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Pedagogisti:MARITAIN

Pedagogisti: MARITAIN

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MARITAIN E LA SUA PEDAGOGIA

 

Jacques Maritain (nato a Parigi nel 1882, morto a Tolosa nel 1973)

Maritain dice che la  pedagogia è in stretto rapporto con la politica, nel senso che c'è tra educazione e democrazia un circolo virtuoso, per cui una implica l'altra vicendevolmente essendo entrambe finalizzate a rendere possibile all'uomo la conquista della libertà. Lui insiste sul nesso educazione-democrazia “nell'educazione al bivio", che costituirà la prima parte di "Per una filosofia dell'educazione". Negli anni '40, la democrazia viene vista come l'alternativa politica al nazifascismo, che dà importanza alla persona e dei valori: su tutto ciò deve insistere l'educazione. Negli anni Cinquanta l' accento viene posto sul pluralismo come condizione per valorizzare concretamente la persona e permettere il perseguimento del bene comune, e ancora una volta l'educazione si fa carico di tali istanze. Infine, negli anni Sessanta il valore della democrazia viene affermato in contrapposizione al nuovo totalitarismo, quello tecnologico, che tende per un verso all'individualismo e per altro verso alla massificazione. Le ragioni della democrazia contro lo statalismo e la tecnocrazia sono le ragioni stesse dell'educazione, che può aiutare a tenere vive le motivazioni etiche, ossia umanistiche, della democrazia, richiamando la necessità che la politica sia incentrata sulla persona umana e finalizzata al bene comune nel rispetto del pluralismo. Questo significa muovere dall'educando concepito come persona in crescita ; significa, poi, puntare alla sua formazione integrale e armonica, che superi cioè le unilateralità e le scissioni, che Maritain denuncia nei cosiddetti sette errori dell'educazione contemporanea, per cui l'educazione si trova al bivio, nel senso che è chiamata a scegliere tra un'impostazione umanistica e posizioni pseudo-umanistiche o addirittura anti-umanistiche; significa, infine, adottare una metodologia nè permissiva nè autoritaria ma all'insegna della libertà come conquista che trova nell'educazione liberale (umanistica) per tutti la condizione per evitare il vuoto metafìsico ed etico, nemico dell'educazione non meno che della democrazia.

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