UNO,NESSUNO,CENTOMILA

 DI L. PIRANDELLO

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UNO,NESSUNO,CENTOMILA

Il romanzo è diviso in otto libri, divisi a loro volta in diversi capitoli, indicati con il numero del capitolo ed un titoletto. E’ ambientato in un lasso di tempo molto lungo, qualche anno ,è "ambientato" nella cittadella di Richieri. Vi è l’utilizzo di discorsi liberi inframmezzati a descrizioni o racconti, che rendono il testo alla lunga un po’ noioso. Il narratore è interno alla storia, infatti è lo stesso Gengè che narra i fatti che lo hanno portato alla perdita del senno. La narrazione è fatta in prima persona e si può dire che, pur non essendo onnisciente egli fa delle anticipazioni su ciò che gli accadrà in seguito. Vi è la presenza di flash back.

 

 PERSONAGGI

Vitangelo Moscarda, alias Gengè 

 

E’ un uomo  sui trent’anni , protagonista assoluto di questo romanzo. Dalla scoperta accidentale, fattagli notare da sua moglie Dida, di avere il naso che gli pendeva un po’ a destra, Gengè, soprannome datogli dalla moglie stessa, fa una scoperta che sarà alla base della sua vicenda interiore: la scoperta di non essere, per gli altri, quello che crede di essere per sé stesso. Da questo presupposto intraprende una strada in discesa, che lo porterà fino alla pazzia. Gengè, attraverso questi punti sviluppa il suo pensiero,  che però gli causerà molti dispiaceri e lo faranno pensare pazzo dalla gente. Essendo uno sfaccendato non gli risulterà difficile provare a eliminare queste "Centomila" persone, iniziando a demolire dei dogmi, tipo quello di essere un usuraio che gli erano conferiti dalla società. Infatti inizierà a riprendersi cura della banca, fondata da suo padre, per la quale firmava solamente ogni tanto delle carte, che gli venivano date dai suoi amministratori, il Firbo e Quantorzo: infatti deciderà di farsi dare la sua quota dalla banca e di liquidarla. Dopo una serie di peripezie, verrà condannato dal giudice a costruire, con i soldi della banca una casa di cura e di chiudersi dentro.

ANNA ROSA 

Personaggio strano e polivalente nel racconto. Zitella venticinquenne, Anna Rosa era secondo Dida, l’oggetto dei desideri del marito, senza darlo a vedere. Sospetto naturalmente falso e non veritiero. Entra nell’azione verso la fine del romanzo divenendone una protagonista. E’ sicuramente attratta da Gengè, dalle sue scoperte e dalle sue conclusioni, e per questo lo fa parlare con il vescovo per evitargli la condanna di pazzia. Ma è nello stesso tempo impaurita dalla scoperte di Gengè, e per questo cerca di ammazzarlo, poiché scopre che le cose dette, seppur molto vere e a cui lei scopre di credere, le fanno nello stesso tempo paura.

 

SPIEGAZIONE

La vita di Gengè si complicò quando la moglie  gli disse che aveva il naso storto. Da qui il protagonista inizierà una profonda ricerca interiore che lo porterà alla scoperta di molteplici personalità nel suo carattere, una per ogni persona che conosce, m nessuna uguale a quella che è lui i n realtà. Così comincia ad  annientare queste "centomila" persone, iniziando dalla famiglia di Dio, persone che non gli avevano mai pagato l’affitto. Così, per eliminare lo stereotipo di usuraio, decise di farli prima sfrattare, per poi regalare loro una casa nuova, scialacquando dei soldi inutilmente. E questo fu un primo segnale per gli amministratori della sua banca, Firbo e Quintorzo, che si recheranno da Gengè per chiarimenti. Ma allora Gengè, per smascherare la personalità del nulla facente decide di farsi ridare la sua parte di soldi della banca, per iniziare una nuova vita, prospettiva alla quale credeva poco. Non capito dalla moglie per questa sua decisione improvvisa, litiga violentemente con quest’ultima che fuggirà  dal padre. Anna Rosa, un’amica di Dida, inviterà Gengè ad un convento di suore, per farlo incontrare con il vescovo, ma succede un imprevisto, in quanto lei si ferisce al piede con la rivoltella di suo padre, cadutagli insieme alla borsetta. Così venne portata a casa e curata da Gengè, e questo farà aumentare le voci su un loro innamoramento segreto. Lei veniva attratta da lui, dai suoi ragionamenti che spesso le faceva durante la sua convalescenza, ma ne era anche impaurita: così un giorno gli sparò, con l’intenzione di ucciderlo, ma ferendolo solo alla spalla. Durante il processo, che si dilungò molto, Gengè tendeva a difendere Maria Rosa, essendo assolutamente convinto che quei ragionamenti avrebbero spinto chiunque ad una azione del genere. Così Maria Rosa venne assolta e Gengè, con l’aiuto del vescovo, fu obbligato a costruire una casa di cura e a rinchiudersi dentro.

 Il libro può essere ricondotto al filone del romanzo psicologico, perché si basa sulla ricerca del vero "IO" del protagonista, attuata attraverso la distruzione delle false personalità che risiedono nella mente delle persone che gli stanno accanto. Il racconto vuole fare riflettere il lettore,  ci vuole far capire che noi non siamo quello che crediamo di essere, ma siamo a seconda di come le persone ci vedono. Gengè, che ha capito questo, ha però cercato di estremizzare questa scoperta, sperimentandola sulla propria stessa vita, sconvolgendola. I temi dibattuti all’interno del romanzo sono ancora oggi attuali:  la ricerca del proprio "io" è uno dei temi principali della ricerca dell’uomo. Non esiste un’unica persona dentro di noi, ma tante diverse, che possono essere sì molto simili  ma che comunque sono diverse a seconda delle persone che conosciamo.

 

 

 

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