bellezza… È il calore che ti brucia il petto ed il ghiaccio che ti toglie il fiato… È il suo sguardo, mistero profondo ed estasi. LA PIANTAGIONE Nel mio piccolo giardino di gigli e rose cresce possente la tua piantagione di menzogne, innaffiala bene e concimala con cura, presto o tardi anche tu sentirai il gusto amaro dei suoi frutti. INSEGUENDO L’ESTATE Ed è ancora il tuo respiro dentro il mio a soffocare il dolore del giorno e ad affrancare la notte. Ed ancora i tuoi occhi riflessi nei miei a cancellarne le ombre. Non aver paura di inseguire l’estate… Resta vicino a me, nessuno saprà che stiamo cercando il giorno in un altro sogno. GIOCO PERVERSO Se il sole avesse avuto il coraggio di gridare alla luna il suo amore, sarebbe sempre giorno, e se la luna avesse trattenuto i suoi raggi, la notte non avrebbe avuto fine. Ma l'Amore è un gioco perverso di buio e luce, condizione temporanea fatta di albe e tramonti. Un altro cielo Per quanto provo a comprendere mi schianto su un muro di indifferenza eretto in una notte di passione e follia. Oggi brilla un altro sole… Nei tuoi pensieri distanti occhi di rugiada si inseguono in un lago di pianto. Svelami il tuo mistero, donna di pace o donna di guerra, amazzone orgogliosa, cavalchi le mie ossessioni e strazi il mio petto. Lasciami qui, in piedi sotto questo cielo di piombo: amo bagnarmi di pioggia mentre tu cerchi riparo. Il Tempo Giorni anneriti dalle tempeste di sempre soffiano nella mia testa per discutere del tempo che passa. Continuo ad ascoltare, questo posso fare. Stanco e smarrito nelle mie parole, attraverso anni vaganti di luna incerta, continuo a sognare, questo posso fare. Ho graffiato la terra e sentito il suo odore, sfiorandone la primitiva essenza. Ma non affonderò ciò che ho costruito tra fango e sudore, perché è fatto per restare a galla. Con gli occhi della memoria ho aspettato un lampo che squarciasse il cielo, ma è inutile… il Tempo non aspetta nessuno! Al Mare E’ il mare che culla il mio sonno mentre bagna le mie mani. Onde e profumi increspano le mie giornate umide respingendo i disastri di una nebbia da affettare e di un sole troppo “tiepido”. E’ il mare il rimedio a questo cuore naufrago che si infrange sugli scogli dei ricordi arenati su battigie ciottolose – pietra preziosa – la mia costa incastonata in questi occhi assetati di colore. Anche se lontano ed immerso in uno sbiadito pomeriggio d’ovatta, è al mare che appartengo. DIAPASON Giorno dopo giorno inseguo il suono dei tuoi sogni ed ora dopo ora raccolgo i frutti del tuo mondo. In perenne oscillazione tra il gusto amaro dei ricordi e il dolce miele dei tuoi sguardi, afferro il tempo. Sono qui, vibrazione costante ad accordare la frequenza dei tuoi battiti ai miei, attraverso tutte (διά πασων) le note del cuore. ORIZZONTI DI PIOMBO La solitudine è l’immagine di ciò che ho dentro, è lei la mia attitudine. Guardo a destra e a sinistra e poi al centro di me stesso convincendomi che devo continuare a cercare. Tutti i miei pensieri si confondono perseguendo risposte che sono altrove, nella luce del sole, nell’acqua pura che sgorga dalla fonte, nel fuoco che brucia poderoso nel cuore delle mie notti insonni. E’ sempre lei che ho dentro e in tutto ciò di cui ho bisogno, nei giorni che fuggono inesorabili e nell’aria che respiro; ma quando attraversa i miei orizzonti di piombo, è ancora lei a non accorgersi che sto piangendo. CI SONO… Ci sono sguardi che non si scordano e labbra sulle labbra in respiri che dolcemente soffocano. Ci sono occhi che ti respingono e mani nelle mani pronte a raccogliere schegge d’emozioni e cristalli dal cielo. Ci sono giorni, e notti di stelle che ti tormentano e restituiscono ai sogni, sostenuti dal vento, riflessi di ricordi e passione. Ci sono parole su parole che incessantemente lacerano e lacrime ormai asciutte, incatenate a solchi altrettanto aridi. Ci sono sorrisi che sfuggono al reale e abbracci generosi in cui rifugiarsi e sussurri e grida e lo stupore di perdersi in tutto questo. Ci sono io e ci sei tu in questa immagine sfuocata e nel coraggio di ammettere che non ho mai smesso di amarti. LA FORTEZZA Sei una fortezza invalicabile. Sguardo di ghiaccio, affilate lame e dolce rifugio i tuoi occhi smeraldo. Invalicabile muro di cinta, tieni sotto scacco il mio animo puro da soldato di ventura. Ma io combatto con le sole armi che conosco, le mie parole ispirate dal tuo sguardo al mio cuore. Ogni battito è un dardo pronto a scardinare le tue incertezze, ogni respiro è tempesta pronta a spazzar via le tue paure. DISINCANTO Occorre silenzio mentre cerco di colorare d’azzurro questi versi… E chissà se vivi ancora affacciata al balcone dei tuoi desideri, con lo sguardo teso su orizzonti di ricordi e nuvole di zucchero? Sospeso, tra la curva dei tuoi fianchi e la luce dei tuoi occhi, si affanna ancora il tramonto a cercare la tua pelle? Io pesto sempre sui tamburi delle mie incoscienti contraddizioni, con passo svelto però e sulle strade solide che mi sto costruendo… ma voltandomi, i miei sogni, ingenuamente testardi, non hanno mai smesso di rincorrermi! GIANNI E’ MORTO Se alzi appena lo sguardo al cielo oltre le nuvole riuscirai a scorgere una stella. … Pensieroso, seguiva il filo di un discorso aggrovigliato a grappoli di parole tanto futili quanto crudeli tali da restituire gocce di rugiada malinconiche ai suoi sospiri ingenui. Calpestava viali senza fiori ma verdi di speranza ed ebbri di suoni docili. Sognatore, prima che concreto tecnico, vaneggiava sul perché delle cose e mitigava il mal di vivere con malcelata autoironia. Non aveva versi per esprimere ciò che provava in quel momento, ne avesse avuti. Liberò la mente dai pensieri stringendo forte un nodo intorno alla sua anima, un ultimo bacio guardando chissà dove ed un sorriso disarmante e indecifrabile, poi nulla più. … Ora Gianni è una stella, se alzi lo sguardo al cielo oltre le nuvole, forse riuscirai a scorgerla. 5 VITE Mi ritroverai nelle briciole di pane che con cura lasci scivolare in una mano e in una fettina panata troppo asciutta da mandare giù. Mi ritroverai in quel raggio di luna che fatica a sfiorarti il viso e nella notte di stelle più luminosa che il tuo cielo abbia mai interpretato. Mi ritroverai in sguardi taglienti e in sorrisi inconsapevoli, negli abbracci negati e in quelli dati in lenzuola troppo scomode. Ho ancora 5 vite, il passo incerto e il mio cassetto di sogni infranti da riempire; chissà se ti ritroverò, in questa vita o in un’altra che importa, in fondo giorno e notte (vita e morte) sono solo condizioni temporanee… l’Amore è per sempre!!! GIOIA E DOLORE Le menzogne sono foglie di sigaro continuano a bruciare finché hai fiato da dedicare loro. Ti riscaldano il respiro e gelano l’anima mentre restituiscono una nuvola di fumo al cielo. Io sono in quel fumo denso, dentro e fuori (gioia e dolore) ciò che rimane del tuo amore. GIUGNO 2007 Spingo lo sguardo oltre la finestra disteso su lenzuola fin troppo candide immagino di fluttuare oltre le mura di questo ospedale dagli angoli aguzzi, che imprigiona le mie gambe ma lascia liberi i pensieri. Stringo i pugni e corro via, salto tra una nuvola d'ovatta e un sogno, scivolo sull'arcobaleno dei desideri afferrando tramonti vestiti di porpora e albe d'azzurro. Stringo i pugni e mi risveglio in questo letto tra pareti strette e volti che continuano a cambiare; magari potessero riaffiorare gli stessi gesti, le stesse labbra che cerchiano di rosso i ricordi. Stringo i pugni e scappo via, ti sento dentro più di prima, perchè la delusione ha i contorni di una nuvola viola, ignara nella sua solitudine del peso che trasporta. PIOGGIA DI MAGGIO La pioggia ha preso il sopravvento con fragore sulla notte e la sua luna, ma c’è quiete intorno a me. È in momenti come questo, quando il pensiero si abbandona al sogno, che vorrei sentire il tuo respiro vicino al mio …e le tue mani affondare nel mio cuore. VELE Vorrei poter trovare le parole che ho dentro ogni volta che il tuo respiro arriva a me sostenuto dal vento. IL RE DEL NIENTE Ho affogato la mia anima in un bicchiere di vino. Dolce, goccia a goccia graffia la mia voce e mi allontana da tutto. Ora che sono il re del niente e cielo e stelle sono la mia corte, non ho più bisogno dei suoi occhi che puntano dritto ai miei… ho strappato anche quelli dalla mia pelle come brutti tatuaggi, più taglienti del giudizio dei passanti. Un altro sorso, lasciami soffocare queste grida prima che sia giorno e le mie mani che non smettono di tremare; ancora un sorso. Ho affogato la mia anima in un bicchiere di vino… alziamo i calici, io sono il re del niente brindo alla tua vita e al mio ultimo bicchiere. ANIMALI MUTEVOLI Siamo animali mutevoli in cerca d'un sorso d'acqua -in continuo affanno- ci abbeveriamo alla fonte dell'inganno e ci trasciniamo in pozze di indifferenza. Siamo arcobaleni spenti, cavalchiamo un sogno di colore e luce ma ci accendiamo triviali e tronfi solo sulla soglia di gambe compassionevoli. Siamo speranze illuse tendiamo la mano al futuro e accartocciamo i ricordi in tasche strette. Siamo lo sdegno che riflette lo specchio. Siamo istinto, emozioni e paure. Siamo solo uomini ...animali mutevoli. AMARTI… Rincorro parole e segni che non mi dai mentre ascolto la risacca e mi infrango in questo cielo di nuvole e stelle. IL POSTO DELLE FRAGOLE Sorrisi taglienti come lame attraversano l’aria esausta questa notte, mentre scappi con la coda tra le gambe e il capo chino. Immaginavo un cuore puro che non chiedeva più di quanto dava. Credevo negli sguardi e nelle promesse bagnate da lacrime e passione. Attraversavo il posto delle fragole con la fiducia che si da al proprio respiro, ma non capivo quanto tu l’avessi reso lurido. Vedevo la scintilla nei tuoi occhi generatrice di fulmini, un raggio di luce che si proiettava nel cielo, ma quella stessa scintilla ha incendiato la tua anima-DISCARICA e tutto il fumo che avvolge il tuo sguardo spento, ha ora la puzza della tua misera vita-MENZOGNA. ALLA FINESTRA... In questo scorcio d'inverno, silenzioso, osservo il lento fluire del tempo... SCHERMAGLIE Adoro il suono dei passi che ti allontanano, danza lieve che si perde nei profumi di questa stanza. Sette, otto, nove… non arrivo a dieci e ti volti a guardare consapevole di ciò che avresti visto. Mentre a stento trattieni un sorriso, mi rivolgi: “Smettila” – ma da improbabile inquisitrice. – Io inarco spalle e sopracciglia giustificando la mia solita faccia di bronzo con un bacio. Sembri accoglierlo imperturbabile, ma varcando la porta quel sorriso poco prima solo accennato si estende e illumina il tuo viso come un raggio di sole che squarcia le nuvole. Resto seduto con l’espressione vaga e fluttuante di chi si è appena immerso nei colori dell’arcobaleno… È impossibile non perdermi nell’incanto delle tue forme. RINTOCCHI Immagino cose che non ho mai visto e tutto ciò che avrebbe potuto esserci. Tutto è scritto, predestinato… Non posso impedire al tempo di passare o costringere gli oceani a sommergere il mondo o la luna a precipitare sulla terra. Flashback …i suoi occhi… – intensi sguardi smarriti – mentre dentro me battiti di ieri e di oggi si confondono nell’aria satura di questa notte insonne. Ognuno percepisce il tempo a suo modo… io lo sento vibrare… ma continuo a non fidarmi dei rintocchi instancabili dell’orologio. THE GIFT Corre lungo binari sorretti dall’intreccio delle mie mani nelle tue, la nostra storia, vagone di emozioni infinite, esplosione di passione e dolore; eterea farfalla il cui battito d’ali scatena tempesta. Ogni galleria, ogni stazione segna il tempo. E in questo eterno viaggio costruirò una cornice d’ebano intorno alla tela dei tuoi sguardi: ogni attimo, ogni respiro è un dono unico. PAROLE INUTILI Catturo ogni respiro dall’aria tersa di questa notte di fate e restituisco parole amare… Amore ammiro luna e stelle riflesse nell’acqua che porto alla bocca ma ho ancora sete delle tue mani, e ingenuo mi perdo in parole aliene, unico alibi alla mia involontaria scelta di vivere sognando. Le mie parole sono inutili rincorrono desideri sopiti e occhi di incanto, mentre rimbalzano sinuose sulle mie labbra che non sfiorano le tue. DELIRIO (allo specchio) Specchio, rifletti la sua immagine accanto alla mia e tutto l’amore smarrito nei sentieri angusti dei ricordi. Non confondermi come tutte le cose che ho odiato… “rincorrendo il tempo ho rincorso me stesso”. Hai abusato della mia fiducia hai usato il mio amore. Non voglio che mi adori non voglio che mi ignori. Non fissarmi, lascia che io sogni i tuoi sogni. Sprofondo, ma non sei tu né io! È buffo… svanendo volo verso le nuvole. VOLO DI GABBIANO I tuoi occhi ardono per il peggior Gianni, sono meteore nel mio cielo spento riacceso da bagliori rincorsi in un vorticoso girotondo di parole e parole e parole… Il tuo sorriso è un vento lieve che si sposa con le nuvole, ma il mio cuore ingrato morde ancora la stessa fragola che sprezzante del mio respiro strazia la mia anima. Cerchi in me quello che non sono! Cerco in te quella che non sei! In un distratto volo di gabbiano cerchiamo la “bellezza”… l’amore mai perduto che vive dentro noi! CARILLON Suona ancora la tua melodia passione e tormento in queste note. Ti schiudo, liberi il tuo mondo e il suo ricordo si espande e invade la mia stanza. Ferma il tempo in questo istante e i desideri… Imprigiona per sempre l’attimo in cui mi ha stretto fra le sue braccia e nel tuo scrigno il sussurrar di lei: “ Ti Amo”. RESE Restituiscimi il sogno rarefatta Notte che mi circondi di tenebra e di orgoglio. Restituiscimi gli occhi, perduti in un istante, taglienti lame dolci come miele. Restituiscimi il sorriso, esplosione di emozioni, luminosa perla che sussurra lieve al cuore. Restituiscimi le mani catene nelle mie e velluto sul mio viso e tra i capelli. Restituiscimi il sogno quando viene mattina e si fa intenso l’aroma di caffè e il suo profumo. PORPORA Porpora, è una sottile trama di seta che ci tiene sospesi, esausti attori su un palcoscenico di comparse. Porpora, è il colore della notte che soffoca il tuo petto e cinge le tue gambe ai miei rimorsi, in un pulsante intreccio di poesia. Porpora, sono le tue labbra sinuose spirali di interminabili baci, ardito nascondiglio di parole, pugnali sanguinanti al mio cuore. Porpora, è il tramonto di un'anima sconfitta che non dimentica i tuoi occhi perché folgorata dai tuoi sguardi. FALENE Scompare il giorno dentro i tuoi ricordi e riaffiora lieve (riflesso artificiale) il desiderio di noi in un battito d’ali.



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