G.CARDUCCI: VISIONE

G.CARDUCCI: VISIONE


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VISIONE

 

1.           Il sole tardo ne l'invernale

2.       ciel le caligini scialbe vincea,

3.       e il verde tenero de la novale

4.       sotto gli sprazzi del sol ridea.

5.           Correva l'onda del Po regale,

6.       l'onda del nitido Mincio correa.

7.       Apriva l'anima pensosa l'ale

8.       bianche de' sogni verso un'idea.

9.           E al cuor nel fiso mito fulgore

10.   di quella placida fata morgana

11.   riaffacciavasi la prima età,

12.       senza memorie, senza dolore,

13.   pur come un'isola verde, lontana

14.   entro una pallida serenità

 

 

Tema: Il testo fu composto nel febbraio del 1883 a Verona, dove il poeta era ospite di Dafne e Carlo Gargiolli. Fu pubblicato (sulla "Domenica letteraria") il 18 febbraio 1883, col titolo di "Rêverie", avrebbe acquisito il titolo definitivo nelle Rime Nuove (1887). Carducci affermò "Rêverie fu composta proprio con l'intendimento di conseguire un certo effetto estetico specialmente, ma non soltanto, per mezzo di una variata armonica disposizione di sillabe, di suoni, di cadenza" (Lettere, XIV,172).

Il poeta descrive il paesaggio invernale di nebbia e sole dell'inverno padano, tra Mincio e Po. La descrizione sfocia in una contemplazione paesistica evaporante, che si precisa a poco a poco come un riaffacciarsi alla mente della stagione della giovinezza, della "prima età", entrambi, visione paesistica e ricordo, privi di un contenuto esatto o di un riferimento preciso.

 

Forma metrica: Sonetto di doppi quinari (endecasillabi catulliani), secondo l'esempio di Parini, con schema ABAB, ABAB, CDE

 

 

 



 


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