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Frate Cipolla DI BOCCACCIO

Frate cipolla DI BOCCACCIO


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RIASSUNTO

Frate cipolla, uomo ignorante ma pronto di spirito e ottimo parlatore, riesce a raccogliere molte offerte approfittando dell'ingenuità dei contadini. Un giorno promette ai fedeli di mostrare loro una penna dell'angelo Gabriele. Due giovani decidono di fargli uno scherzo e gli sottraggono, a sua insaputa, la penna di pappagallo che frate cipolla intendeva spacciare per quella dell'angelo Gabriele, sostituendola con dei carboni. Al momento di mostrare la penna ai fedeli, il frate si accorge della sostituzione ma riesce, inventando una serie di bugie e giochi di parole, a cavarsela ugualmente e a raccogliere molte offerte.

Il frate, infatti,quando apre la scatola davanti ai contadini e trova il carbone, spiega ai presenti che aveva preso la scatola sbagliata e che ne aveva portata una identica all’altra che, invece della penna, custodiva i carboni in cui era stato bruciato San Lorenzo.

 

 

Quando apre la scatola che dovrebbe contenere la penna e vede il carbone, Cipolla esclama: “O Iddio, lodata sia sempre la tua potenza!” Inventa, poi, una storia piena di affermazioni stranissime, assurdi geografici, giochi di parole, ambiguità, insomma, un capolavoro di oratoria, seguito dalla benedizione della folla con i carboni – una messinscena che occupa quasi un terzo della novella, fatto che ne rivela l’importanza.
È ammirevole la rapidità di pensiero di Cipolla: con prontezza, senza manifestare emozioni che possano comprometterlo agli occhi dei fedeli, deduce che il responsabile dello scambio non era il suo servo, ma qualche mattacchione. Pensa che era stato uno sciocco e che non avrebbe mai dovuto consegnare un oggetto tanto prezioso e pericoloso a uno scervellato come Guccio. E, soprattutto, si rende conto che può volgere la situazione a suo vantaggio, e si affretta ad attribuire direttamente a Dio l’equivoco dello scambio della scatola che contiene la penna dell’angelo Gabriele con quella che contiene i carboni con cui San Lorenzo era stato bruciato vivo.

 

Il popolo ignorante e credulone è il bersaglio di frate Cipolla e anche una delle cause che lo obbligano al suo capolavoro di retorica e inventiva che è l’orazione finale. E’ sempre il popolo da cui il frate deve ottenere le offerte.
Infine, bisogna rilevare che tutti i personaggi non hanno un ruolo fine a se stesso ma ogni parte si intreccia con l’altra formando un legame inscindibile, inseparabile da quello di qualsiasi altro personaggio.

 

 

PERSONAGGI  DELLA NOVELLA:

  • FRATE CIPOLLA, prototipo del furbissimo uomo del popolo che sa sfruttare l’ignoranza e la buona fede dei suoi pari; un uomo dalla capigliatura rossa (si è sempre detto che i "fulvi" siano furbissimi e Boccaccio conferma tale credenza popolare).

 

  • GUCCIO PORCO, servo palesemente odiato dall’autore che dice che possiede ben nove qualità: tardo, sugliardo (sudicione) e bugiardo, negligente, disubidiente e maldicente, trascurato, smemorato e scostumato. È il prototipo di quella povera gente che non si impegna nel migliorare la propria situazione (la massa che crede a frate Cipolla).

 

  • La serva NUTA, orrenda piccola e grassa donna con un farsetto rotto e rappezzato e con un cappuccio "sopra al quale vi era tanto untume che avrebbe condito il calderone" in cui cucinano i monaci di un monastero. Una descrizione orripilante: "… alle sue scarpette tutte rotte, alle calze sdrucite…"

DIMENSIONE SPAZIO-TEMPO

Tutta la narrazione, si svolge a Certaldo e in un giorno solo. Inizia dalla messa mattutina e termina con la cerimonia religiosa dopo l’ora nona.

 

 


 

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