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POESIE DI G. UNGARETTI





UNGARETTI
Il vero amore è come una finestra 
illuminata in una notte buia.
 Il vero amore è una quiete accesa




Hai visto spegnersi

A solitudine orrendo tu presti 
Il potere di corse dentro l’Eden, 
Amata donatrice. 
  
Hai visto spegnersi negli occhi miei 
L’accumularsi di tanti ricordi, 
Ogni giorno di più distruggitori, 
E un unico ricordo 
  
Formarsi d’improvviso. 
L’anima tua l’ha chiuso nel mio cuore 
e ne sono rinato. 
  
E solitudine che fa spavento 
Offri il miracolo di giorni liberi. 
  
Redimi dall’età, piccola generosa.

Ungaretti





La tua luce (Ungaretti)

Scompare a poco a poco, amore, il sole 
Ora che sopraggiunge lunga sera. 
  
Con uguale lentezza dello strazio 
Farsi lontana vidi la tua luce 
Per un non breve nostro separarci.





Dove la luce 
1930 

Come allodola ondosa 
Nel vento lieto sui giovani prati, 
Le braccia ti sanno leggera, vieni. 
Ci scorderemo di quaggiù, 
E del mare e del cielo, 
E del mio sangue rapido alla guerra, 
Di passi d'ombre memori 
Entro rossori di mattine nuove. 

Dove non muove foglia più la luce, 
Sogni e crucci passati ad altre rive, 
Dov'è posata sera, 
Vieni ti porterò 
Alle colline d'oro. 

L'ora costante, liberi d'età, 
Nel suo perduto nimbo 
Sarà nostro lenzuolo 

UNGARETTI



IL LAMPO DELLA BOCCA

Migliaia d’uomini prima di me, 
ed anche più di me carichi d’anni, 
Mortalmene ferì 
Il lampo d’una bocca. 
  
Questo non è motivo 
che attenuerà il soffrire. 
  
Ma se mi guardi con pietà, 
e mi parli, si diffonde una musica, 
dimentico che brucia la ferita.