FILOSOFI :COMTE

FILOSOFI : COMTE

 
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AUGUSTE COMTE

 

Comte nacque nel 1798 a Montpellier, in Francia. Studiò alla Scuola Politecnica di Parigi, e già a quattordici anni si propose di rinnovare il metodo di tutte le scienze sulle ali dell'entusiasmo diffuso dalla Rivoluzione francese.

Nel 1826 una violanta crisi nervosa lo costrinse ad entrare in manicomio, riuscì ugualmente a riprendersi prontamente, ma il clima di ostilità che incontrò il suo Corso di filosofia positiva gli impedì comunque di ottenere la cattedra di matematica alla Scuola Politecnica.

Visse il resto della sua vita in povertà, mantenendosi grazie all'aiuto economico di amici ed estimatori. Nel 1846, in seguito alla morte dell'amata Clotilde de Vaux, Comte si dedicherà al progetto di una nuova religione, un culto dell'Umanità e della Scienza, in cui Clotilde rivestiva il ruolo di musa ispiratrice.

Opere principali: Corso di filosofia positiva (1830-1842); Calendario positivista (1849); Sistema di politica positiva (1851).

 

Il filosofo Comte è  riconosciuto  come padre del positivismo, colui che si dedicò più di ogni altro alla definizione di un nuovo sistema di pensiero che partisse dalle basi certe della fisica e del metodo sperimentale. Le leggi che regolano lo sviluppo dell'uomo e della realtà, sono per Comte leggi che possiedono la precisione e la determinazione delle scienze fisiche, scopo del vero scienziato è quindi quello di portare alla luce queste leggi in modo tale da possedere una conoscenza che possa agire sulla realtà concretamente.

Il termine "positivo", da cui deriva positivismo, designa tutto ciò che è concreto, reale, sperimentabile, in contrapposizione a ciò che è astratto e metafisico, ma anche ciò che è utile al miglioramento materiale dell'uomo, in contrapposizione a ciò che appare inutile, infecondo, ozioso. Con il positivismo si tratta allora di fondare una nuova scienza sulle basi delle leggi concrete della natura e non fondata sulle sterili teorie metafisiche.

Ecco alcuni tratti essenziali del positivismo:

1. La scienza è l'unico metodo per raggiungere una vera conoscenza, e in particolare le scienze naturali (fisica, chimica, biologia, astronomia);

2. Lo studio della sociologia come indagine scientifica dei rapporti naturali che vincolano gli uomini (la nascita della sociologia come scienza risale proprio a Comte). Tale prospettiva è sintomatica dell'atteggiamento che vuole ogni aspetto del reale, anche quello propriamente umanistico, vincolato a leggi determinate;

3. L'ottimismo legato alla fiducia nella scienza, vista come disciplina che può risolvere qualsiasi problema dell'uomo. La scienza tende ad aumentare il benessere degli uomini, l'idea è che l'approccio scientifico porti a un progresso generale e costante delle qualità di vita;

4. L'idea che la filosofia abbia il compito di organizzare e coordinare i risultati delle singole scienze specialistiche, ovvero la riduzione della filosofia da scienza prima a scienza generica con compiti di controllo.

 

La legge dei tre stati

La scienza positivista è per Comte il culmine di uno sviluppo storico ininterrotto verso la vera conoscenza delle cose, i modi in cui l'uomo si è accostato, nel corso del passato, a tale conoscenza sono principalmente tre, divisi da Comte in tre stati:

1. Il primo stato è quello teologico, ovvero lo stato in cui l'uomo spiega l'ignota origine dei fenomeni attribuendone le cause a forze divine superiori (ad esempio, "il fulmine è un dardo scagliato da Zeus"), è il periodo dell'infanzia dell'umanità;

2. Il secondo è lo stato metafisico, ovvero lo stato in cui l'uomo rifiuta la spiegazione divina e cerca nell'essenza astratta dei fenomeni la spiegazione a tutto (ad esempio, il fuoco brucia perché possiede l'essenza del calore, la virtù calorifica), è il periodo dell'adolescenza dell'uomo;

3. Il terzo stato è quello positivo, ovvero lo stato che si trova a vivere l'uomo moderno, il quale spiega i fenomeni studiandone le leggi empiriche (ad esempio, "il fulmine è una scarica elettrica"), è la fase della maturità dell'uomo.

Le tre categorie sono applicabili allo sviluppo delle singole branche scientifiche, alle diverse fasi storiche dell'umanità e persino alla vita dei singoli.

Si noterà quindi come gli stati di questo sviluppo tendano a un costante miglioramento, lo stesso nuovo approccio positivista sarà in grado di garantire all'umanità un continuo progresso tecnologico, foriero di benessere e di prosperità.

 

Nel positivismo si assiste a un cambio di prospettiva importante: con il positivismo l'uomo rinuncia alla ricerca dei perché delle cose per concentrarsi sul come accadono. Tale nuova prospettiva è propria di tutta la scienza moderna e di larga parte della filosofia contemporanea (si pensi, ad esempio, all'atteggiamento di Heidegger che è rivolto al "lasciar essere" le cose per come si manifestano, come è per la fenomenologia stessa).

Mentre infatti l'atteggiamento di chi si accinge a trovare il perché delle cose è sintomo dello stato metafisico e di quello teologico, l'atteggiamento positivista si limita ad identificare la legge che permette ai fenomeni e ai fatti di manifestarsi. La fisica moderna stessa è la tecnica che permette di possedere la conoscenza dei fatti non attraverso l'indagine di un fondamento che permetta di spiegare il significato del fenomeno in rapporto agli altri fenomeni, ma attraverso l'analisi meccanica del funzionamento dei fenomeni, in grado quindi di conoscere il modo in cui replicare i meccanismi della natura.

 

Auguste Comte afferma che le varie discipline scientifiche a lui contemporanee stanno per entrare o sono entrate nella fase positiva (la fisica con Newton, l'astronomia con Galileo, la chimica con Lavoisier, per fare alcuni esempi), tuttavia, in generale, la scienza non ha ancora aderito pienamente al positivismo.

Alcune discipline umanistiche infatti, non sono ancora giunte nella loro fase positiva o non potranno mai raggiungerla (come, ad esempio, la psicologia, che invece poi si porterà verso il positivismo con Freud), e questo crea un disequilibrio nell'avanzamento generale della conoscenza.

L'idea è che il pensiero positivo si sia affermato prima nelle scienze più semplici e facilmente riducibili all'esperimento, quali la matematica, la fisica, l'astronomia e la biologia, e che le scienze il cui oggetto di studio è più complesso perché entra in gioco lo spirito dell'uomo, abbiano maggiori difficoltà a procedere sulla strada del terzo stato.

Ad ogni modo, per permettere alla scienza di progredire con metodo e organicamente, sarà necessario definire quali siano i compiti che ciascuna scienza deve avere all'interno del movimento scientifico: per fare ciò è necessario determinare il grado di precisione e di analisi di ciascuna scienza al fine di costruire una gerarchia tra le diverse discipline.

L'organizzazione enciclopedica delle scienze permetterà allora di porre al vertice della piramide le scienze naturali, ovvero la fisica, la chimica e la biologia, e destinare a compiti di analisi e di controllo altre discipline come, ad esempio, la filosofia, la quale avrà la funzione di fare da collante e rendere uniforme il cammino delle singole scienze.

 

 

IL filosofo è anche il padre riconosciuto della sociologia, con lui si fa avanti l'idea che il complesso delle relazioni umane sia regolato da leggi scientificamente determinabili. Dunque Comte crede nella possibilità dello sviluppo positivista delle scienze umanistiche, anche se è consapevole, come già esposto nel capitolo precedente, che tale sviluppo nella direzione positivista sarà per la sociologia più arduo rispetto, ad esempio, a quello della fisica.

Per Comte la sociologia è un dovere ma anche una necessità urgente, infatti solo studiando scientificamente i problemi legati alla convivenza degli uomini è possibile risolvere una volta per tutte le crisi che ancora tormentano le società e le nazioni. Per Comte, attraverso uno studio analitico e rigorosamente scientifico della società è possibile risanare qualsiasi problema sociale e risolvere positivamente ogni questione politica.

Comte divide la sociologia in statica sociale e dinamica sociale:

1. La statica sociale si occupa di studiare le istituzioni sociali per ciò che sono in un determinato momento storico, al fine di trovare le connessioni che rendono possibile l'equilibrio sociale;

2. La dinamica sociale si occupa di definire le leggi del progresso sociale, ovvero i modi in cui le società si evolvono e i motivi di tale evoluzione.

 

 


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