Guido delle Colonne : Gioiosamente canto

Guido delle Colonne  : Gioiosamente canto

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Non si conosce molto di lui: fu messinese, giudice, nacque, forse, nel 1210.

Fu ammirato da Dante come uno dei poeti più grandi fra i Siciliani alla corte di Federico. L'ammirazione di Dante, giustificatissima, è fondata soprattutto sull'abilità tecnica, sulla capacità stilistica rilevante.

Gioiosamente canto

La Canzone  è di cinque stanze, ciascuna divisa in una fronte di due piedi uguali di settenari rimati abbc e una sirma di quattro endecasillabi rimati DDEE ; la sirma è concatenata ai piedi tramite una rima interna.

Rappresenta il canto felice dell'amore corrisposto. La parola tematica "gioia" appare in ogni stanza (tranne che nella seconda) una o più volte, e intorno ad essa si raggruppano immagini naturalistiche di fresca, immediata vitalità (ad esempio la fontana piena che si espande).

Al tema della gioia si unisce quello del canto (stanze 3 e 5), identificando, come spesso avviene nei poeti provenzali, amore e poesia (l'amore è gioia, pienezza di vita che si effonde nel canto; poesia è discorso ispirato da Amore).

Per quanto concerne il piano ritmico la canzone ha un solido impianto. In ogni stanza ai settenari viene affidata la proposizione lirica del tema, con agile ricchezza di immagini e moti affettivi; i quattro endecasillabi finali approfondiscono meditativamente l'emozione.

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Gioiosamente canto
e vivo in allegranza,
ca per la vostr' amanza,
madonna, gran gioio sento.
S'eo travagliai cotanto,
or aggio riposanza:
ben aia disianza
che vene a compimento
ca tutto mal talento - torna in gioi,
quandunqua l'allegranza ven dipoi;
und'eo m'allegro di grande ardimento:
un giorno vene, che val più di cento.

Ben passa rose e fiore
la vostra fresca cera,
lucente più che spera;
e la bocca aulitosa
più rende aulente aulore
che non fa d'una fera
c'ha nome la pantera,
che 'n India nasce ed usa.
Sovr'ogn'agua, amorosa - donna, sete
fontana che m'ha tolta ognunqua sete,
per ch'eo son vostro più leale e fino
che non è al suo signore l'assessino.

Come fontana piena,
che spande tutta quanta,
così lo meo cor canta,
sì fortemente abonda
della gran gioi che mena,
per voi, madonna, spanta,
che certamente è tanta,
non ha dove s'asconda.
E' più c'augello in fronda - so' gioioso,
e bene posso cantar più amoroso
che non canta già mai null'altro amante
uso di bene amare oltrapassante.

Ben mi deggio allegrare
d'Amore che 'mprimamente
restrinse la mia mente
l'amar voi, donna fina;
ma più deggio laudare
voi, donna caunoscente,
donde lo meo cor sente
lo gioi che mai non fina.
Ca se tutta Messina - fosse mia,
senza voi, donna, nente mi saria:
quando con voi al sol mi sto, avvenente,
ogn'altra gioi mi pare che sia nente.

La vostra gran bieltate
m'ha fatto, donna, amare,
e lo vostro ben fare
m'ha fatto cantadore:
ca, s'eo canto la state,
quando la fiore apare,
non poria ubriare
di cantar la fred(d)ore.
Così mi tene Amore - corgaudente,
ché voi siete la mia donna valente.
Sollazzo e gioco mai non vene mino:
così v'adoro como servo e 'nchino.

Parafrasi

Canto gioiosamente e vivo allegramente (in allegria), perché grazie al vostro amore, mia signora, provo una grande gioia. Se io penai tanto (travagghiai = faticai e dunque mi affaticai, penai, soffersi), ora possiedo la pace (ho il riposo : in contrapposizione al travagghiai-lavoro): sia benedetto il desiderio che è esaudito; perché ogni malessere diventa felicità, ogni volta che l'allegria giunge (è seguito dalla felicità amorosa); perciò io mi rallegro per il fuoco d'amore: arriva un giorno che ne vale più di cento (cento di sofferenza ; uno di gioia).

Il vostro volto fresco, luminoso più di una stella, supera di molto le rose ed i fiori; e la bocca profumata rende un odore più profumato di quanto non faccia una bestia che si chiama pantera, che nasce e vive in India (secondo i bestiari medievali, la pantera emana dalla bocca un profumo con il quale attira gli animali che poi divora). Voi, o donna amorosa siete una fontana che mi ha tolto ogni tipo di sete più di qualsiasi acqua (di qualsiasi altra sorgente), per la qual cosa io sono vostro uomo più lealmente e sinceramente di quanto non lo sia l'assassino al suo signore (Marco Polo e altri autori medievali narrano di una tribù detta degli assassini, fumatori di hascisc di una regione vicino alla Persia, aderenti ad una setta musulmana devotissima al Veglio della Montagna).

Il mio cuore canta come una fontana piena che trabocca, così tanto è pieno della grande gioia che grazie a voi, mia signora, è tanta che sicuramente si spande fuori dal cuore (perché) non ha dove nascondersi. E sono pieno di gioia più di un uccello fra gli alberi, e posso cantare perfino meglio e con più amore di come non abbia mai fatto alcun amante che é abituato ad amare al grado più elevato.

Devo essere molto felice del dio Amore il quale per primo convinse la mia anima ad amarvi, o donna nobile (fine); ma ancora di più devo lodare voi, donna saggia (che conosce), grazie alla quale il mio cuore prova una gioia che non finisce. Perché, se tutta Messina fosse mia, senza di voi, o signora, non me ne importerebbe (per me non sarebbe niente): quando sto da solo con voi, o bella, ogni altra gioia mi sembra insignificante (niente).

La vostra grande bellezza mi ha fatto amare, o signora, e il vostro comportamento mi ha fatto poeta : perché, se io canto la primavera, quando appaiono i primi fiori, non potrei dimenticare (ubriare sta per obliare) di cantare anche quando viene il freddo. In tale condizione mi tiene Amore, cioè col cuore gioioso perché voi siete la mia valente donna. Allegria e gioia non mi vengono mai meno così io vi adoro e mi inchino dinanzi a voi come vostro servo.

 DAL WEB

 

 




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