L'OMBRA
Mi segue…
Mi sorpassa…
Mi affianca…
e…si nasconde.
E’ quasi sempre appresso,
certe volte non la vedo,
mi segue e a volte… mi precede.
Il suo silenzio è opprimente
però anche rasserenante;
le parlo… tanto so che ascolta e tace.
Quando si spinge oltre i limiti
sembra voglia abbandonarmi,
ma è consolante sapere
che mai mi lascerà. .
Ogni mio gesto, ogni passo
imperterrita segue,
mi affianca, mi aggira:
è noiosamente evanescente.
Troppo spesso
è la mia sola compagnia.
C’era già quando vidi
la primitiva luce
e svanirà quando il buio
mi avvolgerà per sempre.
REGALAMI IL TUO SORRISO…
Ho sentito scorrere in me
il tuo fluido celeste;
hai cancellato il buio
che fatalmente avanzava
nella mia disorientata dimora
Vorrei ancora percepire
il tuo intenso tocco…
anche se fatalmente fuggevole.
Il tempo ha capovolto
tutto il mio sentire
e i dubbi che avevo
si sono ormai dissolti.
Accosta la tua guancia
alle mie soavi labbra,
desidero assaporare
la tua odorosa pelle.
Regalami il tuo sorriso
sì che scuota l’anima mia!
Ed io rivivrò quell’amore…
intensamente inseguito ed anelato.
MI ACCOSTO ALLE TUE RIVE…
(dedicata al mio amato lago di Garda)
Non era ancora l’alba
quando mi presentai al mondo,
tu, mite e temprato Garda,
mi accogliesti con amore.
Cominciò così:
lenta e silente la passione
e l’attaccamento a te.
Seguisti ogni mio mutamento
come affettuoso padre.
Asciugasti ogni mia lacrima
col tuo potere consolatore:
ora vengo a porgerti un saluto
denso e colmo di emozione.
Mi accosto alle tue rive,
assaporo ogni tua fragranza
e in questo incantesimo… io m’innalzo!
Rifletti i miei contorni,
ma sono solo una parte di me
che in te gioiscono di vita vera
Non ti vorrei lasciare mai,
mi avvinci, mi lusinghi
con indicibile dolcezza.
Splendide sono le tue carezze…
le tue quiete e ammalianti acque!
Sono qui, e mi perdo ancora
nell’invitante tua bellezza;
mi sciolgo in atmosfera
per rimaner con te
fino alla tarda sera.
L’OMBRA
Mi segue…
Mi sorpassa…
Mi affianca…
e…si nasconde.
E’ quasi sempre appresso,
certe volte non la vedo,
mi segue e a volte… mi precede.
Il suo silenzio è opprimente
però anche rasserenante;
le parlo… tanto so che ascolta e tace.
Quando si spinge oltre i limiti
sembra voglia abbandonarmi,
ma è consolante sapere
che mai mi lascerà. .
Ogni mio gesto, ogni passo
imperterrita segue,
mi affianca, mi aggira:
è noiosamente evanescente.
Troppo spesso
è la mia sola compagnia.
C’era già quando vidi
la primitiva luce
e svanirà quando il buio
mi avvolgerà per sempre.
QUESTO AMORE...
Questo amore disperato
che non dà nulla per scontato,
che ti spoglia e ti riveste
e che arriva inaspettato.
Amore che tutto dà,
amore che tutto toglie…
annulla e mai consola,
affascina e distrugge.
Questo deluso amore,
così crudelmente mortificato
eppure inseguito, anelato
sognato, vissuto o idealizzato.
Non viene mai afferrato…
Sfugge di mano
come paglia che nel vento brucia.
Quel che rimane
resteranno dolci sogni
o insopportabili amarezze…
o incolmabili rimpianti.
Amore che tutto dà e tutto toglie!
A MIA MADRE
Chiome morbidamente brune
adornano un bel viso di Madonna;
occhi color d’anemoni e briosi
mi guardano, e sanno parlar d’amore.
Amore per noi figli generati,
quattro novelle vite
che tu ventenne o poco più, con gioia
in luce entusiasmasti.
Orfana da bimba…
Fin dalla nascita estrema povertà
tu conoscesti, e fame allor provasti.
Soccorso allor ti venne a nove anni:
il duro tuo lavoro, ed era…
l’amaro tuo sollievo della vita.
Gravoso fu così il tuo cammino
di lacrime non privo e di sudori:
fatiche e privazioni
con dignità vissute…
Eri coraggio ma pure… anche energia!
Volle il destino poi
che in Roma tu incontrassi
l’uomo della tua vita
e che accompagna ancora
il sano tuo cammino
da oltre cinquant’anni.
Le tue onerose prove
ti hanno crollato il cuore,
ma la tua grande forza,
la voglia tua di vivere
vinto hanno così
il lungo Sonno eterno.
Ora sorridi e giochi
con la mia amata figlia
anche se il tuo stanco viso
a volte si rattrista.
E’ sofferenza
di Madre assai provata…
che vive i giorni suoi
dentro nel cuore e nell’anima
dei suoi diletti figli.
UN UOMO RISPETTABILE
Grida!
Grida con rabbia!
Grida al tuo carnefice!
Grida all'uomo che ti ha offesa...
Ha usato le laide sue mani
sul tuo indifeso corpo;
ti ha colto di sorpresa
prendendoti alle spalle.
Ti ha bloccato il braccio destro
togliendoti ogni difesa.
Sì! Gridalo al mondo
che tu sei l'innocente!
Che usava pur le sue lusinghe
con moglie compiacente!
Il male che ti ha fatto
non potrà mai essere redento,
poichè il tuo grido soffocato
fu percepito da nessuno.
E la sua degna sposa
per nascondere ogni infamia,
con fare distaccato
emise una sentenza:
"Gettatela nel fuoco!"
Ora... ti porti colpa
che certo non è tua,
mentre lui cammina in luce
con l'infamia il cui sole
ignobilmente ricolora.
VORREI NON FOSSE...
Nel mio scorrere dei giorni
un'ombra aleggia
lieve ed amabile
ed accarezza, e vigila l'Essere mio.
Vorrei non fosse più impalpabile,
ma realtà vera ch'io l'avverta,
realtà affinchè mi sia tormento
poichè io possa alfin donarle
il dolcissimo e flebile mio bacio.
Percepisco il suo fresco
e ineguagliabile profumo...
ed è per me fragranza
che i tempi miei, allieta e rinnovella.
Ed io la sento...
come l'abbraccio
dell'armoniosa natura,
come la pioggia tiepida d'estate
quando mi scorre
centimetro per centimetro
sulla mia pelle sensitiva e nuda;
come l'attesa amabile carezza
che sempre ho invano
sognato ed anelato.
Sì sei Tu,
Tu... che giammai mi hai dimenticato.
VORREI PIANGERE
Nel momento in cui
ti hanno iniettato
il veleno nelle vene,
hai perso la tua essenza
giocosa, pazzerella e vitale.
Gli anni passano
ma l' uomo che eri
ormai non esiste più;
sei solo l' ombra
di un essere senza volto.
Ti hanno annientato,
ti hanno rubato l' anima
ti hanno distrutto la vita
come ad un fiore
quando viene falciato.
Non basta che il mio cuore
gridi nella sofferenza,
non basta che mi ribella
a quest' ingiusto destino,
non basta che io ti guardi
leggendo nelle tue iridi
la sola tua disperazione.
Vorrei piangere
ma anche le lacrime
sono serrate in una prigione,
e questo mio vagare
in cerca della tua luce
non serve a ridarmi
quella serenità
che tanto vorrei per entrambi.
NON CI SARA' UN RITORNO
L’aereo è partito e con lui,
anche le ultime speranze.
Le lacrime scendono copiose
sentendo nel cuore
la fine di un periodo
carico di dense emozioni.
Il filo invisibile che era rimasto
si è spezzato
lasciando un senso di abbandono.
Te ne sei andato
come un uccello migratore
alla ricerca di luoghi
caldi ed assolati.
Non ci sarà un ritorno
poiché ormai i tuoi sogni
rimarranno nella terra dei Mapuche
ove ammalianti carezze marine
cattureranno il tuo volitivo cuore.
NO... NON PARLARE!
Vieni…
siediti accanto a me.
Ascolta…
Ascolta il battito d’ali di colomba
il lieve fremito che lambisce l’onda.
Guarda…
guarda il luccichio di questo cielo
e la profondità lunare
di questo piccolo e caldo
cuore vitale.
No... non parlare!
lascia che sia il silenzio
a dar Vita alla tua Luce,
mi tufferò negli occhi tuoi
e troverò…
l’intensità d’amare.
UNA SPESSA COLTRE...
Una spessa coltre di bruma
immerge l’idea mia
in dimenticanza.
Persa è ormai la stagione
dell’ineluttabile speranza
quando lo sbocciare di gelsomino
invogliava all’enfasi del canto.
Ora, caduchi petali
si essiccano allo sfiorar del pianto
e rigagnoli d’acqua putrida
hanno infestato il campo…
La bruma ha così nascosto
il tristo paesaggio.
BRUM…
Brum! Brum! Brum!
E via…
Attraversando e tagliando
la parete del vento
e i capelli che ondeggiano
inseguendo la scia dell’immenso.
Paesaggi che scorrono
come scene di un film;
immagini…
che imprimono forti emozioni
accompagnando
in trascorrere del tempo.
Indicibile sensazione
che irradia piacere
nello spirito e nel corpo
in continua evoluzione
agli stimoli del vivere.
SVEGLIAMI...
Svegliami da questo torpore
che annulla la mente
e mi oscura la ragione!…
Aprimi la porta della luce
affinché possa varcarla,
e trovare le pianure
con le messi mature.
Questo mio vagabondare
ha bisogno di una guida
forte e sicura.
Affidare desidero
questa mia vita
alle Tue amorevoli cure
affinché io possa trovare
la tanto mia desiata stabilità.
DUNE SALMASTRE...
Dune salmastre
Affiorano nella baia;
Notte di luna piena e,
Invitante è il richiamo al lido;
Evanescenti forme
Lontano se ne vanno
Lasciando nell’atmosfera
Aria di fresco incanto.
Palme che frusciano
Al lieve baciar di vento
Scandendo un ciclo lento,
Quanta improvvisa quiete e
Un’infinita pace
Assorbe il mio volere…
Mi adagio sull’umida sabbia;
Ascolto l’ode marina,
Raccolgo una manciata di linfa
Intonando un cantico d’amore,
Assaporo il dolce ricordo tuo…
CERCAMI FRA LE RIGHE…
Cercami fra le righe
di un romantico libro
e fra le chiome,
di rigogliosi larici montani.
Cercami lassù, nel cielo,
fra le candide e soffici nuvole;
nell’aromatico caffè,
mentre lo stai sorseggiando.
Cercami la notte,
fra le fresche lenzuola
e nei tuoi sonni più sereni.
Cercami nei tratti
che stai tracciando con la penna
e nel vestito che ogni giorno indossi.
Cercami nel profondo del tuo cuore,
fra le pieghe delle tue operose mani
e negli occhi della tua amata figlia.
Cercami, poiché
non sono altro che… una parte di te.
NON E' PIU' VIVERE...
Amare e soffrire
e non poter
far nulla per chiarire.
Un tracciato hai inciso
che non posso oltrepassare
e disperazione annulla
la pace che vorrei con te.
So che malattia,
sofferenza ti ha portato
vivo con te questa angoscia tua
Vorrei poterti regalare
quello che, ormai ti è stato tolto,
il dono più grande
che un uomo possa avere
di corpo, di anima… e salute.
Da quell’infausto giorno
più non vi è serenità;
in gelido parlare il medico
in anonimo ripostiglio
disse: “linfoma di Hodgin”.
Non è più vivere!
Se scruto gli occhi tuoi, io vedo il buio,
mentre l’essere mio si ribella
lottando per riportarti luce
in quello sguardo disorientato e triste;
solo scampoli di gioia e brevi…
rubati al tempo di un arco stagionale.
Non lasciare che il male vinca!
Con me ti voglio
ogni giorno che Dio ci ha dato.
Sarò la roccia tua
a cui potrai poggiarti
nessuno e nulla oserà sfiorarti.
NUOVO NASCENTE SOLE
Vigile e ognora attento è sempre
il mio vivo sentimento.
Rintocchi di campane a festa
fanno rimembrare lieta la promessa.
E tu che lieto arrivi
porgi i tuoi caldi abbracci
sui sensibili e visibili declivi.
Rifugio da correnti insane
che potrebbero arrecare
malattie sconosciute, ma umane.
Nelle lunghe nostre attese
sciolgo le mie castanee chiome
sulle tue accoglienti spalle
avvolgendole fluenti
come setoso ed armonioso scialle
Nuovo nascente sole attendo…
Realtà e non più fatui sogni
accompagnerà l’avvento
di attesi insaziabili bisogni.
SARAI CUSTODE...
Vieni...
abbatti con la tua audace spada
gli oppressori della mia pace;
distruggi la soffocante mia prigione,
prendimi fra le braccia
e portami con te
sul candido tuo destriero.
Cavalcheremo insieme
immense praterie,
oltrepasseremo i valichi montuosi,
mi condurrai nel quieto tuo castello
dove proteggerai
la mia fragile e ingenua natura.
Sarai custode
dei pianti miei improvvisi
e degli eterni smarrimenti,
innalzerai: ”la forza dell’Amore”,
e nessuno oserà insidiare
l’inespugnabile tuo maniero.
Porrò sulle tue sicure mani
la mia limpida Essenza,
offrendoti con libertà assoluta
la coppa del mio sublime amore.
Il mio “Tempo”,
apparterrà al tuo “Tempo!”.
ALESSANDRA
Avvolta in una nuvola di sogni
liberi la tua tenera innocenza
e, alba nascente
sfoggia i suoi mirabili colori;
segui come favola la vita
appassionata in libero pensiero,
nascondendo nell’animo tuo
delizie d’ineluttabile bellezza…
rosate son le tue graziose gote
al sommo melodiar dell’usignolo.
DORMIRAI SERENO
Dormirai sereno fra le mie calde braccia
ascoltando il lento battito del cuore,
non turberò il tuo soave sonno
inciderò con il mio pensiero
estatici momenti nei tuoi sogni;
lume di candela solitaria
libererà essenza profumata e,
assaporerò ogni attimo di te.
Porrò la mano mia sul tuo capo amato
accarezzando dolcemente i tuoi capelli,
sfiorerò le tue invitanti labbra…
questo tocco lieve ti desterà,
udrai in lontananza il cantar di cuculo
allora… nostalgica lacrima affiorerà.
NINA...
Nina…
Nata in incantevole paesello
volavi felice e gioiosa
su molli prati
fra l’erba costellata
da nivee, gentili margherite.
Ancora fanciulla
percepisti amarezza:
il tuo distacco da paterna casa
e l’operare in attività gravosa.
Ma quel mondo che ti era ignoto
ti ha ferita ed umiliata
con interminabili abiezioni.
Incontrasti poi l’amore
e con esso tu trovasti
l’equilibrio e l’armonia.
In te vi era bontà innata
un sorriso ingenuo e candido;
ma il destino non ti era amico
e crollasti in un incubo nemico
Ora Nina… più non è!
No! Non c’è più…
Nel silenzio se ne è andata,
ma perenne aleggerà
nel gran cielo in firmamento
la sua grazia fatta gioia…
gioia sciolta come il vento.
E DENTRO ME GIOISCO…
La volta celeste
mi ha abbracciato la mente
e penso sovente
al tuo viso gaudente;
al canto soave di cigno
che il male ha racchiuso
in un vecchio ed ermetico scrigno.
E mi soccorre il pensiero
al mare in tempesta
che ha messo a tacere
malefici spiriti in cerca di festa.
Ombre su tenera erba
spazzate da tiepido vento
hanno lasciato nel cosmo
un limpido radioso mutamento.
Giorni di inattesa gloria
che hanno regalato
una impareggiabile vittoria.
E dentro me gioisco…
Gioisco alle luci dell’aurora
che sconfiggendo i mali
della notturna ora,
ha fatto rifiorire
purpureo l’ibisco,
fresco… e gagliardo ancora.
UNA PREZIOSA CONCHIGLIA...
Vieni!
Ascolta il mio dire.
Lascia che io mi sieda
sulle tue amate cosce
e con incantevole movenza
ti ponga fra le mani
il mio insolito ed esclusivo bene.
E’ una preziosa conchiglia
proveniente dagli abissi
di un oceano lontano;
accostala all’orecchio
e odi la storia di un’avventurosa vita,
dove l’intento primario
era la ricerca assidua
di un centro sublimante
di vero e appagante amore.
Hai colto questo mio richiamo
ponendo il tuo cuore sul mio cuore?...
fondendo il tuo spirito
al mio aleggiante spirito?
Ora, desidero dirti:
“raccogliamo il nostro Essere
e poniamolo
in questa esotica conchiglia
dove noi custodirà perennemente
nei millenni a venire.
Ritorniamo laggiù…
negli abissi di quel lontano oceano.
L’EREMO DEL SANTO VALENTINO…
Qui all’Eremo di Pace
dove leggenda vuole
pose i Suoi sacri piedi
degli innamorati, il Santo.
In luogo a pochi noto
su nuda pietra - a conca - è impressa
l’impronta del Santo suo ginocchio.
Si giunge da ripido sentiero
all’ombra di cangiante
e rigogliosa flora;
strapiombi e indimenticabili scenari
dominano qui, l’immensità del glauco mio lago.
Un antico e cigolante portone
apre la via al… paradiso,
e varcato lo stridente uscio,
lasci alle spalle quest’epoca di morte.
Una nuova atmosfera
si apre dinnanzi a te:
una beata solitudine di pace e verità,
e… dove cipressi e lecci coronano la roccia,
un’ampia e riparata nicchia
racchiude Sua bianca e candida Chiesetta.
Di fronte…
la maestosità del Baldo monte,
le lontane pianure, le acque e le sponde
del dolce mio Benaco
fanno da cornice eccelsa
al magico segreto qui creato.
Al tramontar del sole
ogni anima è rapita,
e gli ultimi lontani brusii
del tranquillo, tipico
bel borgo di Gargnano,
con sue fiorenti limonaie,
recinto d’aranci ed oleandri,
si spengono nel suo piccolo
e ovattato porticciolo,
baciato dai colori
dell’iridato serale arcobaleno.
Ora tutto è silenzio…
Le ombre della notte
accolgono nel caldo abbraccio
le anime serene
in quest’Eremo di Pace
GUERRE UMANE
Guerre umane che imperversano
in ogni ceto sociale e familiare.
Parole e atteggiamenti
che feriscono
come raffiche di pallottole.
Anni persi per inutili orgogli
e rivalse opprimenti ed egoistiche.
Sentimenti benigni esiliati
nel più profondo del cuore.
Rancori…
vendette che avvelenano la pace
e la serenità collettiva
creando immense voragini d’odio
impossibili da risanare.
Convivenze apparentemente felici
dove aleggia un divario esistenziale.
Un Essere…
deve sempre subire i conflitti altrui;
il più debole e fragile
per non creare aggravamenti,
si adatta e sopporta in silenzio
rifugiandosi nel muto dolore
Guerre umane che sviliscono
ed avvelenano la percezione
dell’universale amore.
LE CIME MAGICHE DEL CASTELLACCIO
E'lo slancio del desiderio
che porta all’amato
e aspirato suo proponimento.
Cammino intenso, impegnativo
nel raggiungere l’ obiettivo;
l’animo è gioioso
per gli straordinari stimoli visivi.
Il sentiero della “Grande Guerra…”
galleria d'osservazioni,
insediamenti bellici, grotte, trincee
e tante altre testimonianze ancora
di quei lontani e tragici anni.
Policrome corolle
adornano rossastre rocce,
mentre sui crinali
e nelle piccole anse
i rododendri esplodono
con risalto il loro splendore.
Le dentellate cime
del magico Castellaccio mio
creano forme contrastanti e mirabili:
paesaggio lunare?...
Alla mia destra
nei recessi sinuosi più alti
dominanti la Valle Narcanello
s’erge solenne il ghiacciaio Pisgana
coronato dalle altissime vette:
Venezia, Veneracolo,
Frati, Calotta e Salimmo…
Alla mia sinistra spazia lo sguardo
al Passo del Tonale
e, alle lontane vette
del Parco dello Stelvio.
Le nubi si burlano del sole
e una coltre di nebbia
sospinta da lieve tramontana
ricopre in parte le fiancate
dei gruppi montuosi,
creando uno strano
ma affascinate, paradisiaco effetto.
Lo sguardo stupisce
in si grande bellezza
e tutto è incantesimo…
persino il silenzio!
rotto solo dal lontano mormorio
dei neonati ruscelli,
e dai fischi di vigili marmotte.
La regalità del volo d’aquila
mi carpisce l’attenzione…
ma è solo un’attimo, ed è già lontana!
Camosci che sfuggono veloci
al tentativo d'immortalare immagine.
Rapida è la discesa
e dove vegetazione è florida,
cervi tranquilli escono
all’approssimarsi della sera
nascondendosi nelle ripide
e fiancate scoscese.
Sento in me l'immensità
e la mistica voce della montagna;
percezione unica e indefinibile;
balsamo benefico all’animo mio.
Forte e chiaro è il suo richiamo
ed è impossibile per me
non compiacerlo.
FUGGE VIA IL PENSIERO...
Note che scorrono via
insieme al tuo amore.
Il tuo viso, il tuo ottimismo
persi per sempre
nel tumultuoso del vissuto.
Nostalgia e sconforto
abbracciano l’essere mio.
Ma la mia entità
ancora ti ama,
come si può amare
l’unicità dell’universo.
Tutto vibra…
quell’oasi, mirabile e agognata
è stata sopraffatta
da una tormenta di sabbia.
Fugge via il pensiero
al tuo soave canto,
alle adorabili tue espressioni,
ai tuoi gesti d’incanto.
GUERRE UMANE
Guerre umane che imperversano
in ogni ceto sociale e familiare.
Parole e atteggiamenti
che feriscono
come raffiche di pallottole.
Anni persi per inutili orgogli
e rivalse opprimenti ed egoistiche.
Sentimenti benigni esiliati
nel più profondo del cuore.
Rancori…
vendette che avvelenano la pace
e la serenità collettiva
creando immense voragini d’odio
impossibili da risanare.
Convivenze apparentemente felici
dove aleggia un divario esistenziale.
Un Essere…
deve sempre subire i conflitti altrui;
il più debole e fragile
per non creare aggravamenti,
si adatta e sopporta in silenzio
rifugiandosi nel muto dolore
Guerre umane che sviliscono
ed avvelenano la percezione
dell’universale amore.
LA NOTTE SARA’…
Le nubi hanno addensato
l’ormai oscurato cielo
ma un Tepore lontano
riscalda i petali del mio cuore.
La notte sarà
un confortevole giaciglio
che asseconderà nel placido riposo
gli spiriti uniti di due corpi lontani.
Lucciole festose adorneranno
l’ inestimabile coppa dell’unione
donando l’ immortalità
a questo regale ed unico amore.
POLIEDRICHE GOCCE
(essere poeti)
Onde che infrangono
gli scogli della ragione
lasciando densa linfa benefica.
Squarci ove il sole si insinua
facendo fluire e sgorgare
cascate di mille colori
e come d’incanto
nasce melodia
a dilettar le moltitudini.
Poliedriche gocce
di ineffabili pensieri
che dissetano e impreziosiscono
menti assetate
di appagamento ed estasi.
Perle preziose ed immortali
che allieteranno
le future generazioni.
Estro per colorare
il creato di lieti turbamenti.
SEI ENTRATO NEL MIO SANGUE
Mi piace ogni cosa di te.
In te è soavità, poesia
grazia e amabilità.
Il tuo sguardo
bello e melanconico
carpisce i sensi miei.
Le tue labbra:
magiche corolle di fiordaliso
fanno ogni mia cellula vibrare
E’ bello guardarti
nel tuo silenzio,
ma quando parli e sorridi…
percepisco il tuo immenso
Il mio cuore dice:
“stringiamoci intensamente
poiché il nostro domani
è racchiuso
in brevi attimi di sogno:
quanto mi sei entrato nel sangue!
SOGNI E DESIDERI PERSI NEL TEMPO
Sogni imperscrutabili
coperti da profonda
e spessa coltre di nebbia.
Vagano perdendosi
al rintoccare delle ore.
Meta insicura…
Voglie inespresse
che divorano l’ intelletto
frenando slanci liberatori.
Rimpianti di piccole gioie
che avrebbero cambiato
il corso del mio cammino.
Passioni che incalzano
cercando compimento
in attimi rubati all’ ora del giorno
Sogni e desideri
che si perdono nel tempo,
lasciando briciole…
che raccolgo con gioia.
AMABILI SENSI
Osservo la tua beltà,
gli occhi tuoi commossi
e velati da lieve pianto di gioia.
Odo i tuoi affabili
consigli, i tuoi rimbrotti
ma anche le tue frasi d'amore.
Sento il tuo profumo
che avvolge il mio corpo
come nuvola settembrina.
Il tuo bacio al sapore
di mandorla appena sgusciata
mi accende il pensiero.
La morbidezza
della tua pelle vellutata
che alla mia carezza freme
di intenso piacere.
Intuisco il tuo amore.
So che mi cullerai dolcemente
fino al giorno a noi concesso
IL TUO SORRISO GAIO
( In ricordo particolare "ad memoriam"
alla mia cara amica Clelia)
Il tuo sorriso fresco e genuino
di giubilante e briosa bimba
che ogni cuore incantava;
quegli occhi velatamente tristi
nascondevano
un calvario penoso
che io non conoscevo.
Ti ho sentita amareggiata e perduta
ed ho cercato di rincuorarti,
ma non potevo sapere
amica mia carissima
che giorno per giorno,
piano piano, ti spegnevi.
Nulla ho percepito.
nulla hai lasciato trapelare.
Nel mio cuore resta un grande dolore!
Il non esserti stata accanto
nel tempo dell' angoscia
e del patimento.
Ti ho vista in quella bara.
No!... Non eri tu!
Tu sei Lassù.
fra verdeggianti prati
e lussureggianti monti,
nella confortevole tua casetta
incorniciata da leggiadre
e profumate rose.
China ti vedo a raccogliere i frutti
del tuo curato e amato orticello.
Nella mia mente sempre sarà
il tuo gioioso e radioso sorriso.
Animo gentile, generoso e puro
che mai io scorderò.
LE TENDE DELL' IGNOTO.
Voce lontana
che invoca il mio nome
sfidando la barriera della realtà.
Si avvicina latente e innocua
ma. inquietante!
La razionalità si ribella
non comprende
e un forte batticuore
fa vacillare il corpo mio, poi.
meditazione e riflessione.
Nasce un flebile compromesso
che invoglia ad ascoltare, ma.
oramai è tardi.
Le tende dell'ignoto
sono calate definitivamente
lasciando in sospeso
domande che non avranno
giammai risposta.