Leggenda: La tomba: una casa per l’immortalità in Egitto

 

La tomba: una casa per l’immortalità 


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In Egitto chi ne aveva la possibilità si faceva costruire una tomba e preparava un ricco corredo funerario che era poi posto accanto al sarcofago. La tomba era considerata la “casa del Ka “ (parte immortale di cui gli Egiziani credevano che l’uomo fosse composto) ove esso dimorava dopo la morte del corpo e che era costruita per durare in eterno. Ma essa era anche il luogo di incontro tra i morti e i vivi, dove l’esecuzione dei rituali assicurava al defunto l’eternità e garantiva ai viventi che egli non sarebbe ritornato a vagare sulla terra. Le tombe si trovavano in necropoli fuori dai centri abitati. Per gli Egiziani il tramonto della vita era come il tramonto del sole: “andare ad Occidente” significava dunque morire.
Materna e misericordiosa, la dea Iside venuta dal mare.Iside è la fedele sposa di Osiride, che ne ricerca il corpo e lo ricompone, permettendogli di ritornare a nuova, divina vita. Il culto di Iside si diffonde portato dai marinai in molti porti mediterranei. Iside diventa la più importante divinità femminile del mondo greco-romano. Oltre che come madre e sposa devota, la dea compare prevalentemente nei popolari aspetti di Iside Tyche-Fortuna, “colei che vince il Fato e a cui il Fato obbedisce” e di Iside Pelagia, protettrice della navigazione. Una vivida descrizione della fede in Iside ci è stata tramandata nelle Metamorfosi di Apuleio, uno dei più famosi romanzi dell’antichità.

 

 



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