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FRANCO D'AURIA

 


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POESIE DI FRANCO D'AURIA E PITTOFOTOGRAFIE

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La terra abbandonata

Scalzo per i campi,
pantaloni consunti,
una corda alla cinta
e la zappa lucente.

Giorni intensi di fatica
e vuoti di speranza
guidavano l’incedere
tra zolle inaridite.

Il latte munto,
il letame appena mosso
donavano l’iniziale
disincanto alle giornate.

E l’orto, e poi la vigna,
e la cantina, e la semina.
Tanto, forse troppo,
per un pezzo di pane.

Una vita dura,
lo sguardo al cielo
e il cappello
tra le mani.

 

Basta! E’ la fabbrica il domani!
Il salario ogni mese,
agosto in ferie, il frigo
a rate e, forse, anche l’auto.

Cerco il sorriso dei miei figli.
Adesso sono grandi,
incrocio i loro sguardi
e non so se ho fatto il meglio.

Ma ho vissuto sognando
l’odore della terra,
il canto del gallo
e il silenzio della sera.

 

 


 

 

Il bacio

Cerco il sapore di te, della tua pelle,
ambra che solo nei sogni conosco.
Dalla bocca soffi caldi, parole che non sento,
armoniosa sinfonia.

L’odore mi scalda. Spilli di emozione
danzano sul rosso delle mie vene.
Libellule gioiose profumano l’aria
invitando le mie labbra alle tue.


Un sorriso di luce accende l’anima mia
e la candida luna ti veste raggiante.
Le stelle stasera brillano solo per noi.
L’universo è felice, appagato.

Ruscello d’amore inonda il mio corpo,
i miei occhi sfiorano i tuoi, la mia bocca
si nutre di te.
Perché soave tempesta dovrai finire?

 


 

 

Donna sul terrazzo (a tutte le donne…)

Lo sguardo penetra
l’immensità della luce
e il tuo corpo si carica
di magica energia.

Essa ti regge
dagli infiniti perché.
Lenisce le offese
del tempo.
Ci dona
le tue operose mani.
Ti fa madre di tutti noi.

 

Possente e gentile
come un fiorellino
che buca l’asfalto,

la tua forza nasce
dall’anima e, mutando
in luminosa bellezza,
soffia teneramente
sulle ali della vita.

E’ l’amore il tuo destino,
esso è la rugiada
che disseta
le verdi passioni,
grondanti d’incanto,
velate di mistero.

Farfalle intrise di grazia,
libellule fragranti di rosa
intorno ti fanno concerto
e il desiderio di te
diventa eterno.

Le onde di angoscia
da cui fuggivi in passato
si sono dissolte.
Adesso accarezzi il cielo
nelle notti d’estate.

Le luci sono ancora
lontane e irraggiungibili
ma non temere,
il domani è già tuo.

 


 

 

Vento

L’aria volteggia e rotola
tra flutti sbuffanti,
svanite spume
e urli di gabbiani.

Nuvole bianche
volano allegre
e petali dipinti
veleggiano silenziosi.

Le barche irrequiete cercano
l’ancora e, vagando
tra impetuose onde,
porgono la fronte al cielo.

Le farfalle, a tal cospetto,
deboli e rassegnate,
bramano certezze,
silenzio e pace.

Soffia amico mio!
Pulisci i miei peccati
e portami lontano
tra sogni e libertà.

 

 


 

 

Metro

Letture distratte,
luci assillanti
e frastuono di ferraglia.

Sguardi assenti,
passi spediti
e profumo di lavanda.

Visi taciturni,
cartelloni colorati
e pensieri in libertà.

Vagone per vagone,
fermata per fermata
e lo spazio consumato.

Scale senza fine,
uscite guadagnate
e il cielo conquistato.