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SITO DI D.PASQUA

LE POESIE DI DANIELLA PASQUA


L'OMBRA

Mi segue… 
Mi sorpassa… 
Mi affianca… 
e…si nasconde. 

E’ quasi sempre appresso, 
certe volte non la vedo, 
mi segue e a volte… mi precede. 

Il suo silenzio è opprimente 
però anche rasserenante; 
le parlo… tanto so che ascolta e tace. 

Quando si spinge oltre i limiti 
sembra voglia abbandonarmi, 
ma è consolante sapere 
che mai mi lascerà. . 

Ogni mio gesto, ogni passo 
imperterrita segue, 
mi affianca, mi aggira: 
è noiosamente evanescente. 

Troppo spesso 
è la mia sola compagnia. 

C’era già quando vidi 
la primitiva luce 
e svanirà quando il buio 
mi avvolgerà per sempre. 





REGALAMI IL TUO SORRISO… 

Ho sentito scorrere in me 
il tuo fluido celeste; 
hai cancellato il buio 
che fatalmente avanzava 
nella mia disorientata dimora 

Vorrei ancora percepire 
il tuo intenso tocco… 
anche se fatalmente fuggevole. 

Il tempo ha capovolto 
tutto il mio sentire 
e i dubbi che avevo 
si sono ormai dissolti. 

Accosta la tua guancia 
alle mie soavi labbra, 
desidero assaporare 
la tua odorosa pelle. 

Regalami il tuo sorriso 
sì che scuota l’anima mia! 
Ed io rivivrò quell’amore… 
intensamente inseguito ed anelato. 





MI ACCOSTO ALLE TUE RIVE… 
(dedicata al mio amato lago di Garda) 


Non era ancora l’alba 
quando mi presentai al mondo, 
tu, mite e temprato Garda, 
mi accogliesti con amore. 

Cominciò così: 
lenta e silente la passione 
e l’attaccamento a te. 

Seguisti ogni mio mutamento 
come affettuoso padre. 

Asciugasti ogni mia lacrima 
col tuo potere consolatore: 
ora vengo a porgerti un saluto 
denso e colmo di emozione. 

Mi accosto alle tue rive, 
assaporo ogni tua fragranza 
e in questo incantesimo… io m’innalzo! 
Rifletti i miei contorni, 
ma sono solo una parte di me 
che in te gioiscono di vita vera 

Non ti vorrei lasciare mai, 
mi avvinci, mi lusinghi 
con indicibile dolcezza. 

Splendide sono le tue carezze… 
le tue quiete e ammalianti acque! 

Sono qui, e mi perdo ancora 
nell’invitante tua bellezza; 
mi sciolgo in atmosfera 
per rimaner con te 
fino alla tarda sera. 






L’OMBRA 

Mi segue… 
Mi sorpassa… 
Mi affianca… 
e…si nasconde. 

E’ quasi sempre appresso, 
certe volte non la vedo, 
mi segue e a volte… mi precede. 

Il suo silenzio è opprimente 
però anche rasserenante; 
le parlo… tanto so che ascolta e tace. 

Quando si spinge oltre i limiti 
sembra voglia abbandonarmi, 
ma è consolante sapere 
che mai mi lascerà. . 

Ogni mio gesto, ogni passo 
imperterrita segue, 
mi affianca, mi aggira: 
è noiosamente evanescente. 

Troppo spesso 
è la mia sola compagnia. 

C’era già quando vidi 
la primitiva luce 
e svanirà quando il buio 
mi avvolgerà per sempre. 






QUESTO AMORE... 

Questo amore disperato 
che non dà nulla per scontato, 
che ti spoglia e ti riveste 
e che arriva inaspettato. 

Amore che tutto dà, 
amore che tutto toglie… 
annulla e mai consola, 
affascina e distrugge. 

Questo deluso amore, 
così crudelmente mortificato 
eppure inseguito, anelato 
sognato, vissuto o idealizzato. 

Non viene mai afferrato… 
Sfugge di mano 
come paglia che nel vento brucia. 

Quel che rimane 
resteranno dolci sogni 
o insopportabili amarezze… 
o incolmabili rimpianti. 

Amore che tutto dà e tutto toglie! 






A MIA MADRE

Chiome morbidamente brune 
adornano un bel viso di Madonna;
occhi color d’anemoni e briosi
mi guardano, e sanno parlar d’amore.

Amore per noi figli generati,
quattro novelle vite
che tu ventenne o poco più, con gioia
in luce entusiasmasti.

Orfana da bimba… 
Fin dalla nascita estrema povertà 
tu conoscesti, e fame allor provasti.
Soccorso allor ti venne a nove anni:
il duro tuo lavoro, ed era…
l’amaro tuo sollievo della vita.

Gravoso fu così il tuo cammino
di lacrime non privo e di sudori:
fatiche e privazioni
con dignità vissute…
Eri coraggio ma pure… anche energia!

Volle il destino poi
che in Roma tu incontrassi
l’uomo della tua vita 
e che accompagna ancora
il sano tuo cammino
da oltre cinquant’anni.

Le tue onerose prove
ti hanno crollato il cuore,
ma la tua grande forza,
la voglia tua di vivere 
vinto hanno così
il lungo Sonno eterno.

Ora sorridi e giochi 
con la mia amata figlia
anche se il tuo stanco viso
a volte si rattrista.

E’ sofferenza
di Madre assai provata…
che vive i giorni suoi
dentro nel cuore e nell’anima
dei suoi diletti figli.






UN UOMO RISPETTABILE

Grida!
Grida con rabbia!
Grida al tuo carnefice!
Grida all'uomo che ti ha offesa...

Ha usato le laide sue mani
sul tuo indifeso corpo;
ti ha colto di sorpresa
prendendoti alle spalle.
Ti ha bloccato il braccio destro
togliendoti ogni difesa.

Sì! Gridalo al mondo
che tu sei l'innocente!
Che usava pur le sue lusinghe
con moglie compiacente!

Il male che ti ha fatto
non potrà mai essere redento,
poichè il tuo grido soffocato
fu percepito da nessuno.


E la sua degna sposa
per nascondere ogni infamia,
con fare distaccato
emise una sentenza:
"Gettatela nel fuoco!"

Ora... ti porti colpa
che certo non è tua,
mentre lui cammina in luce
con l'infamia il cui sole
ignobilmente ricolora.



VORREI NON FOSSE...

Nel mio scorrere dei giorni
un'ombra aleggia
lieve ed amabile
ed accarezza, e vigila l'Essere mio.

Vorrei non fosse più impalpabile,
ma realtà  vera ch'io l'avverta,
realtà  affinchè mi sia tormento
poichè io possa alfin donarle
il dolcissimo e flebile mio bacio.

Percepisco il suo fresco
e ineguagliabile profumo...
ed è per me fragranza
che i tempi miei, allieta e rinnovella.

Ed io la sento...
come l'abbraccio
dell'armoniosa natura,
come la pioggia tiepida d'estate
quando mi scorre
centimetro per centimetro
sulla mia pelle sensitiva e nuda;
come l'attesa amabile carezza
che sempre ho invano
sognato ed anelato.

Sì sei Tu,
Tu... che giammai mi hai dimenticato.



VORREI PIANGERE

Nel momento in cui 
 ti hanno iniettato 
 il veleno nelle vene, 
 hai perso la tua essenza 
 giocosa, pazzerella e vitale. 
 
 Gli anni passano 
 ma l' uomo che eri 
  ormai non esiste più; 
 sei solo l' ombra 
 di un essere senza volto. 

 Ti hanno annientato, 
 ti hanno rubato l' anima 
 ti hanno distrutto la vita 
 come ad un fiore 
 quando viene falciato. 
 
 Non basta che il mio cuore 
 gridi nella sofferenza, 
 non basta che mi ribella 
 a quest' ingiusto destino, 
 non basta che io ti guardi 
 leggendo nelle tue iridi 
 la sola tua disperazione. 
 
 Vorrei piangere 
 ma anche le lacrime 
 sono serrate in una prigione, 
 e questo mio vagare 
in cerca della tua luce 
non serve a ridarmi
 quella serenità 
 che tanto vorrei per entrambi. 




NON CI SARA' UN RITORNO


L’aereo è partito e con lui, 
anche le ultime speranze. 

Le lacrime scendono copiose 
sentendo nel cuore 
la fine di un periodo 
carico di dense emozioni. 

Il filo invisibile che era rimasto 
si è spezzato 
lasciando un senso di abbandono. 

Te ne sei andato 
come un uccello migratore 
alla ricerca di luoghi 
caldi ed assolati. 

Non ci sarà un ritorno 
poiché ormai i tuoi sogni 
rimarranno nella terra dei Mapuche 
ove ammalianti carezze marine 
cattureranno il tuo volitivo cuore. 




NO... NON PARLARE!

Vieni… 
siediti accanto a me. 

Ascolta… 
Ascolta il battito d’ali di colomba 
il lieve fremito che lambisce l’onda. 

Guarda… 
guarda il luccichio di questo cielo 
e la profondità lunare 
di questo piccolo e caldo 
cuore vitale. 

No... non parlare! 
lascia che sia il silenzio 
a dar Vita alla tua Luce, 
mi tufferò negli occhi tuoi 
e troverò… 
l’intensità d’amare. 





UNA SPESSA COLTRE...

Una spessa coltre di bruma 
immerge l’idea mia 
in dimenticanza. 

Persa è ormai la stagione 
dell’ineluttabile speranza 
quando lo sbocciare di gelsomino 
invogliava all’enfasi del canto. 

Ora, caduchi petali 
si essiccano allo sfiorar del pianto 
e rigagnoli d’acqua putrida 
hanno infestato il campo… 

La bruma ha così nascosto 
il tristo paesaggio. 




BRUM… 

Brum! Brum! Brum! 
E via… 
Attraversando e tagliando 
la parete del vento 
e i capelli che ondeggiano 
inseguendo la scia dell’immenso. 

Paesaggi che scorrono 
come scene di un film; 
immagini… 
che imprimono forti emozioni 
accompagnando 
in trascorrere del tempo. 

Indicibile sensazione 
che irradia piacere 
nello spirito e nel corpo 
in continua evoluzione 
agli stimoli del vivere. 




SVEGLIAMI...

Svegliami da questo torpore 
che annulla la mente 
e mi oscura la ragione!… 

Aprimi la porta della luce 
affinché possa varcarla, 
e trovare le pianure 
con le messi mature. 

Questo mio vagabondare 
ha bisogno di una guida 
forte e sicura. 

Affidare desidero 
questa mia vita 
alle Tue amorevoli cure 
affinché io possa trovare 
la tanto mia desiata stabilità. 



DUNE SALMASTRE...

Dune salmastre 
Affiorano nella baia; 
Notte di luna piena e, 
Invitante è il richiamo al lido; 
Evanescenti forme 
Lontano se ne vanno 
Lasciando nell’atmosfera 
Aria di fresco incanto. 

Palme che frusciano 
Al lieve baciar di vento 
Scandendo un ciclo lento, 
Quanta improvvisa quiete e 
Un’infinita pace 
Assorbe il mio volere… 

Mi adagio sull’umida sabbia; 
Ascolto l’ode marina, 
Raccolgo una manciata di linfa 
Intonando un cantico d’amore, 
Assaporo il dolce ricordo tuo… 



CERCAMI FRA LE RIGHE…

Cercami fra le righe 
di un romantico libro 
e fra le chiome, 
di rigogliosi larici montani. 

Cercami lassù, nel cielo, 
fra le candide e soffici nuvole; 
nell’aromatico caffè, 
mentre lo stai sorseggiando. 

Cercami la notte, 
fra le fresche lenzuola 
e nei tuoi sonni più sereni. 

Cercami nei tratti 
che stai tracciando con la penna 
e nel vestito che ogni giorno indossi. 

Cercami nel profondo del tuo cuore, 
fra le pieghe delle tue operose mani 
e negli occhi della tua amata figlia. 

Cercami, poiché 
non sono altro che… una parte di te. 




NON E' PIU' VIVERE...

Amare e soffrire 
e non poter 
far nulla per chiarire. 

Un tracciato hai inciso 
che non posso oltrepassare 
e disperazione annulla 
la pace che vorrei con te. 

So che malattia, 
sofferenza ti ha portato 
vivo con te questa angoscia tua 

Vorrei poterti regalare 
quello che, ormai ti è stato tolto, 
il dono più grande 
che un uomo possa avere 
di corpo, di anima… e salute. 

Da quell’infausto giorno 
più non vi è serenità; 
in gelido parlare il medico 
in anonimo ripostiglio 
disse: “linfoma di Hodgin”. 

Non è più vivere! 
Se scruto gli occhi tuoi, io vedo il buio, 
mentre l’essere mio si ribella 
lottando per riportarti luce 
in quello sguardo disorientato e triste; 
solo scampoli di gioia e brevi… 
rubati al tempo di un arco stagionale. 

Non lasciare che il male vinca! 
Con me ti voglio 
ogni giorno che Dio ci ha dato. 

Sarò la roccia tua 
a cui potrai poggiarti 
nessuno e nulla oserà sfiorarti. 




NUOVO NASCENTE SOLE

Vigile e ognora attento è sempre 
il mio vivo sentimento. 

Rintocchi di campane a festa 
fanno rimembrare lieta la promessa. 

E tu che lieto arrivi 
porgi i tuoi caldi abbracci 
sui sensibili e visibili declivi. 

Rifugio da correnti insane 
che potrebbero arrecare 
malattie sconosciute, ma umane. 

Nelle lunghe nostre attese 
sciolgo le mie castanee chiome 
sulle tue accoglienti spalle 
avvolgendole fluenti 
come setoso ed armonioso scialle 

Nuovo nascente sole attendo… 
Realtà e non più fatui sogni 
accompagnerà l’avvento 
di attesi insaziabili bisogni. 



SARAI CUSTODE...

Vieni... 
abbatti con la tua audace spada 
gli oppressori della mia pace; 
distruggi la soffocante mia prigione, 
prendimi fra le braccia 
e portami con te 
sul candido tuo destriero. 

Cavalcheremo insieme 
immense praterie, 
oltrepasseremo i valichi montuosi, 
mi condurrai nel quieto tuo castello 
dove proteggerai 
la mia fragile e ingenua natura. 

Sarai custode 
dei pianti miei improvvisi 
e degli eterni smarrimenti, 
innalzerai: ”la forza dell’Amore”, 
e nessuno oserà insidiare 
l’inespugnabile tuo maniero. 

Porrò sulle tue sicure mani 
la mia limpida Essenza, 
offrendoti con libertà assoluta 
la coppa del mio sublime amore. 

Il mio “Tempo”, 
apparterrà al tuo “Tempo!”. 




ALESSANDRA 

Avvolta in una nuvola di sogni 
liberi la tua tenera innocenza 
e, alba nascente 
sfoggia i suoi mirabili colori; 
segui come favola la vita 
appassionata in libero pensiero, 
nascondendo nell’animo tuo 
delizie d’ineluttabile bellezza… 
rosate son le tue graziose gote 
al sommo melodiar dell’usignolo. 




DORMIRAI SERENO

Dormirai sereno fra le mie calde braccia 
ascoltando il lento battito del cuore, 
non turberò il tuo soave sonno 
inciderò con il mio pensiero 
estatici momenti nei tuoi sogni; 
lume di candela solitaria 
libererà essenza profumata e, 
assaporerò ogni attimo di te. 

Porrò la mano mia sul tuo capo amato 
accarezzando dolcemente i tuoi capelli, 
sfiorerò le tue invitanti labbra… 
questo tocco lieve ti desterà, 
udrai in lontananza il cantar di cuculo 
allora… nostalgica lacrima affiorerà. 






NINA...

Nina… 
Nata in incantevole paesello 
volavi felice e gioiosa 
su molli prati 
fra l’erba costellata 
da nivee, gentili margherite. 

Ancora fanciulla 
percepisti amarezza: 
il tuo distacco da paterna casa 
e l’operare in attività gravosa. 

Ma quel mondo che ti era ignoto 
ti ha ferita ed umiliata 
con interminabili abiezioni. 

Incontrasti poi l’amore 
e con esso tu trovasti 
l’equilibrio e l’armonia. 

In te vi era bontà innata 
un sorriso ingenuo e candido; 
ma il destino non ti era amico 
e crollasti in un incubo nemico 

Ora Nina… più non è! 

No! Non c’è più… 
Nel silenzio se ne è andata, 
ma perenne aleggerà 
nel gran cielo in firmamento 
la sua grazia fatta gioia… 
gioia sciolta come il vento. 







E DENTRO ME GIOISCO… 

La volta celeste 
mi ha abbracciato la mente 
e penso sovente 
al tuo viso gaudente; 
al canto soave di cigno 
che il male ha racchiuso 
in un vecchio ed ermetico scrigno. 

E mi soccorre il pensiero 
al mare in tempesta 
che ha messo a tacere 
malefici spiriti in cerca di festa. 

Ombre su tenera erba 
spazzate da tiepido vento 
hanno lasciato nel cosmo 
un limpido radioso mutamento. 

Giorni di inattesa gloria 
che hanno regalato 
una impareggiabile vittoria. 

E dentro me gioisco… 
Gioisco alle luci dell’aurora 
che sconfiggendo i mali 
della notturna ora, 
ha fatto rifiorire 
purpureo l’ibisco, 
fresco… e gagliardo ancora. 



UNA PREZIOSA CONCHIGLIA...

Vieni! 
Ascolta il mio dire. 

Lascia che io mi sieda 
sulle tue amate cosce 
e con incantevole movenza 
ti ponga fra le mani 
il mio insolito ed esclusivo bene. 

E’ una preziosa conchiglia 
proveniente dagli abissi 
di un oceano lontano; 
accostala all’orecchio 
e odi la storia di un’avventurosa vita, 
dove l’intento primario 
era la ricerca assidua 
di un centro sublimante 
di vero e appagante amore. 

Hai colto questo mio richiamo 
ponendo il tuo cuore sul mio cuore?... 
fondendo il tuo spirito 
al mio aleggiante spirito? 

Ora, desidero dirti: 
“raccogliamo il nostro Essere 
e poniamolo 
in questa esotica conchiglia 
dove noi custodirà perennemente 
nei millenni a venire. 

Ritorniamo laggiù… 
negli abissi di quel lontano oceano. 




L’EREMO DEL SANTO VALENTINO… 

Qui all’Eremo di Pace 
dove leggenda vuole 
pose i Suoi sacri piedi 
degli innamorati, il Santo. 
In luogo a pochi noto 
su nuda pietra - a conca - è impressa 
l’impronta del Santo suo ginocchio. 

Si giunge da ripido sentiero 
all’ombra di cangiante 
e rigogliosa flora; 
strapiombi e indimenticabili scenari 
dominano qui, l’immensità del glauco mio lago. 

Un antico e cigolante portone 
apre la via al… paradiso, 
e varcato lo stridente uscio, 
lasci alle spalle quest’epoca di morte. 

Una nuova atmosfera 
si apre dinnanzi a te: 
una beata solitudine di pace e verità, 
e… dove cipressi e lecci coronano la roccia, 
un’ampia e riparata nicchia 
racchiude Sua bianca e candida Chiesetta. 

Di fronte… 
la maestosità del Baldo monte, 
le lontane pianure, le acque e le sponde 
del dolce mio Benaco 
fanno da cornice eccelsa 
al magico segreto qui creato. 

Al tramontar del sole 
ogni anima è rapita, 
e gli ultimi lontani brusii 
del tranquillo, tipico 
bel borgo di Gargnano, 
con sue fiorenti limonaie, 
recinto d’aranci ed oleandri, 
si spengono nel suo piccolo 
e ovattato porticciolo, 
baciato dai colori 
dell’iridato serale arcobaleno. 

Ora tutto è silenzio… 
Le ombre della notte 
accolgono nel caldo abbraccio 
le anime serene 
in quest’Eremo di Pace 




GUERRE UMANE

Guerre umane che imperversano 
in ogni ceto sociale e familiare. 

Parole e atteggiamenti 
che feriscono 
come raffiche di pallottole. 

Anni persi per inutili orgogli 
e rivalse opprimenti ed egoistiche. 

Sentimenti benigni esiliati 
nel più profondo del cuore. 

Rancori… 
vendette che avvelenano la pace 
e la serenità collettiva 
creando immense voragini d’odio 
impossibili da risanare. 

Convivenze apparentemente felici 
dove aleggia un divario esistenziale. 

Un Essere… 
deve sempre subire i conflitti altrui; 
il più debole e fragile 
per non creare aggravamenti, 
si adatta e sopporta in silenzio 
rifugiandosi nel muto dolore 

Guerre umane che sviliscono 
ed avvelenano la percezione 
dell’universale amore. 




LE CIME MAGICHE DEL CASTELLACCIO

E'lo slancio del desiderio 
che porta all’amato 
e aspirato suo proponimento. 

Cammino intenso, impegnativo 
nel raggiungere l’ obiettivo; 
l’animo è gioioso 
per gli straordinari stimoli visivi. 

Il sentiero della “Grande Guerra…” 
galleria d'osservazioni, 
insediamenti bellici, grotte, trincee 
e tante altre testimonianze ancora 
di quei lontani e tragici anni. 

Policrome corolle 
adornano rossastre rocce, 
mentre sui crinali 
e nelle piccole anse 
i rododendri esplodono 
con risalto il loro splendore. 

Le dentellate cime 
del magico Castellaccio mio 
creano forme contrastanti e mirabili: 
paesaggio lunare?... 

Alla mia destra 
nei recessi sinuosi più alti 
dominanti la Valle Narcanello 
s’erge solenne il ghiacciaio Pisgana 
coronato dalle altissime vette: 
Venezia, Veneracolo, 
Frati, Calotta e Salimmo… 
Alla mia sinistra spazia lo sguardo 
al Passo del Tonale 
e, alle lontane vette 
del Parco dello Stelvio. 

Le nubi si burlano del sole 
e una coltre di nebbia 
sospinta da lieve tramontana 
ricopre in parte le fiancate 
dei gruppi montuosi, 
creando uno strano 
ma affascinate, paradisiaco effetto. 

Lo sguardo stupisce 
in si grande bellezza 
e tutto è incantesimo… 
persino il silenzio! 
rotto solo dal lontano mormorio 
dei neonati ruscelli, 
e dai fischi di vigili marmotte. 

La regalità del volo d’aquila 
mi carpisce l’attenzione… 
ma è solo un’attimo, ed è già lontana! 

Camosci che sfuggono veloci 
al tentativo d'immortalare immagine. 
Rapida è la discesa 
e dove vegetazione è florida, 
cervi tranquilli escono 
all’approssimarsi della sera 
nascondendosi nelle ripide 
e fiancate scoscese. 

Sento in me l'immensità 
e la mistica voce della montagna; 
percezione unica e indefinibile; 
balsamo benefico all’animo mio. 

Forte e chiaro è il suo richiamo 
ed è impossibile per me 
non compiacerlo. 




FUGGE VIA IL PENSIERO...

Note che scorrono via 
insieme al tuo amore. 

Il tuo viso, il tuo ottimismo 
persi per sempre 
nel tumultuoso del vissuto. 

Nostalgia e sconforto 
abbracciano l’essere mio. 

Ma la mia entità 
ancora ti ama, 
come si può amare 
l’unicità dell’universo. 

Tutto vibra… 
quell’oasi, mirabile e agognata 
è stata sopraffatta 
da una tormenta di sabbia. 

Fugge via il pensiero 
al tuo soave canto, 
alle adorabili tue espressioni, 
ai tuoi gesti d’incanto. 





GUERRE UMANE

Guerre umane che imperversano 
in ogni ceto sociale e familiare. 

Parole e atteggiamenti 
che feriscono 
come raffiche di pallottole. 

Anni persi per inutili orgogli 
e rivalse opprimenti ed egoistiche. 

Sentimenti benigni esiliati 
nel più profondo del cuore. 

Rancori… 
vendette che avvelenano la pace 
e la serenità collettiva 
creando immense voragini d’odio 
impossibili da risanare. 

Convivenze apparentemente felici 
dove aleggia un divario esistenziale. 

Un Essere… 
deve sempre subire i conflitti altrui; 
il più debole e fragile 
per non creare aggravamenti, 
si adatta e sopporta in silenzio 
rifugiandosi nel muto dolore 

Guerre umane che sviliscono 
ed avvelenano la percezione 
dell’universale amore. 




LA NOTTE SARA’…

Le nubi hanno addensato
l’ormai oscurato cielo
ma un Tepore lontano
riscalda i petali del mio cuore.

La notte sarà
un confortevole giaciglio
che asseconderà nel  placido riposo
gli spiriti uniti di due corpi lontani.

Lucciole festose adorneranno
l’ inestimabile coppa dell’unione
donando l’ immortalità
a questo regale ed unico amore.




POLIEDRICHE GOCCE
(essere poeti)

 
Onde che infrangono
gli scogli della ragione
lasciando densa linfa benefica.

Squarci ove il sole si insinua
facendo fluire e sgorgare
cascate di mille colori
e come d’incanto
nasce melodia
a dilettar le moltitudini.

Poliedriche gocce
di ineffabili pensieri
che dissetano e impreziosiscono
menti assetate
di appagamento ed estasi.

Perle preziose ed immortali
che allieteranno
le future generazioni.

Estro per colorare
il creato di lieti turbamenti.




SEI ENTRATO NEL MIO SANGUE

 
Mi piace ogni cosa di te.

In te è soavità, poesia
grazia e amabilità.

Il tuo sguardo
bello e melanconico
carpisce i sensi miei.

Le tue labbra:
magiche corolle di fiordaliso
fanno ogni mia cellula vibrare

E’ bello guardarti
nel tuo silenzio,
ma quando parli e sorridi…
percepisco il tuo immenso

Il mio cuore dice:
“stringiamoci intensamente
poiché il nostro domani
è racchiuso
in brevi attimi di sogno:
quanto mi sei entrato nel sangue!

 


SOGNI E DESIDERI PERSI NEL TEMPO

Sogni imperscrutabili
coperti da profonda
e spessa coltre di nebbia.

Vagano perdendosi
al rintoccare delle ore.
Meta insicura…

Voglie inespresse
che divorano l’ intelletto
frenando slanci liberatori.

Rimpianti di piccole gioie
che avrebbero cambiato
il corso del mio cammino.

Passioni che incalzano
cercando compimento
in attimi rubati all’ ora del giorno

Sogni e desideri
che si perdono nel tempo,
lasciando briciole…
che raccolgo con gioia.




AMABILI SENSI

Osservo la tua beltà,
gli occhi tuoi commossi 
e velati da lieve pianto di gioia.

Odo i tuoi affabili 
consigli, i tuoi rimbrotti
ma anche le tue frasi d'amore.

Sento il tuo profumo
che avvolge il mio corpo
come nuvola settembrina.

Il tuo bacio al sapore 
di mandorla appena sgusciata
mi accende il pensiero.

La morbidezza 
della tua pelle vellutata
che alla mia carezza freme 
di intenso piacere.

Intuisco il tuo amore.
So che mi cullerai dolcemente
fino al giorno a noi concesso




IL TUO SORRISO GAIO 
( In  ricordo particolare "ad memoriam"
 alla mia cara amica Clelia)

Il tuo sorriso fresco e genuino
di giubilante e briosa bimba
che ogni cuore incantava;
quegli occhi velatamente tristi
nascondevano 
un calvario penoso
che io non conoscevo.

Ti ho sentita amareggiata e perduta
ed ho cercato di rincuorarti,
ma non potevo sapere
amica mia carissima
che giorno per giorno,
piano piano, ti spegnevi.

Nulla ho percepito.
nulla hai lasciato trapelare.

Nel mio cuore resta un grande dolore!
Il non esserti stata accanto
nel tempo dell' angoscia 
e del patimento.

Ti ho vista in quella bara.
No!... Non eri tu!

Tu sei Lassù.
fra verdeggianti prati 
e lussureggianti monti,
nella confortevole tua casetta
incorniciata da leggiadre 
e profumate rose.

China  ti vedo a  raccogliere i  frutti
del tuo curato e amato orticello.

Nella mia mente sempre sarà
il tuo gioioso e radioso sorriso.

Animo gentile, generoso e puro
che mai io scorderò.




LE TENDE DELL' IGNOTO.

Voce lontana
che invoca il mio nome
sfidando la barriera della realtà.

Si avvicina latente e innocua 
ma. inquietante!

La razionalità si ribella
non comprende
e un forte batticuore 
fa vacillare il corpo mio, poi.
meditazione e riflessione.

Nasce un flebile compromesso
che invoglia ad ascoltare, ma.
oramai è tardi.

Le tende dell'ignoto 
sono calate definitivamente
lasciando in sospeso
domande che non avranno
giammai risposta.