NORMALITA' IN PIRANDELLO

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NORMALITA' IN PIRANDELLO

Ciascuno vede la realtà secondo le proprie idee e i propri sentimenti, in un modo diverso da quello degli altri. Tra realtà e apparenza ci sono due distinte dimensioni:

1) la dimensione della realtà oggettiva, che è esterna agli individui e che apparentemente è uguale e valida per tutti, perché presenta per ognuno le stesse caratteristiche fisiche ma è inafferrabile e non riconoscibile: ciò che resta nell'anima dell'individuo è la sua disintegrazione in tante piccole parti quante sono le possibilità concrete dell'individuo di vederla.

2) la dimensione della realtà soggettiva, che è la particolare visione che coglie l'individuo solo negli aspetti che sono maggiormente propri al particolare momento che sta vivendo e alla sua condizione sociale, in base ai quali riceve dalla realtà certe impressioni, certe sensazioni che sono assolutamente personali e non possono essere provate da tutti gli altri individui. Quindi ci sono tante dimensioni quanti sono gli individui e quanti sono i momenti della vita dell'individuo.

Per i personaggi pirandelliani non esiste, quindi, una realtà oggettiva, ma una realtà soggettiva, che, a contatto con la realtà degli altri, si disintegra. 
L'uomo deve adeguarsi alle convenzioni imposte dalla società, egli assume quindi una maschera, o per propria volontà o perché così è visto e giudicato. Questa maschera è l'aspetto esteriore dell'individuo. Siccome il personaggio è condannato a recitare sempre la stessa parte, non ha nessuna possibilità di mutare la propria maschera, si verifica così la disintegrazione fisica e spirituale dei personaggi che si può riassumere nella teoria della triplicità esistenziale:

come il personaggio vede se stesso; 
come il personaggio è visto dagli altri; 
come il personaggio crede di essere visto dagli altri.

Quando il personaggio scopre di essere calato in una maschera, determinata da un atto accaduto una sola volta e di essere riconosciuto attraverso quell'atto e identificato in esso, cade in una condizione angosciosa senza fine, perché si rende conto che:

la realtà di un momento è destinata a cambiare nel momento successivo 
la realtà è un'illusione perché non si identifica in nessuna delle forme che gli altri gli hanno dato

Nella società l'unico modo per evitare l'isolamento è il mantenimento della maschera: quando un personaggio cerca di liberarsene con un diverso comportamento viene considerato preso dalla follia che scatena in tutti il riso perché non è comprensibile; per questo viene allontanato, rifiutato e considerato un elemento di disturbo della società, non trovando più posto negli schemi e convenzioni di essa.

Solo la follia permette al personaggio la possibilità di scoprire che rifiutando il mondo si può scoprire se stessi. Ma questi sono solo momenti passeggeri, spesso irripetibili, perché il legame con le norme della società è troppo forte.

Così accade nell'"Enrico IV", dove un comune borghese, che stava impersonando il re inglese, batté la testa per una caduta da cavallo e credette di essere veramente Enrico IV. In questo lavoro teatrale troviamo l'esasperazione del conflitto fra apparenza e realtà, fra normalità e anormalità, fra il personaggio e la società, fra l'interiorità e l'esteriorità. Per superare questo conflitto il personaggio tende sempre più a chiudersi in se stesso, per cui l'anormalità diventa sistema di vita.

La guarigione del protagonista dalla pazzia, improvvisa e inspiegabile, proietta il personaggio nelle vicende quotidiane, ma lo rende anche consapevole di non poter più recuperare i 12 anni vissuti fuori di mente, per cui non gli resta che fingersi ancora pazzo dopo aver constatato che nulla era rimasto ormai della sua gioventù, del suo amore, e che molti lo avevano tradito.

Enrico IV assume una forma immutabile agli occhi di tutti, ma non di se stesso, rifugiandosi nel già vissuto e fingendo di essere ancora pazzo.

Ma l'esempio più appropriato della frantumazione dell'io, che evidenzia il contrasto tra apparenza e realtà, è il romanzo "Uno, nessuno e centomila". 
Il protagonista, Vitangelo Mostarda, si trova impegnato a ricostruirsi un'esistenza svincolata dai condizionamenti imposti dalle convenzioni. Per Moscarda, l'inizio dell'avventura avviene quando apprende un giorno dalla moglie che il proprio naso pende verso destra. La frase, buttata lì per caso, banalmente, sarà come un cerino acceso caduto in un deposito di esplosivo. L'esistenza di Vitangelo ne sarà sconvolta; vita familiare, interessi, posizione sociale, rapporti di amicizia, tutta la realtà in mezzo a cui egli per vent'otto anni era comodamente vissuto senza urti e senza sorprese, si dissolve come per sortilegio, ed egli si riduce alla condizione di alienato. Chi è in realtà Vitangelo Moscarda per la moglie che dice di conoscerlo e di amarlo, chiamandolo Gengè? E chi è per gli amici e per tutti gli altri. Ci sono tanti Moscarda quanti sono quelli che lo vedono e quanti sono i momenti della sua esistenza. Vitangelo tenta la ricerca di se stesso, ma è come volere scavalcare la propria ombra. Il protagonista si stacca dal proprio "fantoccio vivente" diventando nessuno, distruggendo il vecchio se stesso, quello condizionato dalla nascita, dall'educazione e dall'ambiente. Per questo dovrà cancellare l'immagine di usuraio che ha ereditato dal padre insieme con la banca da cui trae i mezzi per la sua esistenza di borghese benestante. Si dà quindi a compiere atti di liberalità che appaiono in contrasto coi criteri di una sana amministrazione e gli procurano un attestato di pazzia da parte della moglie, dei soci d'affari e anche dalle stesse persone da lui beneficiate. Interdetto dai familiari, abbandonato dalla moglie, finisce in un ricovero per vecchi da lui stesso fondato con le splendide donazioni.

Il tema centrale del romanzo è quello che gli dà il titolo. Il personaggio è uno quando viene messa in evidenza la maschera che lui si dà, è nessuno quando la propria maschera assume una dimensione per sé e un'altra per ciascuno degli altri, è centomila quando viene messa in evidenza la maschera che gli altri gli danno.

 

 

 

 



 


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