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FILOSOFO E PEDAGOGISTA : Carlo Marx

FILOSOFI : Carlo Marx

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Carlo Marx nasace a Treviri nel 1818 da una famiglia di origine ebraica e dopo aver intrapreso ed abbandonato gli studi giuridici si laurea a Berlino in filosofia nel 1841. Nel 1842 Marx diviene redattore della Gazzetta Renana e quando questa viene soppressa emigra a Parigi dove dà vita ad un nuovo periodico “ Annali Franco-tedeschi” e frequenta i circoli di sinistra. E’ proprio durante il soggiorno parigino che Marx conosce Friedrich Engels la cui amicizia lo sosterrà tutta la vita. Espulso dalla Francia per i suoi scritti rivoluzionari si rifugia a Bruxelles e viene raggiunto dall’amico Engels insieme al quale scrive l’Ideologia tedesca un’analisi sul materialismo storico. Nel 1847 Marx scrive il Manifesto del Partito Comunista che viene però pubblicato a Londra. Arrestato, Marx viene espulso anche da Bruxelles ed è costretto a ritornare in Germania dove  fonda la "Neue Rheinische Zeitung", un giornale in cui sostiene la lotta operaia. Dopo solo due anni viene di nuovo espulso dalla Germania e questa volta si rifugia a Londra dove vive tra gli stenti e dove scrive il Capitale aiutato dall’amico Engels. Nel 1881 muore l’amata moglie Jenny, un dolore da cui non si riprenderà mai, si ammala e, quando viene colpito dall’ennesimo lutto familiare, la morte della figlia di soli 38 anni, muore a Londra nel 1883.

Pensiero 

Materialismo storico 

Partendo dalla critica alla filosofia idealistica di Hegel, Marx opera un rovesciamento materialistico della storia che perde i connotati di un percorso ideale per divenire. La storia è fatta dagli uomini ed è regolata da una dialettica interna dello sviluppo economico dal quale dipendono tutti gli altri accadimenti del mondo. La storia si basa dunque sulla lotta di classe in cui la classe dominante è quella che detiene il potere economico, essa si auto conserva attraverso il mantenimento anche violento dello status quo.

Teoria delle ideologie

Essendo La forma economica il vero motore della storia vi è secondo Marx una fusione tra classe dominante e pensiero dominante. Le stesse realizzazioni creative dello spirito umano, artistiche, letterarie e filosofiche rispecchiano la forma di pensiero di chi detiene il potere. Nella moderna società borghese le classi sono solo due, borghesia e proletariato e la borghesia che detiene il potere economico e politico ha dato vita al capitalismo.

Il Capitale

Marx da un carattere sistematico alle leggi economiche che sono alla base del capitalismo.
I prodotti del lavoro, una volta resi merci ed oggetto di scambio, perdono il loro valore intrinseco, dato dal tempo impiegati a produrli, per assumere un nuovo valore che risponde alle leggi di mercato. Nella società capitalistica, dove la proprietà dei mezzi di produzione appartiene ai capitalisti, il lavoro non serve più a creare nuovi beni, ma ad accrescere il danaro ed a creare un plus-valore, dato da un plus-lavoro. La produzione di plus-valore è la produzione che avviene secondo le condizioni capitalistiche: il capitalista dispone dei mezzi di produzione, il lavoratore solo della capacità lavorativa. Il lavoro è possibile solo attraverso la mediazione del capitale. Non è dunque lo sfruttamento di per se che caratterizza il capitalismo, esso era presente anche nelle società feudali, ma la forma che assume che da vita al conflitto di classe tra borghesia e proletariato.
Quest’ultimo per ribaltare la situazione deve acquistare coscienza di classe ed operare una rivoluzione che possa portare, dopo un periodo di dittatura, ad una società senza classi .

Alienazione

Lo stesso processo che avviene in economia, investe, per Marx, l’uomo in maniera radicale fin a mutarne l’essenza profonda. Il processo economico produttivo è infatti un processo totalizzante che, proprio per l’estraneità al regno dell’uomo, conduce il lavoratore fuori dall’orizzonte umano per appropriarsi del suo lavoro dei suoi prodotti e della sua stessa vita. L’alienazione è l’appiattimento dell’uomo in una realtà che va oltre l’uomo e lo inserisce nella catena di montaggio come un pezzo della stessa.

 LA SCUOLA IN MARX

La critica marxiana al sistema educativo non è sistematica, ma può essere ricavata dall’insieme dei suoi scritti e dai numerosi  riferimenti ai problemi della scuola che l’autore propone nelle sue opere.

Le drammatiche condizioni dei figli della classe proletaria sono al centro dell’interesse dei filosofi  Karl Marx (1818-1883)

Attraverso la scuola, la classe borghese tende a riprodurre e a legittimare  quelle disuguaglianze sociali che sono strutturali  a quel tipo di economia.

Il sistema educativo dunque rappresenterebbe la sovrastruttura (al pari della religione, dell’arte ecc…), un apparato funzionale alla riproduzione di quelle specifiche strutture (date dai rapporti economici) del sistema borghese.

La “controproposta” vuole essere “veramente scientifica” e non utopistica ,per Marx  la scuola deve essere pubblica, gratuita (almeno quella di base) e al di fuori di qualsiasi influenza privata (come quella ecclesiastica).

Al centro del curricolo è da porre il “lavoro”, inteso come rivalutazione delle attività pratiche che, in una pedagogia equilibrata, contro ogni eccesso di accademismo e intellettualismo, devono affiancare le attività teoriche.

Pubblica non significa però “di Stato” o asservita all’ideologia di Stato, ma tesa, al contrario, al libero sviluppo in senso laico, dell’individuo e alla costruzione di una società priva di classi.

 L’opzione filosofica della pedagogia marxiana sarà alla base delle successive proposte espresse dall’attivismo sovietico, dalla nascita delle pedagogie degli oppressi e di alcune proposte legate ad esempio in Italia alle rivoluzioni culturali giovanili del ’68.

Molti nuclei pedagogici si ritengono oggi delle risultanze “definitive”, nonostante la crisi dei sistemi politici di matrice comunista.

 

 


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