GOVONI : VILLA CHIUSA

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-VILLA CHIUSA-

 

Poesia di Corrado Govoni -
Villa chiusa -
nella campagna romana




So d’una villa chiusa e abbandonata
da tempo immemorabile, segreta
e chiusa come il cuore d’un poeta
che viva in solitudine forzata.

La circonda una siepe, e par murata,
di amaro bosso, e l’ombra alla pineta
da tanto più non rompe né più inquieta
la ciarliera fontana disseccata.

Tanta è la pace in questa intisichita
villa che sembra quasi ogni cosa
sia veduta attraverso d’una lente.

Solo una ventarola arrugginita
in alto su la torre silenziosa,
che gira, gira interminatamente.

 

 

Villa chiusa, sonetto tratto da Le fiale, dedicato ad una villa  chiusa come il cuore di un poeta  che sta in solitudine forzata”. Nella villa “pare che ogni cosa  sia veduta a traverso d’una lente”, e solo segno di vita è “una ventarola arrugginita” che “in alto, su la torre silenziosa”, “gira, gira interminatamente” ( simbolo dell’assiduo mutamento della perpetua e irrevocabile fuga degli eventi).

 In effetti abbiamo di fronte la scena di una villa deserta e abbandonata  che richiama agli occhi del poeta la sua propria condizione forzata. Anch'egli è solo come appunto la villa, portato a star solo dalle circostanze e dalla sua stessa natura di poeta. Nessuna voce turba la pace della villa perchè pure la fontana, un tempo gocciolante, si è ormai bloccata. La pace non viene vissuta come momento positivo: la villa è intristita per l’abbandono,  e la banderuola, piena  di ruggine , richiama il tempo che scorre .

 

In questo sonetto a rime ABBA –CDE , INCROCIATE ED ALTERNATE, Govoni con la sua abilità stilistica riesce a ricreare l’atmosfera, giocando con gli aggettivi (chiusa, abbandonata, segreta, disseccata, intisichita, arrugginita).

 



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