TORQUATO TASSO


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-Ecco mormorar l'onde-

 

Ecco mormorar l'onde

Di Tasso

 

Ecco mormorar l'onde
e tremolar le fronde
e l'aura mattutina e gli arboscelli,
e sopra i verdi rami i vaghi augelli
cantar soavemente
e rider l'orente:
ecco gi l'alba appare
e si specchia nel mare,
e rasserena il cielo,
e le campagne imperla il dolce gelo,
e gli alti monti indora.
O bella e vaga aurora,
l'aura tua messaggera, e tu de l'aura
ch'ogni arso cor restaura.

 

 

E un madrigale che ha protagonista lalba, costruito con coppie di versi a rima baciata , con alternarsi di settenari e di endecasillabi.

Tasso concepisce la sua composizione partendo dal da "ecco". Insegna Dante che, dopo "ecco" od altri termini deittici, sta per succedere qualcosa di importante (ed ecco verso noi venir per nave / un vecchio... Canto III Inferno). Importante la posizione dell'anafora "e", che inizia in tutti i versi, e la ripetizione di "ecco", a dividere in due il componimento.

 

Parafrasi:
Ecco il rumore delle  onde e oscillare le fronde e l'aria mattutina e gli arboscelli, e sopra i verdi rami gli uccelli cantare dolcemente e illuminarsi l'oriente: ecco gi l'alba appare e si riflette la luce nel mare, e rende chiaro il cielo e la fresca rugiada copre di goccioline la campagna e ricopre le cime dei monti con uno riflesso d'oro. O bella e vaga Aurora, l'aria  ci annuncia il tuo apparire, e tu dell'aria che piace ad ogni uomo.



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