BAUDELAIRE : Tristezze della luna

BAUDELAIRE : Tristezze della luna


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Tristezze della luna

Nei suoi sogni la luna è più pigra, stasera:
come una bella donna su guanciali profondi,
che carezzi con mano disattenta e leggera
prima d'addormentarsi i suoi seni rotondi,

lei su un serico dorso di molli aeree nevi
moribonda s'estenua in perduti languori,
con gli occhi seguitando la apparizioni lievi
che sbocciano nel cielo come candidi fiori.

Quando a volte dai torpidi suoi ozi una segreta
lacrima sfugge e cade sulla terra, un poeta
nottambulo raccatta con mistico fervore

nel cavo della mano quella pallida lacrima
iridescente come scheggia d'opale.
e, per sottrarla al sole, se la nasconde in cuore.

 

 

Questa sera, la luna sogna con più mollezza
Come una bella donna , sui molti cuscini
che con mano distratta e leggera carezza
Prima di dormire, la curva dei suoi seni

Sul serico dorso di morbide valanghe
S’abbandona al deliquio, lei pare morire
e vagano i suoi occhi su bianche visioni
che ascendono l’azzurro e sembrano fiorire

Quando talvolta su questo globo, nel suo triste languire
Ella lascia, furtiva, una lacrima cadere
Un poeta, pietoso, nemico del dormire

Nel cavo della  mano prende questa lacrima di sale
i riflessi iridati, come un frammento di opale
e  la mette nel suo cuore, lontano dagli occhi del sole.

 

 

LA insistita personificazione della luna, che diventa nell'immaginario poetico una triste donna, dalla sensualità esaltata, la fa divenire personaggio della storia d'amore intrecciata col poeta. Quest'ultimo diviene essere fondamentale e speciale, perché solo può raccogliere di costei le lacrime, suo dono fatale e splendido alla terra degli altri, incapaci di godere di tanta rara bellezza.

 

 


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