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POESIE A TEMA

POESIE SU 1° Maggio Festa dei Lavoratori


POESIE DEL LAVORO

Il lavoro -Samuele Smiles 

Non vi è per l'uomo pane più saporito
di quello che egli si procura
con il proprio lavoro fisico e intellettuale.
Nè vi è bene che non possa
essere acquistato con lavoro,
nè soddisfazione che non possa
essere data dal lavoro.
Il più umile operaio
contribuisce al benessere sociale.
Lodiamo la saggezza di quell'imperatore
che diceva: Per ogni uomo che non lavora
e per ogni donna
che si lascia andare alla pigrizia,
c'è qualcuno nell'impero
che soffre la fame e il freddo.




POESIE DEL LAVORO

Poesia di Angiolo Silvio Novaro -
Il contadinello

Dalla punta del giorno a prima sera
l'umile contadinello
sta sull'orlo del fosso
dove sdrucciola il ruscello
a pascere la mucca bianca e nera
che divora a più non posso
erba coi fiori di trifoglio rosso.

Poggiato al suo bastoncello
guarda l'acqua scappare via leggiera,
ascolta il lento
mormorio del cieco vento
che risuona nel cavo cuore
del bosco, e vi muore,
e sorride con tra i labbri una rosa.

Chi sa che sogna, 
chi sa che aspetta!
Non ha flauto, non ha zampogna, 
non ha oro, non ha argento, 
ha soltanto la pallida rosetta
che tra i labbri tiene stretta,
che gli dondola sul mento

e sorride! Mentre il vento
semina tra le foglie il suo lamento
e l'acqua scorre in frettoloso ardore, 
e la bianca e nera mucca
strappa ingorda l'erba in fiore,
egli sorride nel suo chiuso cuore
e in silenzio si pilucca
il grappolo delle sue dolci ore.






L'omino della gru - Gianni Rodari

Filastrocca di sotto in su
per l'omino della gru.
Sotto terra va il minatore
dov'è buio a tutte l'ore;
lo spazzino va nel tombino,
sulla terra sta il contadino,
in cima ai pali l'elettricista
gode già una bella vista,
il muratore va sui tetti
e vede tutti piccoletti...
ma più in alto, lassù lassù,
c'è l'omino della gru:
cielo a sinistra e cielo a destra
e non gli gira mai la testa.





1° Maggio Festa del lavoro
Poesia di Diego valeri
Il medico condotto

La cavallina grigia trotta trotta;
il cane rosso al fianco le galoppa.
Egli, dalla carrozza cigolante,
guida la corsa per la strada grande;
dietro le lenti guarda i campi e i prati
al mite sol d'ottobre addormentati;
sospira un poco, e con la bianca mano
si carezza la barba piano piano.
 




Anche quello dello scolaro è un lavoro
 Giovanni Pascoli

Il capo ad ora ad ora egli solleva
dalla catasta dei vocabolari,
come un galletto garrulo che beva,
Povero bimbo! di tra i libri via
appare il bruno capo tuo, scompare;
come di un rondinotto, quando spiase
torna mamma e porta le zanzare.





Gli odori dei mestieri
 Gianni Rodari

lo so gli odori dei mestieri:
di noce moscata sanno i droghieri,
sa d'olio la tuta dell'operaio,
di farina sa il fornaio,
sanno di terra i contadini,
di vernice gli imbianchini,
sul camice bianco del dottore
di medicine c'è un buon odore.
I fannulloni, strano però,
non sanno di nulla e puzzano un po'.






Le mani dell'operaio 
Renzo Pezzani

Dice il Signore a chi batte
alle porte del suo Regno:
Fammi vedere le mani;
saprò io se ne sei degno.
L'operaio fa vedere
le sue mani dure di calli:
han toccato tutta la vita
terra, fuochi, metalli.
Sono vuote d'ogni ricchezza,
nere, stanche, pesanti.
Dice il Signore: Che bellezza!
Così son le mani dei Santi!






Pimo maggio Festa del lavoro
Poesia di Carlo Martini 
Camionisti

Le verdi vene dell'Italia sanno
i bruni camionisti: amici dellà
luna e dell'alba e del feroce sole
che sgretola le gomme delle macchine.
Portano i loro carri mille odori:
balle di fieno e rossi mosti e resine
e radici di boschi profumati;
 il candido belare degli agnelli,
e allegri manovali nella musica
festiva delle fresche fisarmoniche...
Pazienti vanno i bruni camionisti
 lungo le strade della chiara Italia;
e molti cuori di bimbi rapiscono,
impugnare il volante dell'ignoto
vorrebbero: conoscere con loro
la lunga favola degli orizzonti.






Mani callose -G. Gerini
O mani callose

nodose tenaci, avvinghiate
al maglio, al piccone, all'aratro
in cupe caverne tra lampade fioche,
o per maggesi che brucia il solleone,
il rude lavoro è un dono di Dio.





La cucitrice 
 Giovanni Pascoli

L'alba per la valle nera
sparpagliò le greggi bianche:
tornano ora nella sera
e s'arrampicano stanche;
una stella le conduce.
Torna via dalla maestra
la covata e passa lenta;
c'è del biondo alla finestra
tra un basilico e una menta
è Maria che cuce e cuce.
Per chi cuci e per che cosa?
un lenzuolo? un bianco velo?
Tutto il cielo è color rosa,rosa e oro,
e tutto il cielo
sulla testa le riluce.
Alza gli occhi dal lavoro:
una lacrima? un sorriso?
Sotto il cielo rosa e oro,
chini gli occhi, chino il viso,
ella cuce, cuce, cuce.





Il bambino operaio 
Renzo Pezzani 

Già lavori, così piccino
tiri il mantice, batti il martello?
Ma sei felice come un uccello,
metti canto nel tuo destino.
In famiglia, santa pazienza,
è sempre vuota la credenza.
Già la tua mano il sudore asciuga,
piccolo uomo dal volto severo.
Ma tiri il mantice, batti il martello,
più contento di un uccello.





Il più bel giorno
 Gianni Rodari

S'io facessi il fornaio
vorrei cuocere un pane
cosi grande da sfamare
tutta, tutta la gente
che non ha da mangiare.
Un pane più grande del sole,
dorato, profumatocome le viole.
Un pane cosi
verrebbero a mangiarlo
dall'India e dal Chilì
i poveri, i bambini,
i vecchietti e gli uccellini.
Sarà una data da studiare a memoria:
un giorno senza fame!
Il più bel giorno di tutta la storia!