Bruciore allo stomaco, mal di petto, gonfiori e dolori: la cattiva digestione è un problema diffuso nelle società occidentali, dove la combinazione tra disponibilità economica e cattivi stili di vita rende il disturbo diffuso. Ma spesso, il fisico è solo un aspetto della questione.
A tentare di chiarire le cose, esperti e studiosi internazionali, riuniti a Chicago per la Digestive Disease Week.
Essenzialmente a livello fisico il problema presenta due aspetti: una difficoltà dello stomaco a svuotarsi o la presenza di disturbo gastroesofageo.
Vi è però una notevole componente psicologica: "I disturbi sono strettamente legati ad ansia e stress. Questo tipo di disturbo cronico, infatti, genera ansia. Si temono brutte figure, si ha paura di non trovare il bagno quando serve, o si pensa di avere una malattia grave, come un tumore o un attacco cardiaco. Questa tensione, a sua volta, aumenta la percezione del dolore".
La situazione peggiore è per le donne, svantaggiate biologicamente: "Le donne sono più colpite, forse anche perché il tubo digestivo femminile è più ricco di recettori, e dunque più sensibile. Nel caso delle complicanze da reflusso, invece, gli uomini sono predominanti: il rapporto è di tre a uno".
Ma, qualunque sia il sesso del malato, alla lunga la cattiva digestione ha "Un impatto enorme sulla qualità della vita e sulla produttività: i pazienti, infatti, di rado riposano bene, e al mattino la loro performance è ridotta".
Esistono ,però,sistemi e possibilità di prevenzione, diagnosi e cura.
Per cominciare, si possono attuare semplici misure per il benessere. Ad esempio, favorire la digestione evitando di assumere "Cioccolato, menta e nicotina che inibiscono lo sfintere esofageo e favoriscono il reflusso. Mentre chi ha problemi di acidità dovrebbe fare attenzione ai pomodori: sono più acidi di arance o limoni".
Sono poi validi gli strumenti di diagnosi: "Pensiamo alla pH-impedenzometria e alla manometria ad alta risoluzione, utili per identificare i casi di reflusso. La diagnosi di dispepsia, invece, è ancora oggi piuttosto difficoltosa, perché molto dipende dalla percezione del singolo paziente: per alcuni l'aria nella pancia, da sola, è causa di notevole dolore".
Infine, le terapie farmacologiche, con prodotti prodotti da assumere sotto prescrizione e controllo medico.