Classifica di siti - Iscrivete il vostro!

 

POETI STRANIERI
H.HESSE




HERMAN HESSE

ELEANOR 

Le sere d'autunno mi ricordano te - 
I boschi giacciono bui, il giorno si scolora 
ai bordi dei colli in rosse aureole. 
In un casolare vicino piange un bimbo. 
Il vento se ne va a passi tardi 
attraverso i tronchi a raccogliere le ultime foglie. 

Poi sale, abituata ormai da lungo ai torbidi sguardi, 
l'estranea solitaria falce di luna 
con la sua mezza luce da terre sconosciute. 
Se ne va fredda, indifferente, per il suo sentiero. 
La sua luce avvolge il bosco, il canneto, lo stagno 
e il sentiero con pallido alone melanconico. 
Anche d'inverno in notti senza luce 
quando alle finestre vorticano danze di fiocchi 
e il vento tempestoso, ho spesso l'impressione di guardarti. 
Il piano intona con forza ingannevole 
e la tua profonda e cupa voce di contralto 
mi parla al cuore. Tu la più crudele delle belle donne. 

La mia mano afferra alle volte la lampada 
e la sua luce tenue posa sulla larga parete. 
Dalla antica cornice la tua immagine oscura guarda 
mi conosce bene e mi sorride, stranamente. 
Ma io ti bacio mani e capelli 
e sussurro il tuo nome. 

***

Io ti chiesi 
Hermann Hesse 

Io ti chiesi perché i tuoi occhi 
si soffermano nei miei 
come una casta stella del cielo 
in un oscuro flutto. 

Mi hai guardato a lungo 
come si saggia un bimbo con lo sguardo, 
mi hai detto poi, con gentilezza: 
ti voglio bene, perché sei tanto triste