A. ZANZOTTO :   IL CIELO E' LIMPIDO

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ANDREA ZANZOTTO

 

 

 IL CIELO E’ LIMPIDO

 

Il cielo è limpido sino ad
essere sconosciuto
Tutto è intossicato dal sole
Io tossisco sotto questo, in questo
brusire di entificazioni
e sono distratto dalla violenza
di un freddo
che pure non fa nulla di male

Adocchio solitudini
già mie ora di se stesse
unicamente
Tutti i rimproveri pare si calmino
riverberando
Tutto è distrazione e
forse meno, un
poco meno del previsto, pena

Andrea Zanzotto

 

Zanzotto descrive un paesaggio invernale e dice che il cielo è limpido, c’è il sole ma fa molto freddo;il poeta ha un po’ di tosse, è immerso nella solitudine e soprattutto è affascinato dai riverberi della luce. Oltre alla descrizione  l’interesse del poeta si sofferma sulle proprie reazioni interiori, sui pensieri che il paesaggio gli suscita. Il cielo è detto sconosciuto  perché la sua limpidezza sembra rilevare qualcosa di ignoto; il sole, per la sua violenza sembra corrodere ciò che illumina;la luce e il freddo distraggono il poeta dai suoi pensieri e attenuano almeno in parte il suo senso di infelicità. La solitudine del paesaggio ricorda al poeta la propria solitudine, ma subito dopo Zanzotto si accorge che si tratta di due solitudini diverse.




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