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FILOSOFI : Isaac Newton

FILOSOFI : Newton

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Isaac Newton nacque a Woolsthorpe il giorno di Natale del 1642, l’anno stesso della morte di Galilei. Entrò nel 1661 nel Trinity College di Cambridge. Tra il 1665 e il 1667 un’epidemia di peste lo costrinse ad abbandonare Cambridge e a ritornare a Woolsthorpe. Al suo ritorno a Cambridge Newton conseguì con successo i suoi gradi universitari e nel 1669 successe al suo maestro nella cattedra di matematica. Cominciò allora il periodo più fecondo per le sue scoperte. Si occupò dapprima di ottica e concepì quel telescopio a riflessione che anche oggi reca il suo nome. La Società Reale di Londra lo nominò allora suo membro; Newton comunicò a questo sodalizio un’altra scoperta: quella delle varie rifrangibilità dei raggi che costituiscono la luce bianca. Molte e violente furono le critiche rivolte contro questo risultato che tuttavia doveva avere per la scienza la più grande importanza. La conoscenza dell’opera Huygens lo indirizzò allo studio dei fenomeni della gravitazione. Furono anni di intenso lavoro, che misero capo a una delle opere più grandi della scienza di tutti i tempi: Philosophiae Naturalis Principia Mathematica. Nel 1687 Newton fu scelto dall’ Università di Cambridge come difensore dei suoi diritti storici minacciati dal re; il successo che ottenne in questa missione fece sì che la stessa Università lo scegliesse come proprio rappresentante nel Parlamento, dove Newton fu deputato dal 1689al 1690. Egli difese in questa carica i principi della libertà religiosa e civile. Un grave attacco di nevrastenia lo colpì nell’autunno del 1652 e lo tenne lontano dagli studi circa 18 mesi. Nel 1694 il suo caro amico Lord Halifax lo nominò ispettore della Zecca di Londra, della quale in seguito divenne, fino alla morte, il direttore. Newton adempì anche a quest’ufficio con molta competenza e zelo. Nel 1699 fu nominato Membro straniero dell’Accademia Delle Scienze di Parigi. Nel 1703 fu eletto presidente della Società Reale di Londra. Nel 1705, in occasione di una visita fatta dalla regina Anna all’università di Cambrige gli fu conferito il titolo di Sir, di cui amò sempre fregiarsi. Gracile nella giovinezza, si era andato irrobustendo nella maturità. A ottant’anni, nel 1722, subì un primo attacco di mal della pietra; un altro attacco di questo male lo condusse alla morte il 20 Marzo del 1727. Una tomba sontuosa gli fu eretta nell’abbazia di Westminster dove sono sepolti i reali britannici.

TEORIA:

Con Isaac Newton la Rivoluzione scientifica iniziata da Copernico e Galilei giunge al suo compimento, sia sul piano del metodo che su quello dei contenuti pervenendo alla delineazione di quell’immagine dell’universo che è divenuta familiare all’uomo moderno. L’importanza di Newton non è solo scientifica, ma anche culturale e filosofica, perché egli ha plasmato di sé un’epoca intera del pensiero umano, divenendo un punto di riferimento imprescindibile del sapere dei moderni. Con Keplero e Galileo ormai il modello eliocentrico poteva dirsi affermato, ma da un punto di vista fisico rimanevano irrisolte alcune fondamentali questioni. Fu Newton , nei Principia, partendo dalle leggi della meccanica da lui enunciate per la prima volta in forma sistematica, a spiegare il moto dei pianeti e la gravità dei corpi sulla Terra per mezzo di un’unica forza gravitazionale, applicabile a qualsiasi massa di corpi celesti o terrestri. Dal principio di inerzia sappiamo che un oggetto in movimento, su cui non è applicata alcuna forza, continua a muoversi in linea retta a velocità costante. Il fatto che i pianeti non si muovano in linea retta, ma percorrono un’orbita chiusa intorno al Sole, indica che su di essi agisce una forza. La stessa cosa si può dire dei satelliti che ruotano intorno ai pianeti in particolare per la Luna. Su di essa deve agire una forza che incurva continuamente il suo cammino. Sappiamo che questa forza è l’attrazione di gravità della Terra. La Luna si comporta come se fosse un enorme proiettile sparato orizzontalmente a 380.000 chilometri dalla Terra. Riconoscere che la Luna è trattenuta nella sua orbita dalla stessa forza che fa cadere un sasso sulla superficie della Terra ha rappresentato un passo enorme nella storia del pensiero scientifico. Secondo il filosofo francese Voltaire, Newton arrivò a fare questa scoperta in modo piuttosto curioso. Seduto nel suo orto, Newton ventiquattrenne stava guardando la Luna quando improvvisamente fu distratto da un tonfo. Una mela era caduta dall’albero. Newton si chiese allora se la forza di attrazione della Terra, che fa cadere la mela e che sembra estendere la sua azione tutta intorno alla Terra, non possa giungere fino alla Luna, provocando la sua continua caduta verso la Terra. Fu questa, secondo Voltaire, la scintilla che fece scoccare in Newton l’idea della legge della gravitazione universale.

PENSIERO
Le ricerche scientifiche di Newton riguardano tre campi principali: l'ottica, la matematica e la meccanica.

OTTICA
Gli studi sulla natura della luce portarono Newton a capovolgere la teoria di Hooke, seconodo il quale i colori derivavano dalla rifrazione sui diversi materiali. Newton affermò invece che il colore non è una qualità dei corpi bensì della luce stessa.
Dopo alcuni dubbi iniziali, egli divenne un convintò sostenitore della teoria corpuscolare della luce. In base a tale concezione, la luce è costituita da microscopiche particelle che vengono lanciate dala sorgente in tutte le direzioni e con velocità elevatissima.
Le ricerche di Newton sulla luce sono raccolte in tre libri chiamati Optiks. In essi vengono descritte le leggi dell'ottica geometrica, i fenomeni della riflessione e della rifrazione; vi si afferma anche che a ciascun colore corrisponde un diverso indice di rifrazione e che la luce bianca del Sole può essere scomposta, mediante prismi, nei sette colori dello spettro che la compongono.

MATEMATICA
Uno dei maggiori contributi di Newton nel campo della matematica consiste nell'introduzione del "metodo delle flussioni", ossia del calcolo differenziale e integrale, espresso mediante simboli algebrici.
La pubblicazione di questi studi, nel 1704, provocò un'aspra controversia con Leibniz circa la priorità dell'invenzione del calcolo differenziale, controversia che non si placò neppure con la morte di Newton.

MECCANICA
Newton introdusse i concetti di inerzia centripeta e di forza di gravità, pervenendo poi alle tre note leggi del moto:

1. Legge di inerzia
 Un corpo persevera nel suo stato di quiete o di moto rettilineo uniforme finché non interviene una forza dall'esterno a modificarlo.

2. Legge di proporzionalità tra forza e accelerazione
Questa legge pone strettamente in relazione la forza agente su un corpo con la sua massa e con l'accelerazione a questo impressa, secono la relazione: F = ma.

3. Leggi di azione e reazione
Afferma che ad ogni azione corrisponde una reazione uguale e contraria.
Newton , per quanto concerne la teoria della gravitazione universale ,dimostrò che i corpi che cadono sulla Terra e il moto dei corpi celesti obbediscono agli stessi principi fisici.
Tutti i corpi materiali, secondo tale teoria, si attraggono con una forza che è direttamente proporzionale al prodotto delle loro masse e inversamente proporzionale al quadrato della distanza che separa i loro centri.

 

 


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