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GIUSEPPE UNGARETTI : IN DORMIVEGLIA

GIUSEPPE UNGARETTI

IN DORMIVEGLIA

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POESIE POCO FAMOSE 

IN DORMIVEGLIA
*

DI UNGARETTI

 

IN DORMIVEGLIA

Assisto la notte violentata

L’aria è crivellata
come una trina
dalle schioppettate
degli uomini
ritratti
nelle trincee
come le lumache nel loro guscio

Mi pare
che un affannato
nugolo di scalpellini
batta il lastricato
di pietra di lava
delle mie strade
ed io l’ascolti
non vedendo
in dormiveglia

Valloncello di Cima Quattro, 6 agosto 1916,

 

La poesia è composta da versi liberi. Manca, come è consuetudine di Ungaretti, la punteggiatura. L’aspetto fonico è molto interessante, in quanto il recupero memoriale scatta proprio a livello acustico: si ripetono ossessivamente i suoni "duri" : assisTo, noTTe, vilenTaTa, cRivellaTa, Trina, schioppeTTaTe, riTRaTTi, TRincee, affannaTo, baTTa, lasTRicaTo, pieTRa, sTRade, ascolTi.

I soldati nelle trincee sono  contratti, in posizione difensiva estrema, accovacciati e pur vigili, come a volte succede per le lumache, che tirano fuori la testa se tutto intorno è tranquillo, ma, come avvertono un pericolo, si ritraggono nel loro guscio e non escono se non dopo un po' di tempo.
Il primo verso  è un ipallage, perché non è la notte ad essere violentata, ma piuttosto i soldati in trincea: violentati nella loro dignità di persone, nella loro libertà, nelle loro individualità a causa della guerra.

 

 

 
 


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