MONTALE : ADDII, FISCHI NEL BUIO,CENNI, TOSSE

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Addii, fischi nel buio, cenni, tosse.

 

Addii, fischi nel buio, cenni, tosse

e sportelli abbassati. E' l'ora. Forse

gli automi hanno ragione. Come appaiono

dai corridoi, murati!

. . . . . . . . . . . . . . . . . . . .

- Presti anche tu alla fioca

litania del tuo rapido quest'orrida

e fedele cadenza di carioca? -

 

(Eugenio Montale, Le occasioni, mottetti)

 

 

PARAFRASI

Addii, fischi nel buio, cenni, tosse

e finestrini abbassati. E' l'ora della partenza. Forse

gli automi hanno ragione. Come appaiono

dai corridoi del treno, sepolti vivi!

Anche tu come me attribuisci al debole suono

lamentoso del tuo treno questo terribile

e insistente ritmo di carioca?

 

 

Il testo è composto da due strofe(la prima di tre endecasillabi e un settenario, la seconda di un settenario e due endecasillabi), divise da una linea di puntini di sospensione, con assonanze e rime.

La poesia appartiene ai Mottetti. La scena si svolge in una stazione ferroviaria, dove il poeta si trova per salutare la donna amata, che sta partendo. Per questo l’autore sembra essere concorde con l’indifferenza degli automi, le persone che percorrono la vita insensibili e distratte, da cui egli si sente  comunque diverso.

Nella prima strofa l’attacco è realistico: il poeta ci presenta lo sfondo tipico di una stazione grazie a brevi ed efficaci tratti, esposti in forma nominale( addii, fischi, tosse, sportelli). La perentoria affermazione centrale del verso 2( E’ l’ora) dà all’addio un senso di  inevitabilità drammatica , che sfocia poi nell’immagine da incubo degli automi (v.3) nei loro scompartimenti. Il senso di alienazione introdotto dalla presenza di questi uomini “murati” (v.4) vuole essere esorcizzato dalla domanda che costituisce l’ultima strofa(v.5-7):  anche alla donna amata il suono del treno pare un’allucinata,insistente, orrida musica? La domanda cerca di stabilire con la propria donna, a distanza, un rapporto di sintonia che possa penetrare oltre il muro dell’incomunicabilità straniante della stazione e della esistenza intera.

All’inizio vi è un uso di un lessico comune e di frasi brevi, segue poi un innalzamento di tono  in corrispondenza della domanda che vuole rintracciare un segno distintivo di valore tra i due amanti e gli “automi”: ecco allora le espressioni letterarie” fioca/litania” e “orrida/ e fedele cadenza”. Il testo è inoltre contrappuntato da assonanze, consonanze e da allitterazioni, che elevano lo stile: la ì  al verso1 , la r  che percorre tutto il componimento a rendere la vibrazione insistita del treno, il nesso “ca” negli ultimi tre versi( fioca, cadenza, carioca).



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